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L’Inter non c’è, è andata via…

Gente accatastata su minuscoli e scomodi tavolini intenta ad abbuffarsi di improbabile sushi. Omega-3 per il corpo santiddio ma poi, dello spirito, chi si prende cura? Code per entrare dal finto messicano o aggiudicarsi una fetta di qualcosa che chiamano pizza.

Se non fosse per alcune macchie nerazzurre o neroverdi che emergono dal grigiore potrebbe anche sembrare un orrido pomeriggio di ordinaria follia evaporato in un centro commerciale. Tempo svilito, plastificato, umiliato.

Invece siamo a soli 30 metri dal cancello 7, quello riservato all’ingresso del settore ospiti al Mapei Stadium.

Migliaia di tifosi hanno seguito la squadra. La Nord è piena, noi siamo in Tribuna Est Laterale. 80 Euro per un posto senza copertura in caso di pioggia (assente per fortuna) con il sole in faccia. Però il seggiolino tutto sommato è comodo e lo spazio per le gambe più ampio che in certi settori di San Siro. Inoltre non si vede in giro Thohir.

Parte l’inno ufficiale del Sassuolo.

Moreno: “Ma non è Nek questo?
Io: “Nek? Ma figurati, sarà qualche gruppo locale, senti che roba! Non si può ascoltare“.

Google conferma: è veramente il sassolese Nek.

Un inno così brutto credo di non averlo mai sentito. Sembra la sigla venuta male di un cartone animato giapponese.

Mi assale una sorta di sindrome da nonluogo.

Provo a scrollarmela di dosso ma i nostri in campo non mi aiutano granché. La mente corre al 10 gennaio 2016. Inter-Sassuolo 0-1 e titolo di campione d’Inverno sfumato. Corre anche Politano e infine crossa per Falcinelli che tra varie incertezze dei nostri la mette alle spalle del portiere.

Si capisce subito che sarà dura, le gambe non girano come dovrebbero. Qualcosa manca. L’Inter non c’è, è andata via…

Scordatevi il bel Sassuolo di qualche anno fa. Questo è prudente: sta basso e riparte. Se sei un’Inter degna di questo nome per perdere ci devi mettere del tuo.

Ed è quello che succede come sapete. Maurito sbaglia un rigore e altre occasioni. Perisic pare come svuotato, spento. Senza di loro è dura.

In auto ci godiamo il secondo tempo di Milan-Atalanta e stiamo un po’ meglio. Ma non troppo, tra pochi giorni c’è quel derby che non volevo.

Mi è piaciuto Cancelo. Spalletti potrebbe farne un bel giocatore. Anche questo rincuora un po’ ma poi penso a Inter-Lazio e che Miranda e D’Ambrosio si sono fatti male e non ci saranno.

Finiamo la serata in uno strano posto. Cena tranquilla, solo verso la fine alzano il volume.

Sotto un ombrello di capelli grigi da scienziato pazzo c’è un bizzarro signore che invita a ballare quasi tutte le donne del suo tavolo. Sulle note di Take On Me palpeggia abilmente le spalle di una bella bionda sulla cinquantina con la scusa dei tatuaggi. La moretta invece è un po’ più timida, per cui la quale, cicale cicale cicale

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