mollofire ha scritto:ioscelgo ha scritto:
Rispondo subito ora ho avuto la possibilita di venire su internet,
il giocatore patologiche non ha nessun tipo di metodo, il giocatore è sempre malato e continua a giocare ed avere comportamenti nell'arco della giornata mirati come scopo a giocare, non segue metodi, non puo seguirli, crede di stare in un metodo ma all'improvviso scatta la molla, il gioco non l osi puo controllare, chi è giocatore compulsivo, è dominato dal gioco, non sceglie nulla, qundo arriva il momento inizia, come finisce continua a pensare al gioco e a come rifarsi della perdita, è testato psicologicamente che un giocatore compulsivo entrato in questo status, ha la stessa scossa IDENTICA d'adrenalina sia quando vince che quando perde, l'esito non conta, prova piacere nell'attesa, l'attesa tra l'azzardo ed il risultato è li che avviene il proprio piacere.
Arriva a tutto pur di ritrovare quel piacere, dice bugie, toglie tempo ad altre cose, ad altre persone, fa debiti per continuare a giocare, vende i propri ogetti per giocare, ha bisogno di sentirsi attorno l'azzardo, fa di tutto, cose che non farebbe se non in uno stato di malattia.
Ma questa è la tua esperienza che non puoi estendere a tutti i giocatori.
Qui molti di noi si conoscono, sono nate belle amicizie, si va occasionalmente fuori a cena. La tipologia che descrivi tu non è così frequente come immagini. Qualche "malato" c'è, ma la maggiorparte è gente perfettamente sana di mente.
SEI FUORI STRADA, FIDATI!
Questo atteggiamento da Savonarola è piuttosto indisponente.
Poi avrei gradito una risposta sui giocatori in borsa, conosco molte più persone che si sono rovinate con la borsa che con le scommesse sportive. Vorrei sapere se andate anche fare informazione e dissauasione anche in Piazza Affari.
mollofire, forse non riesci a capire l'italiano.
Io parlo di giocatori compulsivi e patologici, facendo una netta distinzione con chi gioca per divertimento e non cade nel baratro di questa malattia, il post è incentrato su questo argomento, non si tratta di mia esperienza ma statisticamente del 1% di coloro che giocano.
Se tu non hai questi problemi sei un giocatore, non rientri nel giocatore compulsivo questo lo abbiamo capito e nessuno ti viene a fare colpa.
Non capisco il tuo accanimento, non ho mai detto che qui ci sono solo malati ( ti fa tanto paura questa parola?) ma insisti nel dirlo te.
Per quanti riguarda il cattolicesimo ripeto giocare è vietato essenzialmente perchè comporta un togliere soldi dal budget familiare ed un accanimento o togliere fondi propri sproporzionati rispetto al budget è immorale, stop, non farmi allungare il post se non capisci.
inoltre dal sondaggio emerge che quasi il 90 per cento della popolazione della Penisola si professa "cattolica" però circa il 30% degli italiani giocano regolarmente d'azzardo, quindi non c'è coerenza o forse non lo si sa.
tipologie di giocatori :
il giocatore sociale che è mosso dalla partecipazione ricreativa, considera il gioco come un’occasione per socializzare e divertirsi e sa governare i propri impulsi distruttivi;
il giocatore problematico in cui, pur non essendo presente ancora una vera e propria patologia attiva, esistono dei problemi sociali da cui sfugge o a cui cerca soluzione attraverso il gioco;
il giocatore patologico in cui la dimensione del gioco è ribaltata in un comportamento distruttivo che è alimentato da altre serie problematiche psichiche;
il giocatore patologico impulsivo/dipendente in cui i gravi sintomi che sottolineano il rapporto patologico con il gioco d’azzardo sono talvolta più centrati sull’impulsività e altre volte sulla dipendenza.
Un giocatore veramente dipendente è una persona in cui l’impulso per il gioco diviene un bisogno irrefrenabile e incontrollabile, al quale si accompagna una forte tensione emotiva ed una incapacità , parziale o totale, di ricorrere ad un pensiero riflessivo e logico. L’autoinganno e il ricorso a ragionamenti apparentemente razionali assumono la funzione di strumenti di controllo del senso di colpa e innestano ed alimentano un circolo autodistruttivo in cui se il giocatore dipendente perde, giustifica il suo gioco insistente col tentativo di rifarsi e di “riuscire almeno a riprendere i soldi persiâ€