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- Davide (ITY)
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Fantini e steccato
Messaggioda Davide (ITY) » 18/10/2010 - 20:22
Leggendo il post ho trovato degli spunti per altri studi. E precisamente sui fantini e sugli steccati.
Con un database così ampio è davvero facile crearsi una classifica dinamica (cioè la creo ogni volta) per un dato periodo che mi interessa dei fantini "migliori".
Il più bravi sono quelli che hanno la percentuale delle vittorie più alta (ci metto dentro anche una parte della percentuale delle piazze), magari non sarà neanche vero ma è sicuramente una buona approssimazione.
Come sempre vado poi a vedere cosa è accaduto la corsa precedente ad una vittoria per confrontare i dati della corsa che analizzo.
L'idea era quella di cercare di scoprire se esista un modus di assegnazione di fantini migliori su cavalli che potenzialmente potrebbero vincere (che poi hanno vinto).
Diciamo subito che non ho trovato nulla di interessante. C'è un aumento di resa dei cavalli vincitori con il fantino migliore semplicemente perché hanno un fantino migliore! Insomma non ho trovato nessun nesso logico, oppure se c'è non sono riuscito a scoprirlo.
Altra cosa invece lo studio sugli steccati.
C'è un sito che riporta le statistiche complete (credo si chiami Adrian Messy o qualcosa del genere) su questo argomento e quindi non mi interessa replicarlo. Quello che però mi ha colpito leggendo il post citato in un intervento precedente è come si sia tentato di trovare una formula matematica lineare per decifrare un eventuale vantaggio. Lo steccato 1 vale 0 lo steccato 2 vale +0.25, lo steccato 7 +1,50 etc etc.
Dalle prime verifiche sembra però che si lo steccato conti molto, ma che non sia così lineare. Ho fatto una cosa semplice. Ho calcolato brutalmente la media di tutte le corse uguali (stesso terreno) steccato per steccato, le ho lisciate con una media +/- 1 steccato (la media dello steccato 4 e fatta dalla media dello steccato 3/4/5) e le ho messe in grafico.
Quello che si vede subito è che non esiste un andamento lineare ma uno piuttosto sinuosidale. Per quello che ho visto, un 1200 con la partenza in curva, sembra proprio il grafico del coseno leggermente traslato verso sinistra! Valori appena sopra la media totale per gli steccati 1/2/3 ma a decrescere, steccato centrali 4/5/6/7 davvero favoriti per poi risalire velocemente. Dati estrapolati da oltre 1200 prestazioni, quindi direi davvero affidabili.
In settimana vedrò di provare altre distanze/terreni
Non so se riuscirò mai a legare tutti i dati che trovo ma almeno mi diverto....
Con un database così ampio è davvero facile crearsi una classifica dinamica (cioè la creo ogni volta) per un dato periodo che mi interessa dei fantini "migliori".
Il più bravi sono quelli che hanno la percentuale delle vittorie più alta (ci metto dentro anche una parte della percentuale delle piazze), magari non sarà neanche vero ma è sicuramente una buona approssimazione.
Come sempre vado poi a vedere cosa è accaduto la corsa precedente ad una vittoria per confrontare i dati della corsa che analizzo.
L'idea era quella di cercare di scoprire se esista un modus di assegnazione di fantini migliori su cavalli che potenzialmente potrebbero vincere (che poi hanno vinto).
Diciamo subito che non ho trovato nulla di interessante. C'è un aumento di resa dei cavalli vincitori con il fantino migliore semplicemente perché hanno un fantino migliore! Insomma non ho trovato nessun nesso logico, oppure se c'è non sono riuscito a scoprirlo.
Altra cosa invece lo studio sugli steccati.
C'è un sito che riporta le statistiche complete (credo si chiami Adrian Messy o qualcosa del genere) su questo argomento e quindi non mi interessa replicarlo. Quello che però mi ha colpito leggendo il post citato in un intervento precedente è come si sia tentato di trovare una formula matematica lineare per decifrare un eventuale vantaggio. Lo steccato 1 vale 0 lo steccato 2 vale +0.25, lo steccato 7 +1,50 etc etc.
Dalle prime verifiche sembra però che si lo steccato conti molto, ma che non sia così lineare. Ho fatto una cosa semplice. Ho calcolato brutalmente la media di tutte le corse uguali (stesso terreno) steccato per steccato, le ho lisciate con una media +/- 1 steccato (la media dello steccato 4 e fatta dalla media dello steccato 3/4/5) e le ho messe in grafico.
Quello che si vede subito è che non esiste un andamento lineare ma uno piuttosto sinuosidale. Per quello che ho visto, un 1200 con la partenza in curva, sembra proprio il grafico del coseno leggermente traslato verso sinistra! Valori appena sopra la media totale per gli steccati 1/2/3 ma a decrescere, steccato centrali 4/5/6/7 davvero favoriti per poi risalire velocemente. Dati estrapolati da oltre 1200 prestazioni, quindi direi davvero affidabili.
In settimana vedrò di provare altre distanze/terreni
Non so se riuscirò mai a legare tutti i dati che trovo ma almeno mi diverto....
Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
Messaggioda dap » 19/10/2010 - 03:35
Davide ITY ha scritto:(lo so che per il galoppo parlare di tempi non è bello, ma mi serviva un parametro da cui iniziare). Per esempio nei 1000, la media assoluta di tutte le prestazioni è 58,15 secondi.
Jack Ramsden basa molto sui tempi delle corse il suo modo di periziare.
Ramsden lasciò nel 1980 il mestiere di stockbroker e ha vinto fortune alla puna tanto da comprarsi un meraviglioso allevamento e far correre buoni cavalli in ostacoli e in piano, allenati da sua moglie.
Un suo ex bookmaker, Colin Webster, ora lo paga per avere pareri e gli piazza le scommesse, nascoste tra le altre.
Non punta mai sotto il 5/1 e in un anno il numero delle sue operazioni varia da 30 a non più di 40.
La sua attenzione per i tempi è rivolta sia al piano che agli ostacoli.
Messaggioda bagocu » 19/10/2010 - 13:09
è tutto vero ma devi parlare al passato.si è ritirato da 7/8 anni e adesso vive in francia con la moglie.sono gli ex suoceri di jamie spencer.avranno fatto qualche colpo insieme 
Simona Ventura confessa: non posso smettere di lavorare, ho problemi a pagare i mutui
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Un duro colpo
Messaggioda Davide (ITY) » 19/10/2010 - 23:50
Un duro colpo sullo sviluppo delle mie teorie.
Purtroppo in questo periodo ho poco tempo, ma appena trovo mezz'ora mi tuffo dentro il mio database.
Oggi però ho scoperto come la base della mia teoria non sia poi così assoluta, e francamente non riesco a spiegarmi il motivo.
Io parto dal presupposto che i cavalli mediamente fanno nella loro categoria e in coindizioni simili più o meno gli stessi tempi. Questi calcoli servivano nella mia idea originale per periziare i tempi di un ippodromo rispetto ad un altro.
Oggi però ho scoperto una cosa che non riesco a spiegarmela: eccola.
Sui 1000, terreno buono nell'ippodromo A la media di tutti i cavalli che hanno vinto è 60 sec. Nell'ippodromo B è 61. Se invece la media la calcolo considerando tutti i tempi dei cavalli arrivati almeno entro le 5 lunghezze dal vincitore la media ovviamente aumenta: 60,5 per A e 61,5 A. Se considero tutte le prestazioni la media A diventerà 63 mentre quella di B 62,9. Praticamente vanno a coincidere.
Prendere la media del primo, o dei primi 3/5 arrivati per il mio concetto non cambia, basta che il modo di estrazione sia omogeneo ed i risultati saranno tutti parametrizzati l'uno rispetto ad un altro.
Studio una corsa di oggi e scopro che un cavallo, sullo stesso ippodromo A, stessa distanza, stesso terreno ha corso non vincendo in 58sec! Lo punto (secondo i miei conti ha 10 lunghezze buone di vantaggio) e arriva non staccatissimo ma lontano dai primi! Ovviamente c'è qualcosa di sbagliato nella prestazione presa come riferimento.
Mi insospettisco ed estraggo tuti i tempi dei vincitori dell'ippodromo A in quelle condizioni. I valori che trovo vanno da 56,5 a 63,5 senza nessun nesso logico o influenza dei pesi (si era già vist oquesto). In più ci sono maiden vinte con 57 secondi e G3 vinti con 61!! Capite questo enorme intervallo sballa tutti i miei conti. Magari do un valore al 58 dell'esempio (-2 sulla media) mentre trascuro magari un 60,5 che però in realtà vale molto di più del 58 di prima!
Le spiegazioni posso essere tante. Spostano lo steccato verso l'esterno. La partenza non è sempre nello stesso punto, in pista dritta possono partire da un lato piuttosto che da un altro, anche se il terreno è buono magari un giorno è caldo l'altro no, ma effettivamente 5/6 sec. di differenza sui 1000 non me li aspettavo (ricordo che 6 secondi sono circa 100 metri)
Che cosa è che mi sta sfuggendo? Devo dire che una cosa però l'ho scoperta e cioè che all'interno della stessa riunione i tempi sono tutti ugualmente differenti rispetto alla media (o poco più). I 58 di prima furono fatti una giornata dove tutti i vincitori sono arrivati all'incirca con 2 secondi in meno rispetto alla media assoluta. Cosa vuol dire?
Ci sono qualche idee al riguardo? Capite valorizzare un 58 sull'ippodromo A (-2) per escludere un 60 nel B (-1) in queste condizioni non ha più senso se non riesco a trovare la causa di queste enormi differenze.
Aspetto suggerimenti.
D.
Purtroppo in questo periodo ho poco tempo, ma appena trovo mezz'ora mi tuffo dentro il mio database.
Oggi però ho scoperto come la base della mia teoria non sia poi così assoluta, e francamente non riesco a spiegarmi il motivo.
Io parto dal presupposto che i cavalli mediamente fanno nella loro categoria e in coindizioni simili più o meno gli stessi tempi. Questi calcoli servivano nella mia idea originale per periziare i tempi di un ippodromo rispetto ad un altro.
Oggi però ho scoperto una cosa che non riesco a spiegarmela: eccola.
Sui 1000, terreno buono nell'ippodromo A la media di tutti i cavalli che hanno vinto è 60 sec. Nell'ippodromo B è 61. Se invece la media la calcolo considerando tutti i tempi dei cavalli arrivati almeno entro le 5 lunghezze dal vincitore la media ovviamente aumenta: 60,5 per A e 61,5 A. Se considero tutte le prestazioni la media A diventerà 63 mentre quella di B 62,9. Praticamente vanno a coincidere.
Prendere la media del primo, o dei primi 3/5 arrivati per il mio concetto non cambia, basta che il modo di estrazione sia omogeneo ed i risultati saranno tutti parametrizzati l'uno rispetto ad un altro.
Studio una corsa di oggi e scopro che un cavallo, sullo stesso ippodromo A, stessa distanza, stesso terreno ha corso non vincendo in 58sec! Lo punto (secondo i miei conti ha 10 lunghezze buone di vantaggio) e arriva non staccatissimo ma lontano dai primi! Ovviamente c'è qualcosa di sbagliato nella prestazione presa come riferimento.
Mi insospettisco ed estraggo tuti i tempi dei vincitori dell'ippodromo A in quelle condizioni. I valori che trovo vanno da 56,5 a 63,5 senza nessun nesso logico o influenza dei pesi (si era già vist oquesto). In più ci sono maiden vinte con 57 secondi e G3 vinti con 61!! Capite questo enorme intervallo sballa tutti i miei conti. Magari do un valore al 58 dell'esempio (-2 sulla media) mentre trascuro magari un 60,5 che però in realtà vale molto di più del 58 di prima!
Le spiegazioni posso essere tante. Spostano lo steccato verso l'esterno. La partenza non è sempre nello stesso punto, in pista dritta possono partire da un lato piuttosto che da un altro, anche se il terreno è buono magari un giorno è caldo l'altro no, ma effettivamente 5/6 sec. di differenza sui 1000 non me li aspettavo (ricordo che 6 secondi sono circa 100 metri)
Che cosa è che mi sta sfuggendo? Devo dire che una cosa però l'ho scoperta e cioè che all'interno della stessa riunione i tempi sono tutti ugualmente differenti rispetto alla media (o poco più). I 58 di prima furono fatti una giornata dove tutti i vincitori sono arrivati all'incirca con 2 secondi in meno rispetto alla media assoluta. Cosa vuol dire?
Ci sono qualche idee al riguardo? Capite valorizzare un 58 sull'ippodromo A (-2) per escludere un 60 nel B (-1) in queste condizioni non ha più senso se non riesco a trovare la causa di queste enormi differenze.
Aspetto suggerimenti.
D.
Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
Messaggioda dap » 22/10/2010 - 03:48
Davide ITY ha scritto:Aspetto suggerimenti.
Ricordo che i periziatori di professione, italiani, che hanno ottenuto anche buoni risultati alla punta, chiedevano sempre le copie dei nastri (allora si usavano i vhs) alle società di corse, per studiare attentamente soprattutto le rette d'arrivo.
Infatti è importante stabilire se un cavallo è stato risparmiato nel finale, non avendo più chances di vittoria, e in tal caso si sovvertono tutte le risultanze derivate dai semplici ordini di arrivo e distanze.
Quindi penso che sarebbe molto importante avere a disposizione i filmati delle corse (oggi è molto facile, con tutti i siti che offrono replays).
Messaggioda massi8183 » 22/10/2010 - 12:44
quello che ha scritto dap sopra è esattamente quello che intendevo dire, per fare una perizia bisogna affiancare ai dati nudi e crudi la visione delle corse
Davide secondo me non ti farebbe male, se conosci l'Inglese, cercare qualche libro di Nick Mordin, in particolare Mordin on Time
qui puoi leggere i primi 8 capitoli:
http://books.google.com/books?id=esHJTi ... &q&f=false
_____________________________________
As most people know, at the races the handicapper is playing against the crowd, which sets the odds with their wagers. The handicapper's task is to establish a personal betting line which can be compared to the crowd's.
Making a betting line is a skill that develops with experience. It is best done analytically or intuitively, using all the handicapping factors that apply to the race, not mechanically or mathematically, using a few handicapping factors of choice.
When the handicapper decides the crowd has made a mistake, that's an edge, and it's time to play.
If you believe a horse should be 5/2 and the odds are 8/5, that's an underlay, and no play. In the same race, if your 2nd choice is 3/1, and the odds are 5/1, that's an overlay, and an excellent play
The difference is the difference between losing and winning.
L'eperimento delle corse
Si considera vincitore quel quel cavallo che arriva primo al traguardo; cioè percorre la distanza in minor tempo degli altri.
Un fantino non può far percorrere un dato numero di metri ad un cavallo in minor tempo di quanto glielo permettono i suoi mezzi.
Può però fargli percorrere quella distanza in un tempo maggiore.
Facciamo un esempio pratico di confronto fra due cavalli da corsa: X e Y:
X può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,01
1600 metri in minuti 1,39
Y può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,00
1600 metri in minuti 1,42
è evidente che se fra questi due cavallo si corre un match su metri 1000 dovrebbe vincere sempre Y e su 1600 metri dovrebbe vincere sempre X.
A meno che, per esempio, il fantino che monta X sui 1600 metri, trattenga un poco dapprincipio il suo cavallo, in modo da fargli percorrere la distanza in minuti 1,43 invece che in minuti 1,39 come ne avrebbe la possibilità ; facendosi cosi battere di sorpresa dal rivale in 1,42.
Sono errori che i fantini commettono spesso, perchè essi ignorano che la distanza non si misura col metro ma col tempo impiegato a percorrerla, cioè con l'orologio.
Federico Tesio da Il purosangue: animale da esperimento. Tocchi in penna al galoppo.
Davide secondo me non ti farebbe male, se conosci l'Inglese, cercare qualche libro di Nick Mordin, in particolare Mordin on Time
qui puoi leggere i primi 8 capitoli:
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Il Milan in B. E per ben due volte: una... a pagamento e una... gratis. Sono dell'idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui. (cit. G.Prisco)
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Messaggioda Davide (ITY) » 23/10/2010 - 12:32
Tenchiu'
Ir mai english is not so stronz, and so I pens ke I'll riusciring read qualchen pages.
D.
Ir mai english is not so stronz, and so I pens ke I'll riusciring read qualchen pages.
D.
massi8183 ha scritto:quello che ha scritto dap sopra è esattamente quello che intendevo dire, per fare una perizia bisogna affiancare ai dati nudi e crudi la visione delle corseL'eperimento delle corse
Si considera vincitore quel quel cavallo che arriva primo al traguardo; cioè percorre la distanza in minor tempo degli altri.
Un fantino non può far percorrere un dato numero di metri ad un cavallo in minor tempo di quanto glielo permettono i suoi mezzi.
Può però fargli percorrere quella distanza in un tempo maggiore.
Facciamo un esempio pratico di confronto fra due cavalli da corsa: X e Y:
X può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,01
1600 metri in minuti 1,39
Y può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,00
1600 metri in minuti 1,42
è evidente che se fra questi due cavallo si corre un match su metri 1000 dovrebbe vincere sempre Y e su 1600 metri dovrebbe vincere sempre X.
A meno che, per esempio, il fantino che monta X sui 1600 metri, trattenga un poco dapprincipio il suo cavallo, in modo da fargli percorrere la distanza in minuti 1,43 invece che in minuti 1,39 come ne avrebbe la possibilità ; facendosi cosi battere di sorpresa dal rivale in 1,42.
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Messaggioda Davide (ITY) » 23/10/2010 - 12:35
Secondo i miei conti:
3. Harry Prince
alla 3° a Turf in Sud Africa 12.40 è davanti di almeno 4 lunghezze su tutti, eventuali deb esclusi.,
Messo 20 a 6/1.
Ora si vede.
3. Harry Prince
alla 3° a Turf in Sud Africa 12.40 è davanti di almeno 4 lunghezze su tutti, eventuali deb esclusi.,
Messo 20 a 6/1.
Ora si vede.
massi8183 ha scritto:quello che ha scritto dap sopra è esattamente quello che intendevo dire, per fare una perizia bisogna affiancare ai dati nudi e crudi la visione delle corseL'eperimento delle corse
Si considera vincitore quel quel cavallo che arriva primo al traguardo; cioè percorre la distanza in minor tempo degli altri.
Un fantino non può far percorrere un dato numero di metri ad un cavallo in minor tempo di quanto glielo permettono i suoi mezzi.
Può però fargli percorrere quella distanza in un tempo maggiore.
Facciamo un esempio pratico di confronto fra due cavalli da corsa: X e Y:
X può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,01
1600 metri in minuti 1,39
Y può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,00
1600 metri in minuti 1,42
è evidente che se fra questi due cavallo si corre un match su metri 1000 dovrebbe vincere sempre Y e su 1600 metri dovrebbe vincere sempre X.
A meno che, per esempio, il fantino che monta X sui 1600 metri, trattenga un poco dapprincipio il suo cavallo, in modo da fargli percorrere la distanza in minuti 1,43 invece che in minuti 1,39 come ne avrebbe la possibilità ; facendosi cosi battere di sorpresa dal rivale in 1,42.
Sono errori che i fantini commettono spesso, perchè essi ignorano che la distanza non si misura col metro ma col tempo impiegato a percorrerla, cioè con l'orologio.
Federico Tesio da Il purosangue: animale da esperimento. Tocchi in penna al galoppo.
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qui puoi leggere i primi 8 capitoli:
http://books.google.com/books?id=esHJTi ... &q&f=false
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Messaggioda Davide (ITY) » 23/10/2010 - 13:04
Per la cronaca.
partito ultimo....
Si presenta al largo in retta (si corre sui 2600) e si aggancia ai primi. Ai 200 gli altri scattano e lui rimane sul passo 4°. Ha vinto facilissimo un cavallo che fino a quel momento aveva corso solo da 1400 a 1800 con mediocri risultati.
E' impossibile capirci qualcosa.
D.
partito ultimo....
Si presenta al largo in retta (si corre sui 2600) e si aggancia ai primi. Ai 200 gli altri scattano e lui rimane sul passo 4°. Ha vinto facilissimo un cavallo che fino a quel momento aveva corso solo da 1400 a 1800 con mediocri risultati.
E' impossibile capirci qualcosa.
D.
Davide (ITY) ha scritto:Secondo i miei conti:
3. Harry Prince
alla 3° a Turf in Sud Africa 12.40 è davanti di almeno 4 lunghezze su tutti, eventuali deb esclusi.,
Messo 20 a 6/1.
Ora si vede.massi8183 ha scritto:quello che ha scritto dap sopra è esattamente quello che intendevo dire, per fare una perizia bisogna affiancare ai dati nudi e crudi la visione delle corseL'eperimento delle corse
Si considera vincitore quel quel cavallo che arriva primo al traguardo; cioè percorre la distanza in minor tempo degli altri.
Un fantino non può far percorrere un dato numero di metri ad un cavallo in minor tempo di quanto glielo permettono i suoi mezzi.
Può però fargli percorrere quella distanza in un tempo maggiore.
Facciamo un esempio pratico di confronto fra due cavalli da corsa: X e Y:
X può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,01
1600 metri in minuti 1,39
Y può percorrere alla sua massima velocità :
1000 metri in minuti 1,00
1600 metri in minuti 1,42
è evidente che se fra questi due cavallo si corre un match su metri 1000 dovrebbe vincere sempre Y e su 1600 metri dovrebbe vincere sempre X.
A meno che, per esempio, il fantino che monta X sui 1600 metri, trattenga un poco dapprincipio il suo cavallo, in modo da fargli percorrere la distanza in minuti 1,43 invece che in minuti 1,39 come ne avrebbe la possibilità ; facendosi cosi battere di sorpresa dal rivale in 1,42.
Sono errori che i fantini commettono spesso, perchè essi ignorano che la distanza non si misura col metro ma col tempo impiegato a percorrerla, cioè con l'orologio.
Federico Tesio da Il purosangue: animale da esperimento. Tocchi in penna al galoppo.
Davide secondo me non ti farebbe male, se conosci l'Inglese, cercare qualche libro di Nick Mordin, in particolare Mordin on Time
qui puoi leggere i primi 8 capitoli:
http://books.google.com/books?id=esHJTi ... &q&f=false
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As most people know, at the races the handicapper is playing against the crowd, which sets the odds with their wagers. The handicapper's task is to establish a personal betting line which can be compared to the crowd's.
Making a betting line is a skill that develops with experience. It is best done analytically or intuitively, using all the handicapping factors that apply to the race, not mechanically or mathematically, using a few handicapping factors of choice.
When the handicapper decides the crowd has made a mistake, that's an edge, and it's time to play.
If you believe a horse should be 5/2 and the odds are 8/5, that's an underlay, and no play. In the same race, if your 2nd choice is 3/1, and the odds are 5/1, that's an overlay, and an excellent play
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Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
Messaggioda zeroverde » 23/10/2010 - 14:55
cito un esempio di situazione inspiegabile : il cavallo in questione è
JUDGE ' N JURY . penso che questo cavallo lo abbiamo visto correre tutti. Velocista puro, parte come le freccie, non ha bisogno di schemi specifici, fa tutte le piste e tutti i terreni. Corre a Longchamp il Prix de L' Abbaye ( Gr. 1 ) il 3/ 10 / 2010 giunge otavvo a 5 lunghezze dal primo, gran bella prestazione... ricorre il 9 / 10 / 2010 a Catterick un handicap a 9.000 puonds al vincitore arriva ultimo ( quindicesimo ) la cosa ancora più strana è che a Catterick non fosse seguito al betting... ha chiuso a 9/1 .
oggi è in pista a Doncaster... vediamo che fa
JUDGE ' N JURY . penso che questo cavallo lo abbiamo visto correre tutti. Velocista puro, parte come le freccie, non ha bisogno di schemi specifici, fa tutte le piste e tutti i terreni. Corre a Longchamp il Prix de L' Abbaye ( Gr. 1 ) il 3/ 10 / 2010 giunge otavvo a 5 lunghezze dal primo, gran bella prestazione... ricorre il 9 / 10 / 2010 a Catterick un handicap a 9.000 puonds al vincitore arriva ultimo ( quindicesimo ) la cosa ancora più strana è che a Catterick non fosse seguito al betting... ha chiuso a 9/1 .
oggi è in pista a Doncaster... vediamo che fa
zeroverde
Messaggioda dap » 23/10/2010 - 15:52
Davide ITY ha scritto:E' impossibile capirci qualcosa.
Mi permetto di esprimere un altro parere, prendilo per quel che può valere.
Meglio seguire al massimo un paio di ippodomi perchè credo non sia possibile andare oltre con buoni risultati. Oppure una categoria di cavalli, ad ex da hp, reclamare, classe, insomma restringere il campo di studio.
JUDGE'N JURY non vince una corsa dal luglio 2009 e ne ha disputate 18 in seguito: troppe, un cavallo si pò anche nauseare della pista specie un nipote di Dr.Devious che si presume non abbia troppa voglia di faticare specie agli ordini di un incompetente come Harris.
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Errori
Messaggioda Davide (ITY) » 29/10/2010 - 19:41
|f(x)|
dicesi valore assoluto di effediX una nuova funzione che assume il valore di f(x) quando f(x) è maggiore o uguale a 0 ed il valore di -f(x) quando f(x) è minore di 0.
Ora immaginatevi di spiegare questo concetto a degli alunni/e sedicenni in preda ai primi violenti attacchi ormonali. Cioè dire che se un numero è positivo va bene, mentre se è negativo diventa l'opposto. Una cosa che non ci sono mai riuscito completamente.
L'apice si raggiunge quando arriva la classica osservazione dal più intrapendente della classe: "E' semplice no! Il valore assoluto dice che è 5 se il numero è 5, ed è sempre 5 se il numero è -5 E' facile no?"
A questo punto hai due scelte. O ricominci da capo il programma oppure accetti la cosa!
Detto questo solo per descrivere un errore che ho trovato oggi nel mio algoritmo. Ad un certo punto calcolo il rating in funzione delle prestazioni partendo da un mio ipotetico valore di 60. Se il cavallo vince sale 70 (+10) aumentando o diminuendo questo nuovo valore in funzione del tempo che ha fatto vincendo la corsa rispetto al tempo standard calcolato.
Se vince facendo un secondo in meno del tempo standard andrà a 75 (1 sec = 5 pts) se invece vince con un secondo in meno dovrebbe andare a 65, ma invece, appunto non calcolando il valore assoluto della differenza del tempo/prestazione mi andava a 55 (60-5) e non a 65 (70-5).
Questo per dire che metà dei miei conti (quelli delle corse lente, con il tempo del vincete sotto il tempo standard calcolato) sono sbagliati.
Il dubbio mi assale. E se i pronostici migliori che ho trovato sono state fatte dal programma con la parte del calcolo sbagliato?
Bho?!?!?!?!
UnCeLaPossoFaMai!!!!
D.
dicesi valore assoluto di effediX una nuova funzione che assume il valore di f(x) quando f(x) è maggiore o uguale a 0 ed il valore di -f(x) quando f(x) è minore di 0.
Ora immaginatevi di spiegare questo concetto a degli alunni/e sedicenni in preda ai primi violenti attacchi ormonali. Cioè dire che se un numero è positivo va bene, mentre se è negativo diventa l'opposto. Una cosa che non ci sono mai riuscito completamente.
L'apice si raggiunge quando arriva la classica osservazione dal più intrapendente della classe: "E' semplice no! Il valore assoluto dice che è 5 se il numero è 5, ed è sempre 5 se il numero è -5 E' facile no?"
A questo punto hai due scelte. O ricominci da capo il programma oppure accetti la cosa!
Detto questo solo per descrivere un errore che ho trovato oggi nel mio algoritmo. Ad un certo punto calcolo il rating in funzione delle prestazioni partendo da un mio ipotetico valore di 60. Se il cavallo vince sale 70 (+10) aumentando o diminuendo questo nuovo valore in funzione del tempo che ha fatto vincendo la corsa rispetto al tempo standard calcolato.
Se vince facendo un secondo in meno del tempo standard andrà a 75 (1 sec = 5 pts) se invece vince con un secondo in meno dovrebbe andare a 65, ma invece, appunto non calcolando il valore assoluto della differenza del tempo/prestazione mi andava a 55 (60-5) e non a 65 (70-5).
Questo per dire che metà dei miei conti (quelli delle corse lente, con il tempo del vincete sotto il tempo standard calcolato) sono sbagliati.
Il dubbio mi assale. E se i pronostici migliori che ho trovato sono state fatte dal programma con la parte del calcolo sbagliato?
Bho?!?!?!?!
UnCeLaPossoFaMai!!!!
D.
Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
Messaggioda Alesh » 30/10/2010 - 08:54
Secondo me quello che tenti di fare può produrre qualche risultato solo se hai tutte le variabili che influiscono sul risultato di una gara. Molte si conoscono, molte no. Il problema è che queste varibili si presentano anche nelle gare da cui si prendono le informazioni (ovvero quelle passate). Quindi il discorso di trasformare tutto in un algoritmo o dare un valore ad una variabile secondo me ha poco senso. Ogni tracciato è diverso dall'altro, certi si possono assomigliare e si può capire se un determinato cavallo si trova a suo agio più in uno ondulato, in salita, in discesa, ecc..ma di variabili ce ne sono a decine e capire a quali dare più importanza è la cosa più difficile.
Ultima modifica di Alesh il 30/10/2010 - 12:44, modificato 1 volta in totale.
Messaggioda trimmered » 30/10/2010 - 12:29
Caro Davide vorrei aggiungere il mio commento nella speranza di non scatenare, già viste, reazioni scomposte dalle quali questo 3d sin qui interessante pare fortunatamente immune.
Condivido, almeno in parte, alcuni commenti che sottolineano l'importanza del "leggere" gli eventi dal "campo"... sottolineando che ognuna di queste cose è utile (anche l'intuizione o il "culo") ma da sola non basta... non può bastare se si sceglie o si ricerca un approccio per quanto possibile "scentifico" o comunque metodologico e replicabile...
A mio modestissimo parere, sembra che il pur condivisibile approccio che persegui abbia la sola pecca di non essere adeguatamente "progressivo"....
provo a spiegarmi: se cercassimo di costruire le previsioni meteo partendo dalla dimensione/posizione/velocità delle gocce d'acqua... forse arriveremmo pure agli stessi risultati... ma... che "fatica"!
nel mio piccolo cercando un approccio "didattico" in un post di qualche tempo fà ho cercato di spiegare - nel metodo e nella tecnica molto similmente al tuo - come estrarre "macro informazioni" da basi dati secondo principi di base statistica "cavalcando" il valore dello SP (standard price) strumentalmente.
rispetto a quell'approccio provo a proporre una ipotesi di lavoro.... in poche parole: scelto un criterio dalla base dati ne estraggo la significatività /probalibilità in % (numero eventi criterio / dimensione base dati); l'inverso di questo dato rappresenta, in questo ragionamento, un dato particolare chiamiamolo "quota reale" (1/probabilita%) confrontando la quota reale con lo SP intanto si avrebbe un "filtro" (chiamiamolo "di griglia")
rispetto al quale confrontare prima di tutto quote ANTE (intese come sintesi "già fatte" di perizie probabilmente più sofisticate delle nostre) rispetto ai risultati effettivi POST.
In quel post - dati alla mano - (fonte: http://adrianmassey.com/index.php) emergevano interessanti "regolarità " che ti inviterei... magari a leggerti... sulle quali o a partire dalle quali le tue analisi indubitabilmente e meritoriamente di maggior dettaglio potrebbero (ripeto potrebbero)... chissà ... far emergere più di qualche dato di interesse..
ringraziando per l'attenzione, restando a disposizione per ogni ulteriore
sincere cordialità
trim
Condivido, almeno in parte, alcuni commenti che sottolineano l'importanza del "leggere" gli eventi dal "campo"... sottolineando che ognuna di queste cose è utile (anche l'intuizione o il "culo") ma da sola non basta... non può bastare se si sceglie o si ricerca un approccio per quanto possibile "scentifico" o comunque metodologico e replicabile...
A mio modestissimo parere, sembra che il pur condivisibile approccio che persegui abbia la sola pecca di non essere adeguatamente "progressivo"....
provo a spiegarmi: se cercassimo di costruire le previsioni meteo partendo dalla dimensione/posizione/velocità delle gocce d'acqua... forse arriveremmo pure agli stessi risultati... ma... che "fatica"!
nel mio piccolo cercando un approccio "didattico" in un post di qualche tempo fà ho cercato di spiegare - nel metodo e nella tecnica molto similmente al tuo - come estrarre "macro informazioni" da basi dati secondo principi di base statistica "cavalcando" il valore dello SP (standard price) strumentalmente.
rispetto a quell'approccio provo a proporre una ipotesi di lavoro.... in poche parole: scelto un criterio dalla base dati ne estraggo la significatività /probalibilità in % (numero eventi criterio / dimensione base dati); l'inverso di questo dato rappresenta, in questo ragionamento, un dato particolare chiamiamolo "quota reale" (1/probabilita%) confrontando la quota reale con lo SP intanto si avrebbe un "filtro" (chiamiamolo "di griglia")
rispetto al quale confrontare prima di tutto quote ANTE (intese come sintesi "già fatte" di perizie probabilmente più sofisticate delle nostre) rispetto ai risultati effettivi POST.
In quel post - dati alla mano - (fonte: http://adrianmassey.com/index.php) emergevano interessanti "regolarità " che ti inviterei... magari a leggerti... sulle quali o a partire dalle quali le tue analisi indubitabilmente e meritoriamente di maggior dettaglio potrebbero (ripeto potrebbero)... chissà ... far emergere più di qualche dato di interesse..
ringraziando per l'attenzione, restando a disposizione per ogni ulteriore
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"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
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