Inizio una serie di brevi profili dei protagonisti della partita del 7 marzo da quello che è stato senza dubbio il miglior giocatore ncaa fino a questo momento: A.J. PRICE , nella prima stagione in cui il senior di Uconn ha potuto giocare dal via senza intoppi.
Alto 1.90 scarsi, incline ai guai fisici come pochi, quando però sta bene è inarrestabile: penetrazione rapidissima e forte, arresto e tiro pressochè da manuale così come l'arrivo al layup in un nanosecondo, difesa sull'uomo molto "prepotente": un dominatore del parquet.
La prima stagione con gli Huskies, 2004-05, terminò prima di cominciare quando ad ottobre fu vittima di un'emorragia cerebrale e salvò le chiappe per un pelo, perdendo logcamente l'intero torneo.
La seconda finì pure subito, in quanto il nostro fu sospeso dopo essere stato arrestato mentre tentava di vendere computers rubati.
La terza era ormai così arrugginito che giocò poco e male, con una media ridicola dall'arco.
Finalmente la scorsa stagione riuscì ad esprimersi compiutamente, secondo per assist nella Big East (5.9 a partita) e permise a Uconn di occupare il n.4 del seeding. Ma ecco, ormai pronto ad entrare nel draft, gli si acciacca il ginocchio sinistro e va di nuovo ko.
Nell'aprile di dello scorso anno, dopo l'operazione al ginocchio, il coach Jim Calhoun, un duro che ha sconfitto un tumore alla prostata ed uno della pelle ed è tuttora in lotta con un altro al collo, lo trovò molto depresso e fu costretto a "scuoterlo" per bene onde ridargli la fiducia persa.
C'è riuscito, e come
Cinque mesi di riab con pesi e ginnastica ed una continua pratica nei contatti con l'uomo lo hanno portato a livelli da "ohhhh.." continui tra il pubblico









