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Messaggioda calciocalcio » 05/01/2011 - 16:53
Osservazione ... permettete?
Ma se l'Italia impone di tassare chi gioca su un bookmaker straniero ( quindi NOAAMS ) automaticamente ammette che non è più reato giocare su bookmaker stranieri?
E' come se in Italia si mettesse una tassa su chi spaccia, giusto? Non si può tassare una cosa illegale ... o mi sbaglio ???
Chiedo lumi agli avvocati che frequentano il Forum
Grazie.
Ma se l'Italia impone di tassare chi gioca su un bookmaker straniero ( quindi NOAAMS ) automaticamente ammette che non è più reato giocare su bookmaker stranieri?
E' come se in Italia si mettesse una tassa su chi spaccia, giusto? Non si può tassare una cosa illegale ... o mi sbaglio ???
Chiedo lumi agli avvocati che frequentano il Forum
Grazie.
Messaggioda mollofire » 07/01/2011 - 16:22
nezerius ha scritto:Comunque questa cosa non centra niente per quanto riguarda i book aams giusto? Quelli sono gia tassati alla fonte e non vanno mai dichiarati. O sbaglio?
Giusto, sui book AAMS la tassazione avviene alla fonte e su eventuali vincite nulla è dovuto.
ALIS VOLAT PROPRIIS
Messaggioda argo979 » 07/01/2011 - 17:10
nezerius ha scritto:Comunque questa cosa non centra niente per quanto riguarda i book aams giusto? Quelli sono gia tassati alla fonte e non vanno mai dichiarati. O sbaglio?
credo però che anche queste vincite debbano in teoria essere dichiarate ma senza subire tassazione.
- CapitanSimon
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Messaggioda CapitanSimon » 07/01/2011 - 19:49
argo979 ha scritto:nezerius ha scritto:Comunque questa cosa non centra niente per quanto riguarda i book aams giusto? Quelli sono gia tassati alla fonte e non vanno mai dichiarati. O sbaglio?
credo però che anche queste vincite debbano in teoria essere dichiarate ma senza subire tassazione.
Io credo assolutamente di no... tu tieni la contabilità di tutti i biglietti giocati in Agenzia? E magari le fotocopie delle vincite?
E cosa dichiareresti vincite nette, lorde... dai su....
Messaggioda SANTOS33 » 12/01/2011 - 00:04
GIOCO & GIOCHI » GIOCHI
AGENZIA ENTRATE: VINCITE SU SITI ESTERI, OBBLIGO DI PAGARE LE TASSE
D'ora in poi, tutti i giocatori su siti esteri saranno sottoposti a verifica fiscale in quanto le loro (eventuali) vincite costituiscono reddito imponile a tutti gli effetti, nel cui ambito non si potrà dedurre il costo della posta iniziale o della scommessa. A chiarirlo, l'Agenzia delle Entrate. "Un atto atteso da anni, e sul quale si era recentemente formata una certa sensibilità , derivante dal fatto che la sconfitta del gioco irregolare sul piano commerciale doveva essere accompagnata da un coinvolgimento dell'utenza, alla quale non si poteva più lasciare la "libera" scelta sulla preferenza da accordare in tema di gioco online", scrive Marco Minoccheri, consulente fiscale dell'associazione AS.TRO. "Sanzioni Penali a parte, quindi, sulle quali regna ancora la confusione generata sulla loro compatibilità rispetto alle norme europee, il gioco irregolare è adesso sotto la lente di ingrandimento del fisco.
Le vincite "on line" realizzate su piattaforme giochi che non hanno sede in Italia e che, quindi, non scontano la ritenuta alla fonte, prevista quando chi paga è un sostituto d'imposta, vanno dichiarate (rigo RL15 del modello Unico PF) e scontano la tassazione per intero, senza cioè tener conto delle spese sostenute per la loro produzione. Se, inoltre, per accedere al gioco viene utilizzato un conto corrente detenuto all'estero, scatta anche, ricorrendone i presupposti "quantitativi", l'obbligo di compilare il modulo RW. E', in estrema sintesi, il contenuto della risoluzione n. 141/E del 30 dicembre.
L'intervento dell'Agenzia fa seguito a un'istanza di interpello prodotta da un "fortunato/bravo" contribuente, che aveva realizzato vincite via internet su un casino on line avente sede all'estero, con le relative somme (giocate e vinte) che venivano prelevate e/o versate da/su un conto corrente infruttifero aperto presso un intermediario finanziario con sede nell'isola di Man.
Nel caso di specie, il contribuente istante ha vinto nel 2009, giocando a un casinò online con sede all'estero, delle somme di denaro, accreditate in un conto corrente infruttifero detenuto presso un intermediario finanziario con sede nell'isola di Man; le somme vengono accreditate senza applicazione di alcuna ritenuta. Al fine di accedere al gioco online, il contribuente ha versato una somma di denaro, prelevata dal medesimo conto.
L'istante chiede, quindi, quali siano le modalità di tassazione delle predette vincite e i relativi adempimenti dichiarativi.
L'Agenzia delle Entrate afferma, anzitutto, che le vincite conseguite per effetto della partecipazione a giochi online sono tassate ai sensi del combinato disposto degli artt. 67, comma 1 lettera d), e 69, comma 1, del TUIR. La prima disposizione citata, infatti, statuisce che costituiscono redditi diversi le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte; la seconda, che tali somme "costituiscono reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo d'imposta, senza alcuna deduzione". Di conseguenza, deve essere assoggettato a tassazione l'intero ammontare delle vincite percepite nel periodo d'imposta, senza tener conto delle spese sostenute per la loro produzione.
Peraltro, la risoluzione in esame precisa che tali redditi devono essere dichiarati dal "vincitore" al rigo RL15 del Modello UNICO PF. Ciò in quanto l'erogazione delle vincite avviene ad opera di un soggetto che non è sostituto d'imposta e che, quindi, non osserva l'art. 30 del DPR 600/73, in base al quale le vincite o i premi corrisposti dallo Stato sono soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo d'imposta con facoltà di rivalsa.
Qualora le vincite siano, come nel caso di specie, accreditate in un conto corrente estero, le stesse devono sottostare alle regole del monitoraggio fiscale a carico del contribuente. Al riguardo, si ricorda che l'art. 4 del DL 167/90 dispone l'obbligo di compilare il modulo RW del Modello UNICO PF per le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che, al termine del periodo d'imposta, detengono investimenti all'estero ovvero attività estere di natura finanziaria di ammontare complessivo superiore a 10.000 euro attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera imponibili in Italia. L'obbligo di compilazione sussiste anche per i trasferimenti da, verso e sull'estero che nel corso dell'anno hanno interessato i suddetti investimenti e attività , qualora l'ammontare complessivo dei movimenti effettuati, computato tenendo conto anche dei disinvestimenti, sia stato superiore a 10.000 euro. Quest'obbligo sussiste anche se, al termine del periodo d'imposta, i soggetti interessati non detengono investimenti all'estero né attività estere di natura finanziaria, in quanto a tale data è intervenuto, rispettivamente, il disinvestimento o l'estinzione dei rapporti finanziari.
Il monitoraggio
Della necessità di tassare le vincite si è già detto. E' la somma degli articoli 67 e 69 del Tuir (oltre che la logica) a imporlo. Con, in particolare, la seconda delle due norme che qualifica come reddito "l'intero ammontare percepito nel periodo d'imposta, senza alcuna deduzione". L'obbligo di dichiarazione discende poi dalla circostanza che l'erogatore (straniero in terra straniera) non rientra fra i sostituti d'imposta, in relazione ai quali l'articolo 30 del Dpr 600/1973 prescrive l'obbligo di assoggettare le vincite e i premi da loro erogati a una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta.
La parte, forse, più interessante del documento di prassi riguarda gli obblighi di monitoraggio a carico del contribuente che utilizza per la sua attività ludica un conto corrente estero.
Il conto corrente estero è, infatti, un'attività finanziaria "da RW", in quanto suscettibile di produrre redditi di fonte estera imponibili in Italia. Quindi, sempreché la consistenza del conto al 31 dicembre sia superiore a 10mila euro, il giocatore è chiamato a compilare la sezione II del modulo RW, barrando la colonna 4 per evidenziarne la non fruttiferità . Acquisendo ovviamente, a tal fine, documenti o attestazioni della banca estera che provino tale circostanza.
Il monitoraggio, però, non finisce qui. Il nostro contribuente dovrà , cioè, compilare anche la sezione III del modulo RW (sempre al superamento della soglia dei 10mila euro) per rilevare le movimentazioni del conto da e verso l'Italia. L'obbligo riguarda, infatti, oltre alle consistenze anche i trasferimenti da, verso e sull'estero, che nel corso dell'anno hanno interessato investimenti e attività riportati/riportabili nella sezione II, se l'ammontare complessivo dei movimenti è stato superiore a 10mila euro. Questo a prescindere dal loro saldo di fine anno (anche, quindi, se c'è stato disinvestimento o estinzione delle attività o dei rapporti finanziari).
Prima di concludere, due annotazioni fornite dall'Agenzia delle Entrate.
La prima: è possibile evitare la compilazione dell'RW per i conti esteri, a condizione che il contribuente dia disposizione alla banca oltreconfine di bonificare gli interessi (immediatamente e comunque entro il mese della maturazione) su un proprio conto corrente italiano, specificando nella causale l'ammontare lordo e l'eventuale ritenuta applicata all'estero.
La seconda è un promemoria utile quando i c/c, a differenza del caso esaminato, siano fruttiferi. In questa ipotesi, gli intrecci con Unico aumentano, dovendo il contribuente riportare gli interessi nel quadro RM, autoliquidando poi l'imposta sostitutiva, con l'aliquota "ordinaria" del 27 per cento".
Elisa Di Mattia - 11/01/2011 - 18:07
AGENZIA ENTRATE: VINCITE SU SITI ESTERI, OBBLIGO DI PAGARE LE TASSE
D'ora in poi, tutti i giocatori su siti esteri saranno sottoposti a verifica fiscale in quanto le loro (eventuali) vincite costituiscono reddito imponile a tutti gli effetti, nel cui ambito non si potrà dedurre il costo della posta iniziale o della scommessa. A chiarirlo, l'Agenzia delle Entrate. "Un atto atteso da anni, e sul quale si era recentemente formata una certa sensibilità , derivante dal fatto che la sconfitta del gioco irregolare sul piano commerciale doveva essere accompagnata da un coinvolgimento dell'utenza, alla quale non si poteva più lasciare la "libera" scelta sulla preferenza da accordare in tema di gioco online", scrive Marco Minoccheri, consulente fiscale dell'associazione AS.TRO. "Sanzioni Penali a parte, quindi, sulle quali regna ancora la confusione generata sulla loro compatibilità rispetto alle norme europee, il gioco irregolare è adesso sotto la lente di ingrandimento del fisco.
Le vincite "on line" realizzate su piattaforme giochi che non hanno sede in Italia e che, quindi, non scontano la ritenuta alla fonte, prevista quando chi paga è un sostituto d'imposta, vanno dichiarate (rigo RL15 del modello Unico PF) e scontano la tassazione per intero, senza cioè tener conto delle spese sostenute per la loro produzione. Se, inoltre, per accedere al gioco viene utilizzato un conto corrente detenuto all'estero, scatta anche, ricorrendone i presupposti "quantitativi", l'obbligo di compilare il modulo RW. E', in estrema sintesi, il contenuto della risoluzione n. 141/E del 30 dicembre.
L'intervento dell'Agenzia fa seguito a un'istanza di interpello prodotta da un "fortunato/bravo" contribuente, che aveva realizzato vincite via internet su un casino on line avente sede all'estero, con le relative somme (giocate e vinte) che venivano prelevate e/o versate da/su un conto corrente infruttifero aperto presso un intermediario finanziario con sede nell'isola di Man.
Nel caso di specie, il contribuente istante ha vinto nel 2009, giocando a un casinò online con sede all'estero, delle somme di denaro, accreditate in un conto corrente infruttifero detenuto presso un intermediario finanziario con sede nell'isola di Man; le somme vengono accreditate senza applicazione di alcuna ritenuta. Al fine di accedere al gioco online, il contribuente ha versato una somma di denaro, prelevata dal medesimo conto.
L'istante chiede, quindi, quali siano le modalità di tassazione delle predette vincite e i relativi adempimenti dichiarativi.
L'Agenzia delle Entrate afferma, anzitutto, che le vincite conseguite per effetto della partecipazione a giochi online sono tassate ai sensi del combinato disposto degli artt. 67, comma 1 lettera d), e 69, comma 1, del TUIR. La prima disposizione citata, infatti, statuisce che costituiscono redditi diversi le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte; la seconda, che tali somme "costituiscono reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo d'imposta, senza alcuna deduzione". Di conseguenza, deve essere assoggettato a tassazione l'intero ammontare delle vincite percepite nel periodo d'imposta, senza tener conto delle spese sostenute per la loro produzione.
Peraltro, la risoluzione in esame precisa che tali redditi devono essere dichiarati dal "vincitore" al rigo RL15 del Modello UNICO PF. Ciò in quanto l'erogazione delle vincite avviene ad opera di un soggetto che non è sostituto d'imposta e che, quindi, non osserva l'art. 30 del DPR 600/73, in base al quale le vincite o i premi corrisposti dallo Stato sono soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo d'imposta con facoltà di rivalsa.
Qualora le vincite siano, come nel caso di specie, accreditate in un conto corrente estero, le stesse devono sottostare alle regole del monitoraggio fiscale a carico del contribuente. Al riguardo, si ricorda che l'art. 4 del DL 167/90 dispone l'obbligo di compilare il modulo RW del Modello UNICO PF per le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che, al termine del periodo d'imposta, detengono investimenti all'estero ovvero attività estere di natura finanziaria di ammontare complessivo superiore a 10.000 euro attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera imponibili in Italia. L'obbligo di compilazione sussiste anche per i trasferimenti da, verso e sull'estero che nel corso dell'anno hanno interessato i suddetti investimenti e attività , qualora l'ammontare complessivo dei movimenti effettuati, computato tenendo conto anche dei disinvestimenti, sia stato superiore a 10.000 euro. Quest'obbligo sussiste anche se, al termine del periodo d'imposta, i soggetti interessati non detengono investimenti all'estero né attività estere di natura finanziaria, in quanto a tale data è intervenuto, rispettivamente, il disinvestimento o l'estinzione dei rapporti finanziari.
Il monitoraggio
Della necessità di tassare le vincite si è già detto. E' la somma degli articoli 67 e 69 del Tuir (oltre che la logica) a imporlo. Con, in particolare, la seconda delle due norme che qualifica come reddito "l'intero ammontare percepito nel periodo d'imposta, senza alcuna deduzione". L'obbligo di dichiarazione discende poi dalla circostanza che l'erogatore (straniero in terra straniera) non rientra fra i sostituti d'imposta, in relazione ai quali l'articolo 30 del Dpr 600/1973 prescrive l'obbligo di assoggettare le vincite e i premi da loro erogati a una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta.
La parte, forse, più interessante del documento di prassi riguarda gli obblighi di monitoraggio a carico del contribuente che utilizza per la sua attività ludica un conto corrente estero.
Il conto corrente estero è, infatti, un'attività finanziaria "da RW", in quanto suscettibile di produrre redditi di fonte estera imponibili in Italia. Quindi, sempreché la consistenza del conto al 31 dicembre sia superiore a 10mila euro, il giocatore è chiamato a compilare la sezione II del modulo RW, barrando la colonna 4 per evidenziarne la non fruttiferità . Acquisendo ovviamente, a tal fine, documenti o attestazioni della banca estera che provino tale circostanza.
Il monitoraggio, però, non finisce qui. Il nostro contribuente dovrà , cioè, compilare anche la sezione III del modulo RW (sempre al superamento della soglia dei 10mila euro) per rilevare le movimentazioni del conto da e verso l'Italia. L'obbligo riguarda, infatti, oltre alle consistenze anche i trasferimenti da, verso e sull'estero, che nel corso dell'anno hanno interessato investimenti e attività riportati/riportabili nella sezione II, se l'ammontare complessivo dei movimenti è stato superiore a 10mila euro. Questo a prescindere dal loro saldo di fine anno (anche, quindi, se c'è stato disinvestimento o estinzione delle attività o dei rapporti finanziari).
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La prima: è possibile evitare la compilazione dell'RW per i conti esteri, a condizione che il contribuente dia disposizione alla banca oltreconfine di bonificare gli interessi (immediatamente e comunque entro il mese della maturazione) su un proprio conto corrente italiano, specificando nella causale l'ammontare lordo e l'eventuale ritenuta applicata all'estero.
La seconda è un promemoria utile quando i c/c, a differenza del caso esaminato, siano fruttiferi. In questa ipotesi, gli intrecci con Unico aumentano, dovendo il contribuente riportare gli interessi nel quadro RM, autoliquidando poi l'imposta sostitutiva, con l'aliquota "ordinaria" del 27 per cento".
Elisa Di Mattia - 11/01/2011 - 18:07
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seabiscuit
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Messaggioda seabiscuit » 12/01/2011 - 00:14
mmm e che tipo di tassazione si dovrebbe pagare? quali sono i tempi di pagamento sempre annuali? concorrono dunque ad un vero e proprio reditto documentabile?
Messaggioda argo979 » 12/01/2011 - 08:11
L'articolo di sopra ripete le stesse cose già dette nei primi giorni di Gennaio. La frase "è sotto la lente del fisco" è solo una licenza giornalistica che crea confusione.
Ma le regolamentazioni sugli accordi per evitare la doppia imposizione in questo caso valgono oppure no? e se si come vengono applicati?
per favore me lo potete spiegare in termini profani senza postare il papirone con tutta la regolamentazione perchè dopo averlo letto non mi ha chiarito molto le idee, please
Ma le regolamentazioni sugli accordi per evitare la doppia imposizione in questo caso valgono oppure no? e se si come vengono applicati?
per favore me lo potete spiegare in termini profani senza postare il papirone con tutta la regolamentazione perchè dopo averlo letto non mi ha chiarito molto le idee, please
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