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Messaggioda VANIGLIA1 » 01/03/2011 - 17:07
FArsopoli , non Calciopoli!!
il processo dei ...... "si dice" "Si diceva" "si raccontava" " non lo so " " non ricordo" "mi hanno detto" " forse si dice che" " quello mi ha detto che quell'altro ha detto" "si commentavano degli episodi".... ecc.
Fatti non P......!!!
Scusate per la parola un pò volgare !
il processo dei ...... "si dice" "Si diceva" "si raccontava" " non lo so " " non ricordo" "mi hanno detto" " forse si dice che" " quello mi ha detto che quell'altro ha detto" "si commentavano degli episodi".... ecc.
Fatti non P......!!!
Scusate per la parola un pò volgare !
Chi è consapevole che il cammino è infinito, conosce le proprie lacune e non crede mai di aver raggiunto la perfezione.
Messaggioda Dimitry » 01/03/2011 - 17:38
[quote="InPlay"]Bisogna partire da alcuni distinguo.
Innanzitutto parliamo solo di giustizia sportiva.
La Juve non è stata condannata e retrocessa in B (come richiesto, per altro, dal proprio avvocato difensore che riteneva congrua una serie B con penalizzazione a fronte di 4 e dico 4 illeciti acclarati) per il fatto che Moggi e Giraudo parlassero con i designatori bensì per quello che cono i designatori si dicevano.
Arrivati ad un certo punto, il Sig. Moggi grazie ai buoni agganci che aveva con le forze dell’ordine, Guardia di Finanza, Carabinieri, addirittura il Ministro dell’interno Pisanu che lo chiama per chiedergli qualche “aiutoâ€
Innanzitutto parliamo solo di giustizia sportiva.
La Juve non è stata condannata e retrocessa in B (come richiesto, per altro, dal proprio avvocato difensore che riteneva congrua una serie B con penalizzazione a fronte di 4 e dico 4 illeciti acclarati) per il fatto che Moggi e Giraudo parlassero con i designatori bensì per quello che cono i designatori si dicevano.
Arrivati ad un certo punto, il Sig. Moggi grazie ai buoni agganci che aveva con le forze dell’ordine, Guardia di Finanza, Carabinieri, addirittura il Ministro dell’interno Pisanu che lo chiama per chiedergli qualche “aiutoâ€
Messaggioda Kovac_ » 01/03/2011 - 19:24
...E se le intercettazioni sono cosi' rilevanti ed evidenti cosi' come voi sostenente (e per carità sono tutte rispettabilissime opinioni), il Tribunale non esiterà a far giustizia e ritenere colpevole Moggi in concorso con i designatori e un consistente numero di arbitri dei capi d'imputazione ascrittigli che, ribadisco, sono di associazione a delinquere finalizzata all'alterazione del regolare svolgimento di molteplici partite di Serie A del campionato 2004-2005.
Se non dovesse andare cosi', come io credo a tal punto da proporvi di bancarmi la condanna di Moggi, vorrà dire evidentemente che non esisteva alcuna associazione, che i designatori e gli arbitri non avevano stipulato alcun pactum sceleris con Moggi volto a condizionare il regolare svolgimento del campionato 2004-2005. E bisognerà accettarlo e prenderne atto senza parlare di "giustizia farsa", nè cercando di far emergere differenze tra penale e sportivo che NELLA FATTISPECIE QUI IN ESAME non sussistono cosi' come io, a mia volta, prenderei atto di un'eventuale sentenza sfavorevole.
Ciò detto, rimane giust'appunto valido quanto espresso nei precedenti post e che non mi pare alla fine sia stato oggetto di censura motivata da chi ha replicato in questo post: una sentenza penale di assoluzione nel merito con la formula "perchè il fatto non sussiste" dalle accuse di aver alterato il regolare svolgimento del campionato di Serie A 2004-2005 porterebbe, con istanza di parte, alla revocazione della sentenza di condanna in sede sportiva nella parte che riguarda l'illecito sportivo.
Se non dovesse andare cosi', come io credo a tal punto da proporvi di bancarmi la condanna di Moggi, vorrà dire evidentemente che non esisteva alcuna associazione, che i designatori e gli arbitri non avevano stipulato alcun pactum sceleris con Moggi volto a condizionare il regolare svolgimento del campionato 2004-2005. E bisognerà accettarlo e prenderne atto senza parlare di "giustizia farsa", nè cercando di far emergere differenze tra penale e sportivo che NELLA FATTISPECIE QUI IN ESAME non sussistono cosi' come io, a mia volta, prenderei atto di un'eventuale sentenza sfavorevole.
Ciò detto, rimane giust'appunto valido quanto espresso nei precedenti post e che non mi pare alla fine sia stato oggetto di censura motivata da chi ha replicato in questo post: una sentenza penale di assoluzione nel merito con la formula "perchè il fatto non sussiste" dalle accuse di aver alterato il regolare svolgimento del campionato di Serie A 2004-2005 porterebbe, con istanza di parte, alla revocazione della sentenza di condanna in sede sportiva nella parte che riguarda l'illecito sportivo.
Messaggioda Dimitry » 03/03/2011 - 10:37
L'art 39 stabilisce che...........La Corte di giustizia federale può disporre la revisione nei confronti di decisioni irrevocabili se, dopo la decisione di condanna, sopravvengono o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il sanzionato doveva essere prosciolto.............
Questo significa che:
1) Le nuove prove devono essere a discarico per la juventus e non a carico di altri. Se anche si dimostrasse che altre squadre commettevano illeciti indicibili ciò non cambia una virgola per le responsabilità della juve.
Leggetevi bene questo articolo:
http://www.tuttosport.com/calcio/ser...riaprire%C2%BB
Al di là del titolo si dice una cosa sacrosanta:
Se queste intercettazioni dimostrano le responsabilità di altre società , a me servono a poco perché la Juventus resta comunque coinvolta. Anche se tutti telefonavano al designatore, la consuetudine rimane pur sempre illecita.
2) I nuovi fatti non possono essere rappresentati da una mera sentenza di assoluzione perchè altrimenti vorrebbe dire che una sentenza della giustizia ordinaria può cambiare gli esiti di una sentenza della giustizia sportiva; ergo verrebbe meno il dogma dell'indipendenza tra i due ordinamenti.
Nel caso guardiola emersero delle nuove prove, derivanti, in poche e banali parole, da nuove tecniche e metodologie di analisi. Nel caso di Guardiola oltre al fatto che venne fornita la dimostrazione scientifica che l'organismo del giocatore, nel periodo in cui fu interessato dai controlli antidoping (nr. 2 in tempo ravvicinato), non aveva subito alcuna alterazione che potesse essere tesa al miglioramento delle sue prestazioni atletiche.
Inoltre la WADA aveva approfondito la questione circa l'inattendibilità dei tests ai quali era stato sottoposto perché era di fondamentale importanza che si fosse fatto un test di stabilità supplementare delle urine di Guardiola.
Il laboratorio della F.M.S.I invece non si attenne alla nota della WADA e non fece il test perché avrebbe avuto efficacia esclusivamente entro poco tempo dal prelievo del campione.
In mancanza del test e quindi non riuscendo a provare indiscutibilemente la positività dell'atleta, ci fu il deferimento e la condanna a cui a seguito a livello penale una condanna in primo grado e la giusta assoluzione in appello perché il fatto non sussisteva.
Qua veramente eravamo in presenza di elementi nuovi e non come nel caso della juve in calciopoli. Nella vicenda di calciopoli, per ora, non sono emerse nè nuove prove nè tantomeno fatti nuovi in relazione alla juve.
3) anche nella ipotetica applicazione dell'art 39 bisognerebbe attendere comunque la definitività della sentenza (appello e cassazione) mentre al momento siamo solo quasi alla fine del I grado; in altre parole la sentenza del tribunale non potrebbe comunque cambiare nulla, in quanto non definitiva.
Questo significa che:
1) Le nuove prove devono essere a discarico per la juventus e non a carico di altri. Se anche si dimostrasse che altre squadre commettevano illeciti indicibili ciò non cambia una virgola per le responsabilità della juve.
Leggetevi bene questo articolo:
http://www.tuttosport.com/calcio/ser...riaprire%C2%BB
Al di là del titolo si dice una cosa sacrosanta:
Se queste intercettazioni dimostrano le responsabilità di altre società , a me servono a poco perché la Juventus resta comunque coinvolta. Anche se tutti telefonavano al designatore, la consuetudine rimane pur sempre illecita.
2) I nuovi fatti non possono essere rappresentati da una mera sentenza di assoluzione perchè altrimenti vorrebbe dire che una sentenza della giustizia ordinaria può cambiare gli esiti di una sentenza della giustizia sportiva; ergo verrebbe meno il dogma dell'indipendenza tra i due ordinamenti.
Nel caso guardiola emersero delle nuove prove, derivanti, in poche e banali parole, da nuove tecniche e metodologie di analisi. Nel caso di Guardiola oltre al fatto che venne fornita la dimostrazione scientifica che l'organismo del giocatore, nel periodo in cui fu interessato dai controlli antidoping (nr. 2 in tempo ravvicinato), non aveva subito alcuna alterazione che potesse essere tesa al miglioramento delle sue prestazioni atletiche.
Inoltre la WADA aveva approfondito la questione circa l'inattendibilità dei tests ai quali era stato sottoposto perché era di fondamentale importanza che si fosse fatto un test di stabilità supplementare delle urine di Guardiola.
Il laboratorio della F.M.S.I invece non si attenne alla nota della WADA e non fece il test perché avrebbe avuto efficacia esclusivamente entro poco tempo dal prelievo del campione.
In mancanza del test e quindi non riuscendo a provare indiscutibilemente la positività dell'atleta, ci fu il deferimento e la condanna a cui a seguito a livello penale una condanna in primo grado e la giusta assoluzione in appello perché il fatto non sussisteva.
Qua veramente eravamo in presenza di elementi nuovi e non come nel caso della juve in calciopoli. Nella vicenda di calciopoli, per ora, non sono emerse nè nuove prove nè tantomeno fatti nuovi in relazione alla juve.
3) anche nella ipotetica applicazione dell'art 39 bisognerebbe attendere comunque la definitività della sentenza (appello e cassazione) mentre al momento siamo solo quasi alla fine del I grado; in altre parole la sentenza del tribunale non potrebbe comunque cambiare nulla, in quanto non definitiva.
Messaggioda Kovac_ » 03/03/2011 - 11:39
Argomentazioni interessanti.
Correttamente affermi come sia necessario attendere una pronunzia definitiva da parte della Giustizia Ordinaria, qui per brevità ho fatto riferimento al I grado perchè è in corso attualmente questo grado di giudizio.
Per quel che concerne il merito della tua argomentazione, ritengo che sia il caso che tu ti vada a rileggere le motivazioni che hanno portato alla condanna della Juventus in sede di giustizia sportiva per violazione dell'articolo del codice relativo all'illecito sportivo.
Li' si affermava che, pur non rilevandosi alcun singolo episodio di illecito sportivo classico (ovvero non ritenendosi provata l'alterazione o il tentativo di alterazione di una specifica singola gara del campionato 04-05, in relazione alle condotte addebitate ai dirigenti della Juventus), la natura esclusiva dei contatti tra il management bianconero e i vertici arbitrali ponesse la Juventus in una situazione di vantaggio rispetto ai suoi concorrenti. Ovvero le cene organizzate tra Moggi ed i designatori e la natura dei contatti telefonici intercorsi tra i soggetti, pur non provando l'avvenuta alterazione, o il tentativo, di partite del campionato in oggetto, stante il loro carattere esclusivo/univoco (erano i soli dirigenti della Juve ad intrattenere quel genere di contatti con il mondo arbitrale) dimostrerebbero come la Juventus partisse, in astratto, da una posizione di vantaggio rispetto alle squadre concorrenti, ovvero quindi con un vantaggio in classifica.
Celeberrima - ed a tratti paradossale - la statuizione della C.A.F. sul punto che suonava più o meno cosi': "Pur essendo la classifica finale frutto della sommatoria dei punti ottenuti nelle singole gare, è possibile assicurare un vantaggio in classifica a prescindere dall'alterazione di una singola gara".
Questo cosa vuol dire?
Venne coniato, sulla scorta delle motivazioni di cui sopra, il termine "illecito strutturato". Ovvero, secondo i giudici sportivi (che ricordo furono diretta emanazione, contrariamente al principio del "giudice naturale", del Commissario Straordinario Guido Rossi a sua volta eletto da Petrucci, ovvero in definitiva questi Giudici furono chiamati per nomina politica) Moggi ed i vertici dell'AIA avevano creato un sistema (un'associazione) in grado di alterare il regolare svolgimento del campionato a prescindere dalla definizione di un illecito sportivo classico (ovvero riguardante una specifica singola partita).
Se Moggi ed i vertici di quell'AIA dovessero risultare assolti dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'alterazione del regolare svolgimento del campionato 04-05 vorrebbe dire che, in base alla Giustizia Ordinaria, (che ha costituzionalmente il sopravvento nei confronti di tribunali domestici di qualsivoglia ordine e grado che sia la FIGC piuttosto che la bocciofila laddove i FATTI-REATO addebitati siano da equiparare, ciò dati gli strumenti evidentemente più efficaci di accertamento della verità che la Costituzione attribuisce al Giudice Ordinario) nessun sistema in grado di alterare il leale svolgimento della competizione fu posto in essere dai soggetti negli anni 2004-2005.
Una pronunzia di tal genere verrebbe motivata, in ipotesi, anche per via delle numerose nuove intercettazioni venute fuori tramite il prezioso lavoro del collegio difensivo di Moggi che, a sue spese (in barba al c.c.p. che garantirebbe per l'imputato che la Pubblica Accusa non manchi di evidenziare eventuali prove a suo discarico) e parliamo di decine di migliaia di euro, ha fatto sbobinare l'intero materiale intercettativo raccolto dai Carabinieri di Roma.
Il tenore ed il contesto delle intercettazioni emerse dimostrerebbero come fosse prassi comune da un lato organizzare incontri conviviali con i designatori (Facchetti in quel di Livorno con Bergamo, ma anche di recente Tanzi, Sacchi e Baraldi con Bergamo e Pairetto) e come dall'altro fosse prassi, seppur eticamente scorretta, discettare di griglie arbitrali con dirigenti sportivi (Vedi Meani - Vedi Facchetti prima di Juve-Inter (telefonata con Mazzei) ma anche prima di Cagliari-Inter o più in generale sulla "forma" degli arbitri sorteggiati nelle partite con l'Inter).
Ciò dunque a testimoniare come non frutto di un accordo illecito tra Moggi ed i vertici dell'AIA quanto bensi' prassi comune fosse intrattenere rapporti telefonici e personali di un certo tipo con il mondo arbitrale.
Chiaramente l'esegesi delle intercettazioni emerse ultimamente è una mia personale considerazione e come tale può essere condivisa o meno ma laddove il Giudice Ordinario si convincesse dell'innocenza di Moggi lo farebbe sulla scorta anche delle suddette considerazioni che inevitabilmente minerebbero alla radice i pilastri su cui si è basata la sentenza di condanna da parte della giustizia sportiva portando irrimediabilmente, su istanza di parte, alla rivalutazione/riqualificazione dei comportamenti addebitati ai dirigenti della Juventus che non avrebbero più, in ipotesi, creato un sistema di natura esclusiva con l'AIA in grado di alterare il regolare svolgimento del campionato (illecito sportivo) bensi', al pari di altri dirigenti, al massimo si sarebbero resi protagonisti di comportamenti contrari ai principi di lealtà sportiva.
In relazione, in ultimo, alla utenze svizzere (che non sono segrete o non intercettabili, sono intercettabili e senza alcuna rogatoria internazione al pari di qualsivoglia utenza italiana che generi traffico all'interno del territorio italiano) sarà il Giudice anche qui a stabilire, valutando la totalità degli elementi se, aldilà di ogni ragionevole dubbio, Moggi abbia dotato arbitri di queste utenze e se questa circostanza sia sufficiente a dimostrarne l'adesione all'associazione criminale.
Correttamente affermi come sia necessario attendere una pronunzia definitiva da parte della Giustizia Ordinaria, qui per brevità ho fatto riferimento al I grado perchè è in corso attualmente questo grado di giudizio.
Per quel che concerne il merito della tua argomentazione, ritengo che sia il caso che tu ti vada a rileggere le motivazioni che hanno portato alla condanna della Juventus in sede di giustizia sportiva per violazione dell'articolo del codice relativo all'illecito sportivo.
Li' si affermava che, pur non rilevandosi alcun singolo episodio di illecito sportivo classico (ovvero non ritenendosi provata l'alterazione o il tentativo di alterazione di una specifica singola gara del campionato 04-05, in relazione alle condotte addebitate ai dirigenti della Juventus), la natura esclusiva dei contatti tra il management bianconero e i vertici arbitrali ponesse la Juventus in una situazione di vantaggio rispetto ai suoi concorrenti. Ovvero le cene organizzate tra Moggi ed i designatori e la natura dei contatti telefonici intercorsi tra i soggetti, pur non provando l'avvenuta alterazione, o il tentativo, di partite del campionato in oggetto, stante il loro carattere esclusivo/univoco (erano i soli dirigenti della Juve ad intrattenere quel genere di contatti con il mondo arbitrale) dimostrerebbero come la Juventus partisse, in astratto, da una posizione di vantaggio rispetto alle squadre concorrenti, ovvero quindi con un vantaggio in classifica.
Celeberrima - ed a tratti paradossale - la statuizione della C.A.F. sul punto che suonava più o meno cosi': "Pur essendo la classifica finale frutto della sommatoria dei punti ottenuti nelle singole gare, è possibile assicurare un vantaggio in classifica a prescindere dall'alterazione di una singola gara".
Questo cosa vuol dire?
Venne coniato, sulla scorta delle motivazioni di cui sopra, il termine "illecito strutturato". Ovvero, secondo i giudici sportivi (che ricordo furono diretta emanazione, contrariamente al principio del "giudice naturale", del Commissario Straordinario Guido Rossi a sua volta eletto da Petrucci, ovvero in definitiva questi Giudici furono chiamati per nomina politica) Moggi ed i vertici dell'AIA avevano creato un sistema (un'associazione) in grado di alterare il regolare svolgimento del campionato a prescindere dalla definizione di un illecito sportivo classico (ovvero riguardante una specifica singola partita).
Se Moggi ed i vertici di quell'AIA dovessero risultare assolti dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'alterazione del regolare svolgimento del campionato 04-05 vorrebbe dire che, in base alla Giustizia Ordinaria, (che ha costituzionalmente il sopravvento nei confronti di tribunali domestici di qualsivoglia ordine e grado che sia la FIGC piuttosto che la bocciofila laddove i FATTI-REATO addebitati siano da equiparare, ciò dati gli strumenti evidentemente più efficaci di accertamento della verità che la Costituzione attribuisce al Giudice Ordinario) nessun sistema in grado di alterare il leale svolgimento della competizione fu posto in essere dai soggetti negli anni 2004-2005.
Una pronunzia di tal genere verrebbe motivata, in ipotesi, anche per via delle numerose nuove intercettazioni venute fuori tramite il prezioso lavoro del collegio difensivo di Moggi che, a sue spese (in barba al c.c.p. che garantirebbe per l'imputato che la Pubblica Accusa non manchi di evidenziare eventuali prove a suo discarico) e parliamo di decine di migliaia di euro, ha fatto sbobinare l'intero materiale intercettativo raccolto dai Carabinieri di Roma.
Il tenore ed il contesto delle intercettazioni emerse dimostrerebbero come fosse prassi comune da un lato organizzare incontri conviviali con i designatori (Facchetti in quel di Livorno con Bergamo, ma anche di recente Tanzi, Sacchi e Baraldi con Bergamo e Pairetto) e come dall'altro fosse prassi, seppur eticamente scorretta, discettare di griglie arbitrali con dirigenti sportivi (Vedi Meani - Vedi Facchetti prima di Juve-Inter (telefonata con Mazzei) ma anche prima di Cagliari-Inter o più in generale sulla "forma" degli arbitri sorteggiati nelle partite con l'Inter).
Ciò dunque a testimoniare come non frutto di un accordo illecito tra Moggi ed i vertici dell'AIA quanto bensi' prassi comune fosse intrattenere rapporti telefonici e personali di un certo tipo con il mondo arbitrale.
Chiaramente l'esegesi delle intercettazioni emerse ultimamente è una mia personale considerazione e come tale può essere condivisa o meno ma laddove il Giudice Ordinario si convincesse dell'innocenza di Moggi lo farebbe sulla scorta anche delle suddette considerazioni che inevitabilmente minerebbero alla radice i pilastri su cui si è basata la sentenza di condanna da parte della giustizia sportiva portando irrimediabilmente, su istanza di parte, alla rivalutazione/riqualificazione dei comportamenti addebitati ai dirigenti della Juventus che non avrebbero più, in ipotesi, creato un sistema di natura esclusiva con l'AIA in grado di alterare il regolare svolgimento del campionato (illecito sportivo) bensi', al pari di altri dirigenti, al massimo si sarebbero resi protagonisti di comportamenti contrari ai principi di lealtà sportiva.
In relazione, in ultimo, alla utenze svizzere (che non sono segrete o non intercettabili, sono intercettabili e senza alcuna rogatoria internazione al pari di qualsivoglia utenza italiana che generi traffico all'interno del territorio italiano) sarà il Giudice anche qui a stabilire, valutando la totalità degli elementi se, aldilà di ogni ragionevole dubbio, Moggi abbia dotato arbitri di queste utenze e se questa circostanza sia sufficiente a dimostrarne l'adesione all'associazione criminale.
Messaggioda Dimitry » 04/03/2011 - 11:06
Nelle sentenze questi accenni all'esclusività non ci sono proprio.
Se rileggi bene l'articolo (che tra l'altro è di Tuttosporc), si dice che ciò poteva mutare il quadro generale, non la colpevolezza della juve.
La juve è stata condannata per motivi diversi e più seri se no fai come Craxi "così fan tutti" poi però farete la stessa sua fine...
Se rileggi bene l'articolo (che tra l'altro è di Tuttosporc), si dice che ciò poteva mutare il quadro generale, non la colpevolezza della juve.
La juve è stata condannata per motivi diversi e più seri se no fai come Craxi "così fan tutti" poi però farete la stessa sua fine...
Messaggioda Kovac_ » 04/03/2011 - 12:32
Premesso che non ho intenzione di continuare a rispondere ad un personaggio che, in assenza di argomentazioni proprie, ripropone i miei interventi in un altro forum per poi attendere che qualcuno formuli una risposta al posto suo, squalificandosi da interlocutore attendibile; questo è un estratto della sentenza:
"I fatti sopra evidenziati, infatti, erano idonei a determinare una situazione
di disparità tra la Juventus e le altre squadre, poiché, pur essendo provato che anche alcuna di queste ha posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di qualche gara, dal materiale sottoposto all'esame della Commissione risulta che solo la Juventus, nel corso del campionato 2004/2005, ha esercitato quella influenza costante e generalizzata sul settore arbitrale, idonea a minarne la terzietà nei modi di cui si è già detto."
Ed in che cosa consiste questa influenza sul settore arbitrale attribuita alla sola Juventus?
Consiste appunto nelle cene (all'epoca accertate solo con dirigenti Juventini), e, sinteticamente, il tenore di un certo tipo di intercettazioni altrettanto attribuite, all'epoca, soltanto alla dirigenza juventina.
Oggi esistono intercettazioni, all'epoca sconosciute, emerse durante la fase dibattimentale a Napoli. Come detto in precedenza non entro nel merito, aspetteremo la valutazione del Giudice che deciderà come inquadrarle nel contesto delle prove portate a carico degli imputati dalla Pubblica Accusa.
Ed a proposito vorrei rappresentarvi una notizia che se confermata dimostrerebbe, secondo il mio punto di vista, lo scandalo che sta consumandosi a Napoli.
Dovete sapere che nel 2009 la Pubblica Accusa (i PM Narducci e Capuano) richiese la ricusazione (ovvero la sostituzione) del Collegio Giudicante.
Fatto già di per sè molto grave che si è verificato in rarissimi casi in tutto il panorama nazionale. Del resto pensateci si tratta di un magistrato inquirente che chiede la sostituzione di un suo collega con compiti giudicanti. Giusto per rendere l'idea in Italia il personaggio che ha più volte richiesto la ricusazione del Collegio Giudicante è stato Berlusconi...i motivi li lascio alla vostra immaginazione.
La ragione per cui all'epoca la Pubblica Accusa chiese la sostituzione del Collegio Giudicante fu perchè la Presidente del Tribunale fece presente, per ragioni di economia processuale, che essendo assegnata anche a processi con imputati in regime di custodia cautelare vi era la necessità di dare la precedenza a questi procedimenti.
Data l'infondatezza della richiesta quanto la Corte D'Appello di Napoli, quanto la Cassazione rigettarono la richiesta della Pubblica Accusa.
Oggi è giunta notizia, seppur non ancora ufficialmente confermata, che la Pubblica Accusa si accingerebbe a richiedere nuovamente (sarebbe la seconda volta! caso unico in Italia, oserei dire) la ricusazione del Collegio Giudicante!
Non se ne conoscono ancora le ragioni ma permettetimi di esprimere la mia opinione in merito. Dovete sapere che siamo ormai agli sgoccioli dell'istruttoria dibattimentale a Napoli. Una volta chiusa l'istruttoria dibattimentale nella quale in tutti questi anni si è proceduto all'escussione dei testimoni indicati da accusa e difesa, il processo si chiude con la requisitoria del PM, le arringhe difensive e la sentenza. Capirete dunque che siamo giunti quasi alla fine del processo. Chiedere oggi nuovamente la ricusazione del Collegio Giudicante vuol dire da un lato interrompere il processo (un Collegio Giudicante su cui grava una richiesta di ricusazione non può emettere sentenza) per un periodo almeno di un paio di mesi andando a sicuro detrimento dei tempi processuali e dunque avvicinando pericolosamente il termine della prescrizione, dall'altro, nell'ipotesi remota in cui la richiesta di ricusazione sia accolta, significherebbe sostanzialmente far ripartire il processo dall'inizio con un nuovo Collegio Giudicante gettando al macero quanto fatto negli ultimi 3 anni.
Si tratta di un fatto gravissimo, che dovrebbe farvi riflettere su quelle che siano le reali intenzioni della Pubblica Accusa in questo processo che, ad una prima analisi, sottointenderebbero la volontà di ritardarne la sentenza.
Perchè...?
"I fatti sopra evidenziati, infatti, erano idonei a determinare una situazione
di disparità tra la Juventus e le altre squadre, poiché, pur essendo provato che anche alcuna di queste ha posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di qualche gara, dal materiale sottoposto all'esame della Commissione risulta che solo la Juventus, nel corso del campionato 2004/2005, ha esercitato quella influenza costante e generalizzata sul settore arbitrale, idonea a minarne la terzietà nei modi di cui si è già detto."
Ed in che cosa consiste questa influenza sul settore arbitrale attribuita alla sola Juventus?
Consiste appunto nelle cene (all'epoca accertate solo con dirigenti Juventini), e, sinteticamente, il tenore di un certo tipo di intercettazioni altrettanto attribuite, all'epoca, soltanto alla dirigenza juventina.
Oggi esistono intercettazioni, all'epoca sconosciute, emerse durante la fase dibattimentale a Napoli. Come detto in precedenza non entro nel merito, aspetteremo la valutazione del Giudice che deciderà come inquadrarle nel contesto delle prove portate a carico degli imputati dalla Pubblica Accusa.
Ed a proposito vorrei rappresentarvi una notizia che se confermata dimostrerebbe, secondo il mio punto di vista, lo scandalo che sta consumandosi a Napoli.
Dovete sapere che nel 2009 la Pubblica Accusa (i PM Narducci e Capuano) richiese la ricusazione (ovvero la sostituzione) del Collegio Giudicante.
Fatto già di per sè molto grave che si è verificato in rarissimi casi in tutto il panorama nazionale. Del resto pensateci si tratta di un magistrato inquirente che chiede la sostituzione di un suo collega con compiti giudicanti. Giusto per rendere l'idea in Italia il personaggio che ha più volte richiesto la ricusazione del Collegio Giudicante è stato Berlusconi...i motivi li lascio alla vostra immaginazione.
La ragione per cui all'epoca la Pubblica Accusa chiese la sostituzione del Collegio Giudicante fu perchè la Presidente del Tribunale fece presente, per ragioni di economia processuale, che essendo assegnata anche a processi con imputati in regime di custodia cautelare vi era la necessità di dare la precedenza a questi procedimenti.
Data l'infondatezza della richiesta quanto la Corte D'Appello di Napoli, quanto la Cassazione rigettarono la richiesta della Pubblica Accusa.
Oggi è giunta notizia, seppur non ancora ufficialmente confermata, che la Pubblica Accusa si accingerebbe a richiedere nuovamente (sarebbe la seconda volta! caso unico in Italia, oserei dire) la ricusazione del Collegio Giudicante!
Non se ne conoscono ancora le ragioni ma permettetimi di esprimere la mia opinione in merito. Dovete sapere che siamo ormai agli sgoccioli dell'istruttoria dibattimentale a Napoli. Una volta chiusa l'istruttoria dibattimentale nella quale in tutti questi anni si è proceduto all'escussione dei testimoni indicati da accusa e difesa, il processo si chiude con la requisitoria del PM, le arringhe difensive e la sentenza. Capirete dunque che siamo giunti quasi alla fine del processo. Chiedere oggi nuovamente la ricusazione del Collegio Giudicante vuol dire da un lato interrompere il processo (un Collegio Giudicante su cui grava una richiesta di ricusazione non può emettere sentenza) per un periodo almeno di un paio di mesi andando a sicuro detrimento dei tempi processuali e dunque avvicinando pericolosamente il termine della prescrizione, dall'altro, nell'ipotesi remota in cui la richiesta di ricusazione sia accolta, significherebbe sostanzialmente far ripartire il processo dall'inizio con un nuovo Collegio Giudicante gettando al macero quanto fatto negli ultimi 3 anni.
Si tratta di un fatto gravissimo, che dovrebbe farvi riflettere su quelle che siano le reali intenzioni della Pubblica Accusa in questo processo che, ad una prima analisi, sottointenderebbero la volontà di ritardarne la sentenza.
Perchè...?
Messaggioda Kovac_ » 04/03/2011 - 14:43
Dunque a quanto apprendo la notizia è ufficiale.
I PM hanno richiesto per la seconda
volta la ricusazione della Presidente del Tribunale Teresa Casoria.
Le ragioni sarebbero da addursi ad un'ipotetica mancanza di serenità nel giudizio del Presidente da ricondursi al fatto che sulla stessa pende un procedimento disciplinare dinanzi al CSM per una vicenda collegata al processo.
Si tratta della decisione con cui, ad inizio dibattimento, il Collegio Giudicante aveva deciso di escludere le parti civili dal procedimento. Non entrando nel merito della questione, basti in questa sede far presente che le parti civili avevano fatto ricorso e che la Cassazione, nonostante la contrarietà del Procuratore Generale che riteneva inammissibile il ricorso, gli aveva dato ragione ordinando il reintegro delle parti civili. Contestualmente la Cassazione chiedeva al Consiglio Superiore della Magistratura di valutare, in ordine a possibili provvedimenti disciplinare, la condotta del Presidente del Tribunale su questo specifico punto.
Questi sono fatti notori dal 2009; sono passati 2 anni, che senso ha oggi chiedere per la seconda volta (della prima abbiamo già parlato nel prcedente post) la ricusazione del Collegio Giudicante?
Ora a parte il fatto che in punta di diritto, a mio avviso, non sussiste alcuna ragione per cui sulla scorta di quanto sopra il Presidente del Tribunale venga ricusato, ma non vi pare quanto paradossale, quanto scorretto, mettere in dubbio la professionalità di un collega magistrato ipotizzando che lo stesso possa farsi influenzare, nel giudizio, dalla decisione avversa della Cassazione di reintegrare le parti civili?
Seriamente qui siamo di fronte ad un caso che non ha veramente precedenti nella storia della Repubblica e invito chi è eventualmente del ramo a rifletterci: si è mai vista una Pubblica Accusa che durante un processo richiede per ben 2 volte la ricusazione del Giudice? A richiedere la ricusazione, come dicevo nel precedente post, di solito è l'imputato ed i casi più notori riguardano proprio Berlusconi...il che dovrebbe dirla lunga!
Ora, stante a mio avviso l'assoluta pretestuosità dell'ennesima richiesta di ricusazione, la ragione per cui si è deciso di chiederla è inevitabilmente perchè, dal mio punto di vista, la Pubblica Accusa ha la certezza che il Collegio Giudicante si pronuncerà a favore degli imputati; ciò data la cristallina evoluzione del dibattimento per cui anch'io da osservatore esterno ho maturato la medesima convinzione a tal punto dal chiedere, sottoforma di provocazione, che qualcuno mi bancasse la condanna di Moggi.
E dunque sulla scorta di questa convinzione da un lato la Pubblica Accusa cosi' facendo ritarda la sentenza (che sarebbe potuta arrivare entro fine Maggio ovvero prima che la FIGC si esprima sulla radiazione di Moggi... pensateci: si radia Moggi ma nel frattempo un Tribunale Penale lo assolve dagli stessi reati per cui la FIGC procede con "l'ergastolo") e dall'altro, una volta giunta l'assoluzione, si prepara il terreno per la delegittimazione del Collegio Giudicante a mezzo stampa. A mezzo RCS per la precisione (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport). Già infatti a seguito della prima richiesta di ricusazione (del 2009) RCS fece partire la campagna mediatica a sostegno delle argomentazioni su cui si richiedeva la ricusazione arrivando addirittura a sostenere l'inadeguatezza del Collegio Giudicante a sentenziare su fatti di calcio in base al sesso (femminile) dei componenti :O: come se in questo caso non si trattasse di un processo penale da celebrarsi applicando le regole del processo penale
Per non tacere, in ultimo, del fatto che comunque vada a finire la richiesta di ricusazione il processo nel frattempo rimarrà inevitabilmente sospeso o perlomeno non potrà certamente giungere a sentenza il che ovviamente porterà ad accoricare ancor di più il tempo che ci separa dalla prescrizione con il rischio che, non arrivando a sentenza definitiva, le migliaia di euro spese per intercettare dal 2004 fino al 2007 le utenze telefoniche degli imputati e per istruire e portare avanti il processo risultino soldi pubblici sprecati.
I PM hanno richiesto per la seconda
Le ragioni sarebbero da addursi ad un'ipotetica mancanza di serenità nel giudizio del Presidente da ricondursi al fatto che sulla stessa pende un procedimento disciplinare dinanzi al CSM per una vicenda collegata al processo.
Si tratta della decisione con cui, ad inizio dibattimento, il Collegio Giudicante aveva deciso di escludere le parti civili dal procedimento. Non entrando nel merito della questione, basti in questa sede far presente che le parti civili avevano fatto ricorso e che la Cassazione, nonostante la contrarietà del Procuratore Generale che riteneva inammissibile il ricorso, gli aveva dato ragione ordinando il reintegro delle parti civili. Contestualmente la Cassazione chiedeva al Consiglio Superiore della Magistratura di valutare, in ordine a possibili provvedimenti disciplinare, la condotta del Presidente del Tribunale su questo specifico punto.
Questi sono fatti notori dal 2009; sono passati 2 anni, che senso ha oggi chiedere per la seconda volta (della prima abbiamo già parlato nel prcedente post) la ricusazione del Collegio Giudicante?
Ora a parte il fatto che in punta di diritto, a mio avviso, non sussiste alcuna ragione per cui sulla scorta di quanto sopra il Presidente del Tribunale venga ricusato, ma non vi pare quanto paradossale, quanto scorretto, mettere in dubbio la professionalità di un collega magistrato ipotizzando che lo stesso possa farsi influenzare, nel giudizio, dalla decisione avversa della Cassazione di reintegrare le parti civili?
Seriamente qui siamo di fronte ad un caso che non ha veramente precedenti nella storia della Repubblica e invito chi è eventualmente del ramo a rifletterci: si è mai vista una Pubblica Accusa che durante un processo richiede per ben 2 volte la ricusazione del Giudice? A richiedere la ricusazione, come dicevo nel precedente post, di solito è l'imputato ed i casi più notori riguardano proprio Berlusconi...il che dovrebbe dirla lunga!
Ora, stante a mio avviso l'assoluta pretestuosità dell'ennesima richiesta di ricusazione, la ragione per cui si è deciso di chiederla è inevitabilmente perchè, dal mio punto di vista, la Pubblica Accusa ha la certezza che il Collegio Giudicante si pronuncerà a favore degli imputati; ciò data la cristallina evoluzione del dibattimento per cui anch'io da osservatore esterno ho maturato la medesima convinzione a tal punto dal chiedere, sottoforma di provocazione, che qualcuno mi bancasse la condanna di Moggi.
E dunque sulla scorta di questa convinzione da un lato la Pubblica Accusa cosi' facendo ritarda la sentenza (che sarebbe potuta arrivare entro fine Maggio ovvero prima che la FIGC si esprima sulla radiazione di Moggi... pensateci: si radia Moggi ma nel frattempo un Tribunale Penale lo assolve dagli stessi reati per cui la FIGC procede con "l'ergastolo") e dall'altro, una volta giunta l'assoluzione, si prepara il terreno per la delegittimazione del Collegio Giudicante a mezzo stampa. A mezzo RCS per la precisione (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport). Già infatti a seguito della prima richiesta di ricusazione (del 2009) RCS fece partire la campagna mediatica a sostegno delle argomentazioni su cui si richiedeva la ricusazione arrivando addirittura a sostenere l'inadeguatezza del Collegio Giudicante a sentenziare su fatti di calcio in base al sesso (femminile) dei componenti :O: come se in questo caso non si trattasse di un processo penale da celebrarsi applicando le regole del processo penale
Per non tacere, in ultimo, del fatto che comunque vada a finire la richiesta di ricusazione il processo nel frattempo rimarrà inevitabilmente sospeso o perlomeno non potrà certamente giungere a sentenza il che ovviamente porterà ad accoricare ancor di più il tempo che ci separa dalla prescrizione con il rischio che, non arrivando a sentenza definitiva, le migliaia di euro spese per intercettare dal 2004 fino al 2007 le utenze telefoniche degli imputati e per istruire e portare avanti il processo risultino soldi pubblici sprecati.
Messaggioda Kovac_ » 05/07/2011 - 02:40
http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Pia ... 6033.shtml
Che dire...
Cose che io avevo scritto 15 mesi fa proprio in questi schermi, se si fosse applicato - come il PM del pallone coerentemente ha fatto - - e che io non condivido - il metro di giudizio del 2006...
Anche l'Inter, dunque, si sarebbe resa protagonista di episodi di illecito sportivo...
Non intendo nella maniera più assoluta alimentare flame o entrare nel merito delle accuse. Non risponderò dunque ad alcuna replica al mio post. Mi limito soltanto a fare presente che quei tanti (interisti su tutti) che si sono affidati alle conclusioni di Palazzi (e Borrelli) ieri, non possono oggi che coerentemente fare altrettanto nonostante sia la loro squadra, questa volta, ad essere coinvolta.
Per il resto, ribadisco un concetto già espresso qui a suo tempo e ne aggiungo un altro, di pronostico:
1) Moggi sarà assolto a Napoli* in I grado dall'accusa di reiterata frode sportiva e conseguentemente di associazione a delinquere;
2) La radiazione di Moggi difficilmente sarà confermata, in forza dell'esito del processo penale (sentenza immancabilmente a fine Settembre), dall'Alta Corte del Coni.
DISCLAIMER --> Divagazione interessante, anzi personalmente la ritengo il fulcro di Calciopoli. Chi non è interessato può terminare qui la lettura del post.
* Su questo specifico punto vi avevo lasciato, col post precedente - risalente a Marzo - con la notizia della seconda ricusazione nei confronti del Collegio Giudicante di Calciopoli. E' notizia di oggi che la ricusazione è stata respinta dalla Corte D'Appello di Napoli.
Queste vicende, perlopiù sottaciute dai media nazionali, rappresentano la vera cartina di tornasole di quella che è stata l'indagine portata avanti dalla Procura di Napoli e sulle cui fondamenta si sono basati i processi sportivi del 2006.
Per chi non lo sapesse, sarò il più sintetico possibile, la ricusazione non è altro che quell'istanza per cui una delle parti coinvolte in un processo (Accusa, Difesa, Parti Civili) richiede la sostituzione del Collegio Giudicante o di uno dei suoi Membri perchè ritiene la sua terzietà viziata/turbata da qualsivoglia genere di pregiudizio/condizionamento esterno. Orbene questa pratica è spesso balzata agli onori della cronaca perchè sistematicamente utilizzata dalla difesa di Berlusconi - nei confronti del Tribunale di Milano - per i motivi che voi certo conoscerete... Dunque si tratta perlopiù se non nella quasi totalità dei casi di un espediente adottato dalla difese insieme all'incompetenza territoriale e quant'altro per guadagnare tempo / spostare il processo in una sede diversa.
Ora se io vi dicessi che le due istanze di ricusazione a Napoli le ha presentate non la difesa di belzebù Moggi, come sarebbe facilmente ipotizzabile, ma la Pubblica Accusa, voi che idea vi fareste?
Innanzitutto precisiamo che entrambe le istanze di ricusazione sono state rigettate, nel merito, dagli organi preposti alla loro valutazione. Si basavano entrambe sulla convizione che il Collegio Giudicante ed in particolar modo la Presidente - Dottoressa Casoria - avesse un qualche interesse ad assolvere gli imputati ovvero a disattendere le attese dei PM. La Corte D'Appello chiamata a valutare l'ultima istanza di ricusazione oggi si è espressa definendo la Casoria "giudice giusto e privo di animosità verso i Pm".
Capirete bene: se già vedere un PM ricusare un suo collega (requirente) è cosa rara, figurarsi che possibilità possono esserci (infatti è un caso unico nel suo genere) nel vedere la stessa Pubblica Accusa - dopo il rigetto della prima istanza - presentarne una seconda e vedersi rigettata anche questa.
Ci sarà qualcosa di strano in questa vicenda data la totale irritualità della vicenda o no?
Ebbene, anche qui cercherò di essere conciso per quel che è possibile, parrebbe di si.
Dovete sapere che la Giudice Casoria è stato oggetto di censura da parte del CSM per degli epiteti poco piacevoli rivolti, in momenti di ira, a suoi colleghi. Si badi bene, nulla che abbia a che vedere/possa influire su Calciopoli, nè sulla professionalità del Giudice a cui anche il CSM ha rivolto parole di stima, episodi spiacevoli a parte, dovuti per lo più ad un carattere forte della stessa Giudice.
Nell'audizione dinanzi al CSM, link audio qui, http://www.radioradicale.it/scheda/3249 ... sciplinare la Giudice Casoria ha parlato espressamente di strumentalizzazioni del suddetto procedimento disciplinare in riferimento alla sua conduzione del processo Calciopoli. La Giudice, ed è questo l'elemento più clamoroso dell'intera vicenda Calciopoli in sè, ha denunciato pressioni da parte del Procuratore Capo della Procura di Napoli (Lepore, per intenderci il superiore dei PM di Calciopoli Narducci - oggi è in aspettativa ed è nella giunta De Magistris al Comune di Napoli** - e Beatrice - trasferito, ha lasciato l'indagine - poi Capuano - è rimasto solo lui, che tra l'altro è appunto subentrato a Beatrice ad inizio dibattimento) sul Presidente del Tribunale di Napoli (Alemi, anche qui - per semplificare - diretto superiore della Casoria) affinchè quest'ultima si astenesse dal processo ovvero rinunciasse a presiedere il Collegio Giudicante. In soldoni, secondo la Casoria, la Procura di Napoli - venuta a conoscenza del procedimento disciplinare nei suoi confronti (vicenda totalmente a parte rispetto a Calciopoli, come detto) - abbia tentato di approfittarne per trovare un valido appiglio per farla, letteralmente, sloggiare da Calciopoli dopo che il primo tentativo di ricusazione era fallito. E per raggiungere questo scopo la Procura di Napoli avrebbe artificiosamente e senza motivazioni di sorta fatto includere i PM di Calciopoli nella lista dei testimoni contro la Casoria nel procedimento disciplinare per poi sostenere che (come è stato effettivamente fatto, nella seconda istanza di ricusazione) la Casoria avesse interesse a non assecondare le richieste dei PM in Calciopoli perchè questi ultimi erano stati testimoni dell'Accusa nel procedimento disciplinare nei suoi confronti.
La cosa, comprenderete, è molto grave. A parte il punto di vista della Casoria - che rimane soggettivo - è innegabile che due istanze di ricusazione da parte della Pubblica Accusa nei confronti del Giudice sia un "unicum" nel panorama della giustizia italiana.
Ora, se secondo la Corte D'Appello in entrambi i casi la ricusazione era palesemente infondata, che ragioni ha avuto la Procura di Napoli per tentare in tutti i modi di sostituire il Giudice Naturale precostuito del Processo di Calciopoli ricorrendo a questi artifizi?
Non è che, forse forse, la Giudice Casoria rischia di far fare una bruttissima figura alla Procura di Napoli - leggasi assoluzione degli imputati - in questa che è stato una delle inchieste con più risalto mediatico in assoluto?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Io, in ogni caso, in virtù anche di questo breve racconto (di cui tutti i media tacciono e che penso neanche voi qui - nessuno escluso - conosceva) e non solo nel merito di come è andato il dibattimento, sono tranquillo e aspetto fiducioso che Napoli faccia giustizia. In un senso o nell'altro, perchè di questa Giudice, che ho imparato a conoscere, mi fido, a prescindere dal verdetto che - insieme alla due colleghe a latere - emetterà . Poi il resto si vedrà anche perchè rammento che, codice alla mano, l'illecito sportivo è l'esatta, stampata, sputata, trasposizione del reato di frode sportiva in campo penale. Se non c'è frode sportiva accertata nel processo penale a Napoli che, dati gli strumenti di accertamento della verità non paragonabili a quelli della giustizia privatistica della FIGC, ne ha il sopravvento su qualsiasi decisione che sia sovrapponibile; non c'è illecito sportivo.
E se non c'è illecito sportivo non si può/poteva infliggere le sanzioni più gravi (retrocessione/revoca dello scudetto) alla Juventus. Ma questo è un discorso ancora prematuro...del resto se ci saranno le condizioni (assoluzione a Napoli) la Juventus - e Moggi - hanno già dichiarato che chiederanno la revisione del processo sportivo in virtù della ragioni sommariamente e non esaustivamente espresse poco sopra.
**Ah le toghe che lavorano nell'esecutivo / assumono incarichi / entrano in politica e non si dimettono dalla magistratura...
Che dire...
Cose che io avevo scritto 15 mesi fa proprio in questi schermi, se si fosse applicato - come il PM del pallone coerentemente ha fatto - - e che io non condivido - il metro di giudizio del 2006...
Anche l'Inter, dunque, si sarebbe resa protagonista di episodi di illecito sportivo...
Non intendo nella maniera più assoluta alimentare flame o entrare nel merito delle accuse. Non risponderò dunque ad alcuna replica al mio post. Mi limito soltanto a fare presente che quei tanti (interisti su tutti) che si sono affidati alle conclusioni di Palazzi (e Borrelli) ieri, non possono oggi che coerentemente fare altrettanto nonostante sia la loro squadra, questa volta, ad essere coinvolta.
Per il resto, ribadisco un concetto già espresso qui a suo tempo e ne aggiungo un altro, di pronostico:
1) Moggi sarà assolto a Napoli* in I grado dall'accusa di reiterata frode sportiva e conseguentemente di associazione a delinquere;
2) La radiazione di Moggi difficilmente sarà confermata, in forza dell'esito del processo penale (sentenza immancabilmente a fine Settembre), dall'Alta Corte del Coni.
DISCLAIMER --> Divagazione interessante, anzi personalmente la ritengo il fulcro di Calciopoli. Chi non è interessato può terminare qui la lettura del post.
* Su questo specifico punto vi avevo lasciato, col post precedente - risalente a Marzo - con la notizia della seconda ricusazione nei confronti del Collegio Giudicante di Calciopoli. E' notizia di oggi che la ricusazione è stata respinta dalla Corte D'Appello di Napoli.
Queste vicende, perlopiù sottaciute dai media nazionali, rappresentano la vera cartina di tornasole di quella che è stata l'indagine portata avanti dalla Procura di Napoli e sulle cui fondamenta si sono basati i processi sportivi del 2006.
Per chi non lo sapesse, sarò il più sintetico possibile, la ricusazione non è altro che quell'istanza per cui una delle parti coinvolte in un processo (Accusa, Difesa, Parti Civili) richiede la sostituzione del Collegio Giudicante o di uno dei suoi Membri perchè ritiene la sua terzietà viziata/turbata da qualsivoglia genere di pregiudizio/condizionamento esterno. Orbene questa pratica è spesso balzata agli onori della cronaca perchè sistematicamente utilizzata dalla difesa di Berlusconi - nei confronti del Tribunale di Milano - per i motivi che voi certo conoscerete... Dunque si tratta perlopiù se non nella quasi totalità dei casi di un espediente adottato dalla difese insieme all'incompetenza territoriale e quant'altro per guadagnare tempo / spostare il processo in una sede diversa.
Ora se io vi dicessi che le due istanze di ricusazione a Napoli le ha presentate non la difesa di belzebù Moggi, come sarebbe facilmente ipotizzabile, ma la Pubblica Accusa, voi che idea vi fareste?
Innanzitutto precisiamo che entrambe le istanze di ricusazione sono state rigettate, nel merito, dagli organi preposti alla loro valutazione. Si basavano entrambe sulla convizione che il Collegio Giudicante ed in particolar modo la Presidente - Dottoressa Casoria - avesse un qualche interesse ad assolvere gli imputati ovvero a disattendere le attese dei PM. La Corte D'Appello chiamata a valutare l'ultima istanza di ricusazione oggi si è espressa definendo la Casoria "giudice giusto e privo di animosità verso i Pm".
Capirete bene: se già vedere un PM ricusare un suo collega (requirente) è cosa rara, figurarsi che possibilità possono esserci (infatti è un caso unico nel suo genere) nel vedere la stessa Pubblica Accusa - dopo il rigetto della prima istanza - presentarne una seconda e vedersi rigettata anche questa.
Ci sarà qualcosa di strano in questa vicenda data la totale irritualità della vicenda o no?
Ebbene, anche qui cercherò di essere conciso per quel che è possibile, parrebbe di si.
Dovete sapere che la Giudice Casoria è stato oggetto di censura da parte del CSM per degli epiteti poco piacevoli rivolti, in momenti di ira, a suoi colleghi. Si badi bene, nulla che abbia a che vedere/possa influire su Calciopoli, nè sulla professionalità del Giudice a cui anche il CSM ha rivolto parole di stima, episodi spiacevoli a parte, dovuti per lo più ad un carattere forte della stessa Giudice.
Nell'audizione dinanzi al CSM, link audio qui, http://www.radioradicale.it/scheda/3249 ... sciplinare la Giudice Casoria ha parlato espressamente di strumentalizzazioni del suddetto procedimento disciplinare in riferimento alla sua conduzione del processo Calciopoli. La Giudice, ed è questo l'elemento più clamoroso dell'intera vicenda Calciopoli in sè, ha denunciato pressioni da parte del Procuratore Capo della Procura di Napoli (Lepore, per intenderci il superiore dei PM di Calciopoli Narducci - oggi è in aspettativa ed è nella giunta De Magistris al Comune di Napoli** - e Beatrice - trasferito, ha lasciato l'indagine - poi Capuano - è rimasto solo lui, che tra l'altro è appunto subentrato a Beatrice ad inizio dibattimento) sul Presidente del Tribunale di Napoli (Alemi, anche qui - per semplificare - diretto superiore della Casoria) affinchè quest'ultima si astenesse dal processo ovvero rinunciasse a presiedere il Collegio Giudicante. In soldoni, secondo la Casoria, la Procura di Napoli - venuta a conoscenza del procedimento disciplinare nei suoi confronti (vicenda totalmente a parte rispetto a Calciopoli, come detto) - abbia tentato di approfittarne per trovare un valido appiglio per farla, letteralmente, sloggiare da Calciopoli dopo che il primo tentativo di ricusazione era fallito. E per raggiungere questo scopo la Procura di Napoli avrebbe artificiosamente e senza motivazioni di sorta fatto includere i PM di Calciopoli nella lista dei testimoni contro la Casoria nel procedimento disciplinare per poi sostenere che (come è stato effettivamente fatto, nella seconda istanza di ricusazione) la Casoria avesse interesse a non assecondare le richieste dei PM in Calciopoli perchè questi ultimi erano stati testimoni dell'Accusa nel procedimento disciplinare nei suoi confronti.
La cosa, comprenderete, è molto grave. A parte il punto di vista della Casoria - che rimane soggettivo - è innegabile che due istanze di ricusazione da parte della Pubblica Accusa nei confronti del Giudice sia un "unicum" nel panorama della giustizia italiana.
Ora, se secondo la Corte D'Appello in entrambi i casi la ricusazione era palesemente infondata, che ragioni ha avuto la Procura di Napoli per tentare in tutti i modi di sostituire il Giudice Naturale precostuito del Processo di Calciopoli ricorrendo a questi artifizi?
Non è che, forse forse, la Giudice Casoria rischia di far fare una bruttissima figura alla Procura di Napoli - leggasi assoluzione degli imputati - in questa che è stato una delle inchieste con più risalto mediatico in assoluto?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Io, in ogni caso, in virtù anche di questo breve racconto (di cui tutti i media tacciono e che penso neanche voi qui - nessuno escluso - conosceva) e non solo nel merito di come è andato il dibattimento, sono tranquillo e aspetto fiducioso che Napoli faccia giustizia. In un senso o nell'altro, perchè di questa Giudice, che ho imparato a conoscere, mi fido, a prescindere dal verdetto che - insieme alla due colleghe a latere - emetterà . Poi il resto si vedrà anche perchè rammento che, codice alla mano, l'illecito sportivo è l'esatta, stampata, sputata, trasposizione del reato di frode sportiva in campo penale. Se non c'è frode sportiva accertata nel processo penale a Napoli che, dati gli strumenti di accertamento della verità non paragonabili a quelli della giustizia privatistica della FIGC, ne ha il sopravvento su qualsiasi decisione che sia sovrapponibile; non c'è illecito sportivo.
E se non c'è illecito sportivo non si può/poteva infliggere le sanzioni più gravi (retrocessione/revoca dello scudetto) alla Juventus. Ma questo è un discorso ancora prematuro...del resto se ci saranno le condizioni (assoluzione a Napoli) la Juventus - e Moggi - hanno già dichiarato che chiederanno la revisione del processo sportivo in virtù della ragioni sommariamente e non esaustivamente espresse poco sopra.
**Ah le toghe che lavorano nell'esecutivo / assumono incarichi / entrano in politica e non si dimettono dalla magistratura...
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