Magotony ha scritto:Il Dr. A. Allara è un rappresentante di un bookmaker, ovvero di una Società per Azioni e quindi di un entità con connaturato scopo di lucro ovvero che si propone di destinare ai soci i proventi dell'attività economica esercitata. Risulta quindi ovvio che non stiamo parlando di società di beneficenza o di una organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
Coloro che scommettono sono clienti di tali società , che fruendo delle "emozioni elargite", dovrebbero almeno sulla carta contribuire allo scopo prefissato dalla Società in questione.
Fissati questi principi essenziali, il Dr. Allara cercherà , in quanto valido manager, di perseguire nella maniera più efficente possibile il fine prefissato dal suo ruolo, agendo in una logica di lungo periodo, cercando quanto più possibile di salvaguardare anche il rapporto con i clienti della Società per cui lavora, clienti che costituiscono l'elemento essenziale per la proseguimento dell'attività d'impresa della Società stessa.
I giocatori invece, cercheranno con tutte le loro forze, d' impedire il naturale divenire di una Società che ha come scopo, ripeto, l'utile d'esercizio.
Contrariamente da come avviene normalmente, ove il cliente è cointeressato o comunque posto in situazione neutrale rispetto al buon andamento della Società fornitrice, nella situazione sopradescritta vi è un anomalia decisamente clamorosa, ovvero quella che lo scopo del cliente è quello di far soccombere la società fornitrice del servizio di cui il cliente medesimo si avvale. Questo, a mio modesto avviso, è un contrasto quasi insanabile, che per di più è ostacolato da "parrucconi" che dispongono i regolamenti di gioco e che rendono i bookmaker italiani meno competitivi e più farraginosi rispetto a quelli inglesi.
Quindi la situazione ove un manager di un book abbia contemporaneamente l'ingrato compito sia di raggiungere il miglior risultato d'esercizio (utile) sia di soddisfare tale clientela che è elemento essenziale di qualsiasi impresa, risulta per i motivi prima esposti molto ambigua e quasi paradossale.
Per concludere direi che ogni discussione tra le parti non deve prescindere da queste considerazioni in modo da non dilagare in una ipocrisia sconfortante !
Caro MAGO,nell'ipocrisia ci siamo gia'.
Ma come,questo signore parla di ASSALTI ALLA DILIGENZA,di DENUNCIARE PER FRODE CHI APPROFITTA DEI LORO ERRORI..........(tra cui mi sembra ci siano anche persone che bazzicano la trasmissione)
E VENGONO INVITATI IN TRASMISSIONE ? (invito che poi puntualmente declinano all'ultimo momento,malgrado ci sia un freccia rossa che ti porta a Bologna da Milano in un attimo).
PER SPIEGARE POI COSA?
CHE VOGLIONO PRENDERE SEMPRE E SOLTANTO LORO?
Mi vien da ridere.
MA DI COSA STIAMO PARLANDO?













