MORGANA ha scritto:Ovvio che non mi riferisco alla partita di Barcellona dove non c'è nulla da salvare...
La mia è una visione generale...sarà forse una visione soggettiva, ma io preferisco l'inter di questa stagione alle precedenti..
Non è una macchina perfetta e costante...ma la tassa del rodaggio era stata messa in preventivo..anzi...pensavo ad una tassa da pagare più alta..
In sintesi...questo è il pensiero di una persona che non ha le fettine di prosciutto sugli occhi...però se vi va di pensare che io non veda la realtà .. siete liberissimi di farlo
Il confronto mi pare di tipo posizionale...le parti sono arroccate sulle loro posizioni...non ha senso continuarlo ora... e forse è meglio posticipare l'esternazione di altri elementi..tanto ci sarà sicuramente tempo e modo...e poi non è una novità che gli umori delle persone cambino in funzione della direzione del vento...tocca aspettare
Nell'attesa vi racconto una storiella...
LA SAGGEZZA DEL FIRMAMENTO
Un giovane monaco importunava un anziano maestro lamentandosi di non aver capito, di non poter capire e di avere poca speranza di riuscire a capire in futuro.
"La comprensione, se tu intendi la spiegazione o essere in grado di spiegare, non è necessaria" rispondeva sempre il maestro.
"Ma se non posso capire, come posso credere allora?" chiese il giovane monaco.
"Non hai bisogno di capire. Nè la fede nè il dubbio dipendono dal fatto di capire."
"Non capisco" disse il monaco.
"Molto bene allora. Tu non hai bisogno di capire e non hai bisogno di credere. Tutto cio di cui hai bisogno è di sapere."
Poichè il giovane monaco stava per lamentarsi ulteriormente, il maestro lo portò in giardino. Li si fermarono e guardarono su nel cielo notturno.
"Vedi le stelle?"
Il giovane monaco rispose di si.
"Le vedi tutte?"
Il monaco replicò prudentemente che riusciva a vedere tutte quelle che erano visibili.
"Ah, sarei curioso di sapere quante" disse il maestro, e poi indicando chiese:
"la vedi quella?"
Il giovane monaco guardò su, scorse una stella luminosa e disse di si.
"E allora vedi quella vicino?"
Il monaco disse che non ce n'era una vicino.
"Si, c'è. guarda a destra, e la vedrai."
Il giovane monaco guardò e alla fine scopri una stella dalla luce cosi debole da essere quasi invisibile. Non si riusciva infatti a scorgerla se veniva fissata direttamente. Al contrario era visibile solamente quando lo sguardo era diretto più oltre. Egli disse al maestro di averla trovata.
"Allora devi capire che la conoscenza è proprio cosi. Per sapere che c'è una stella, tu devi semplicemente poterla vedere. Per credere che ci sia una stella, non devi assolutamente vederla. Per giungere alla conoscenza, comunque, tu devi essere certo che ci sia, nonostante tu non la veda chiaramente. Sto parlando, come vedi, per analogia. Ciò che vale per le stelle, vale per la tua comprensione."
Il giovane monaco si dimostrò soddisfatto, ed essi tornarono al tempio. Là il monaco sottolineò che l'anziano era davvero un grande e meraviglioso maestro, e anche un uomo molto saggio. Come aveva potuto sapere che quella particolare stella ne aveva una vicino appena appena visibile?
"Se è per questo," disse il maestro,
"tra una tale miriade di stelle, io dubito che noi stessimo guardando persino la stessa. Sono infatti molte di più di quelle che abbiamo veduto con chiarezza. Ogni stella , quindi , ne ha un'altra accanto, quasi invisibile, che può essere intravista solo indirettamente."
