Visto che Carpe Diem ha chiesto il mio intervento
Mi permetto di dire che è al momento piuttosto aleatorio discutere delle sanzioni penali sul gioco, oltre tutto mi sembra che le innovazioni più importanti previste da questa bozza di decreto sono altre:
1) l'introduzione del peer-to-peer, che permetterà a Fair di esercitare il proprio core business in Italia con la licenza di cui già dispone, rispettando palinsesto e tassazione indicata nel 20% del gross win; e nel contempo permetterà anche a tutti gli altri book di offrire l'exchange, soluzione a mio avviso interessante dal punto di vista strategico (mi spiego: sono curioso di vedere che strada prenderanno i vari "baracconi")
2) la già citata tassazione sul gross win, pari al 20%, che migliora enormemente lo scenario attuale. Tutte le problematiche relative alle percentuali di allibramento, limiti di stake ecc dipendono, oggi, principalmente dalla tassa, che appesantisce la raccolta di gioco di un book italiano del 2,5% nel caso delle singole (e delle doppie di h2h) e del 4,5% nel caso delle multiple. Il conto "della serva" dovrebbe essere presto fatto: se offro una lavagna 107 in realtà sto lavorando al 104.5... vista da questo punto di vista, una strategia come quella attualmente adottata da GD è tutt'altro che prudente
3) il passaggio alla posta minima scommettibile di 0,50 euro euro (e multipli), che permetterà al giocatore medio di operare in maniera più snella sul proprio conto; importante sottolineare come questi nuovi stake possano rivitalizzare il mercato dei "sistemi", attualmente pregiudicati dai 3 euro a colonna
4) ulteriori innovazioni relative al palinsesto: con le novità relative al calciomercato, ai piazzati degli sport motoristici, ai giochi del calcio che stanno per essere introdotti (segna/non segna, under/over dei tempi), ai nuovi giochi in ambito velocità (testa a testa qualifiche motori, testa a testa sci, piazzati sci ecc) si è fatto un grande passo in avanti; ma una sostanziale liberalizzazione del palinsesto potrebbe ridurre, unitamente ai precedenti punti, il gap che oggi esiste tra certi .com e i migliori .it. Liberalizzazione che dovrebbe colpire alla radice il sistema di gioco in ambiente AAMS, visto che oggi è SOGEI ad "aprire" i mercati; servirà un sistema in cui il concessionario "produce" (usando il termine anglosassone) un evento ed i suoi mercati di riferimento comunicandolo a SOGEI. A questo punto il palinsesto in oggetto resta "privato" del book, a tutto vantaggio della concorrenza.
Sulla normativa penale del gioco, molti di voi sapranno che la mia posizione è diventata sostanzialmente neutrale: non ritengo infatti che sussistano le condizioni perchè si applichi questa o quell'altra norma, libertina o coercitiva che sia, e pertanto credo che si debba prima di tutto aromonizzare il mercato facendo in modo che tutti possano operare nello stesso modo. Oggi, tra ctd stranieri, ctd italiani, negozi, corner, siti veri, siti farlocchi, skin ecc ecc per il cliente l'orientamento è possibile solo col gps! E non penso che un sistema talmente caotico possa giovare alla performance del mercato... soprattutto se le innovazioni di cui si parla devono servire al fine nobile di aumentare, sì, il gettito ma senza penalizzare gli utenti e portando maggiori denari nelle casse di chi poi dovrà ricostruire l'Abruzzo.
A presto...
A
Perché? Perché mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere... perché esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità .