Messaggioda mintdijesolo » 19/04/2010 - 21:47
GAMBLING UE: IN STAND STILL DL AUSTRIA E POLONIA. ITALIA "DOCET"
Sono approdati a fine settimana scorsa alla Commissione Europea due nuovi progetti di legge di Stati membri, Austria e Polonia che rimarranno in stand still rispettivamente fino al 16 e al 15 luglio.
Entrambi i disegni s'incamminano sulla strada spianata dal "modello" Italia, introducendo misure di salvaguardia del mercato e di regolamentazione del gioco online attraverso l'acquisizione di licenze rilasciate sotto il controllo dei rispettivi governi.
Per quanto riguarda il nuovo sistema di gioco polacco si prevede che avrà un impatto positivo sulla competitività economica compreso il business per le imprese di gioco.
Tra i cambiamenti più radicali la possibilità di organizzare le scommesse su Internet previo "obtaining permission" da parte del governo polacco, una sorta di licenza "passepartout" per entrare nel mercato del betting in rete. Prevista anche l'istituzione di un database per la memorizzazione e registrazione dati sui distributori automatici di gioco attualmente operanti nei casinò, un sistema che consentirà di reperire filmati in grado di risolvere controversie e di controllare l'attività all'interno delle case da gioco.
Per gli apparecchi da intrattenimento il progetto fissa a un minimo del 75 per cento il pay out
Su un percorso analogo si avvia il nuovo Gambling Act austriaco che propone ritocchi sostanziali alla legge federale ufficiale n. 620/1989. Il ministro federale delle Finanze istituisce, mediante regolamento, un comitato consultivo per supervisionare il settore giochi e il suo corretto svolgimento che passa anche e soprattutto attraverso l'innovazione. Il sistema austriaco del gambling si "svecchia" fissando l'obbligo di collegamento alla rete telematica per le macchine da gioco, accompagnato da specifiche misure di prevenzione della dipendenza dal gioco e del fenomeno riciclaggio.
Tra le regole sul contingentamento si prevede una macchina di gioco ogni 1.200 abitanti, fatta eccezione per la "land" di Vienna dove il rapporto si dimezza a un massimo di una macchina ogni 600 abitanti.
In tempo di crisi tutti i governi hanno capito dove prendere i soldi .....
Noi abbiamo creato i presupposti ed il resto a ruota.
Saluti