trimmered ha scritto:
intanto proprio la quota.. quando dici che la quota è in grado di garantire un margine le cose sono due: o è sbagliata oppure è una value.
esclusa come eccezzionale la prima siamo in presenza della seconda.
ora la diversità mi pare di coglierla nel grado di affidabilità che l'ipotesi in discussione assume per quella quota (resa più o meno storica di quel tipo di selzione) ed il "margine di quota" cui ti riferisci...
nn vorrei sbagliarmi... e neppure correre il rischio di chiamare cose simili in maniera diversa... ma mi pare che l'osservazione messa così non sia del tutto pellegrina... o mi sbaglio?
circa poi i profitti... non escludo che la tua tesi sia in condizione di garantire profitti ma si sta discutendo proprio in virtù della consapevolezza/del rilievo che il gioco "canonico" vive una stagione di difficoltà pio o meno manifesta...
di qui il ragionare. imho (mi piace imho)
dire "e' sbagliata" o "e' una value" non cambia nulla, noi giochiamo un valore che nella nostra testa ha una % di margine di vantaggio sull'effettiva possibilita' di realizzazione dell'evento (prendendo ora in considerazione solo le giocate tradizionali e non possibili errori palesi, inutili alla nostra discussione). Solo in base a quel vantaggio da me quantificato, il mio stake si diversifichera' e, se si e' in presenza di un bravo giocatore, e' difficile trovare un metodo migliore...cio' e' difficilmente riconducibile a valori matematici poiche' si parla appunto di valutazioni soggettive, perciò si puo' confutarle all'infinito senza comunque trovarvi risposta..e tenderei ad evitare, un po di tempo lo abbiam tutti ma qui si tenderebbe ad esagerare.
Per quanto riguarda la difficolta' piu' o meno manifesta di cui parli, e' dettata secondo me da altri parametri principalmente, perlopiu' legati al limite dell'offerta e della giocabilita' piu' che alla reale concorrenza del mercato o al miglioramento effettivo della controparte.











