
I risultati della notte NBA.
Miami-Houston 101-109
Sesta vittoria consecutiva per i Rockets che a Miami scappano nel finale con un parziale di 7-0 a otto minuti dalla fine firmato da Harden, Paul e Capela e adesso a 40-13 hanno una sola partita di distacco dai Warriors. E’ una notte insidiosa e il barba (41 punti, 4 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi) aggiunge un altro tassello alla sua candidatura a Mvp consentendo a una squadra ridotta a otto uomini e senza Gordon e Anderson di vivere una fiammata nel momento decisivo della partita. Anche Paul (24 punti e 7 assist) e Capela (13 punti e 8 rimbalzi) incidono sulla partita, gli Heat sono senza Olynyk e Ellington e perdono la quinta partita consecutiva scivolando al settimo posto della Eastern Conference. Coach Spoelstra ha Dragic (30 punti e 6 rimbalzi) e Richardson (30 punti e 4 rimbalzi) in grado di segnare il 60% dei punti di Miami, non basta un Whiteside solido (16 punti e 17 rimbalzi) per fermare la corsa dei Rockets.
Cleveland-Minnesota 140-138 OT
Nel momento di difficoltà è richiesto al sovrano di prendere per mano i sudditi e LeBron James esegue con una prestazione straordinaria. Tripla doppia e canestro della vittoria con un buzzer beater a quattro decimi dalla sirena del supplementare contro Jimmy Butler, non l’ultimo dei difensori, segnando gli ultimi sei punti dei Cavs. Ma LBJ aveva anche segnato la tripla del 129-129 a 45 secondi dalla fine dei tempi regolamentari prima di sbagliare il tiro della vittoria proprio vicino alla sirena. Una prestazione mostruosa (37 punti, 10 rimbalzi e 15 assist) condita dal sigillo finale: ‘Al momento di prendere l’ultimo tiro mi sono ricordato di tutto quello che ho fatto in carriera’. Alla Quicken Loans Arena va in onda la sagra delle triple, 21 a bersaglio per Cleveland, 19 per Minnesota, in totale 40 e nuovo record Nba settato. E’ una specie di All Star Game nel quale non si difende e JR Smith (20 punti e 6/11 dall’arco) ci si trova a meraviglia insieme a altri sei uomini dei Cavs in doppia cifra, a Minnesota non basta tirare con il 58.1% dal campo, né Butler (35 punti e 6 assist) e Towns (30 punti e 10 rimbalzi) in serata illuminata, la difesa continua a essere solo a intermittenza quella che coach Thibodeau ha in testa.
Detroit-Brooklyn 115-106
I Pistons di Griffin non si fermano più, quinta vittoria consecutiva anche se sofferta e testa a testa con i Sixers per l’ultimo posto playoff che potrebbe durare fino al termine della regular season. Gli ingredienti sono i soliti, si va da Griffin (25 punti e 7 assist) e Drummond (17 punti e 27 rimbalzi massimo stagionale) e il resto di conseguenza. La squadra di Van Gundy porta cinque uomini in doppia cifra con un ottimo Johnson e tratta con particolare cura il pallone, cosa che non si può dire dei Nets che ne perdono 19. Gli ospiti hanno l’intero quintetto in doppia cifra con Crabbe ispirato (34 punti e 6/14 dall’arco), ma poco dalla panchina e come al solito non hanno un uomo di riferimento per cambiare la partita. Restano vicini a Detroit ma non hanno la forza per girare la partita e arriva la quarta sconfitta consecutiva.
Phoenix-San Antonio 81-129
I Suns, oltre alla quarta sconfitta consecutiva, mettono in piedi diversi record negativi in una sciagurata serata casalinga che fa ridere solo gli Spurs. Sono record negativo stagionale i 9 punti segnati nel primo periodo, alla fine del quale San Antonio è già avanti di 19 e la partita è finita, e pareggiano il proprio record di franchigia per la sconfitta con il più grande scarto casalingo, -48 che avevano già toccato nell’opening night stagionale perdendo 124-76 contro i Blazers. Poco da dire su una serata nella quale Phoenix non ha Booker, tira con il 34% dal campo e 3/32 dall’arco, non è un refuso. Gli Spurs hanno sei uomini in doppia cifra, mandano a bersaglio 16 triple, segnano 65 punti con la panchina e Aldridge (23 punti, 13 rimbalzi e 4 assist) si diverte in area. La squadra di Popovich entra con una vittoria nel Rodeo Trip, l’annuale gita da sei trasferte consecutive di febbraio.
Memphis-Utah 88-92
Per l’ottavo posto nella Western Conference bisogna prendere in considerazione anche i Jazz, che vincono a Memphis allungando a sette la striscia di vittorie consecutive. I Grizzlies di questi tempi combattono, giocano a basso punteggio come è loro abitudine in questa stagione ma guardano sempre la targa di Utah da distanza ravvicinata senza riuscire nel sorpasso nel secondo tempo. La squadra di Snyder completa con percorso netto il giro di quattro trasferte consecutive e stavolta la vince con la difesa, cavalcando un Rubio mai così prolifico in stagione (29 punti, 8 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi) e prendendosi il FedEx Forum anche tirando con il 42% dal campo, il 27.3% da tre e portando in doppia cifra il solo Hood (18 punti e 2 assist) dalla panchina. Per i Grizzlies quinta sconfitta consecutiva frutto di poca mira in attacco nonostante quattro uomini in doppia cifra e un Harrison prolifico (23 punti e 4 assist), Gasol ha più energia del solito (20 punti, 6 rimbalzi e 3 stoppate) ma si confermano il secondo peggiore attacco della Nba e l’unica squadra insieme ai Kings a stare sotto la tripla cifra media per punti segnati.
New Orleans-Indiana rinviata
Curioso contrattempo a New Orleans dove la sfida tra Pelicans e Pacers viene rinviata per un problema al tetto dello Smoothie King Center, che durante una pioggia particolarmente intensa lascia filtrare acqua intorno a una delle linee laterali. Il pensiero va immediatamente a tutte le partite delle categorie minori rinviate o sospese per la condensa che rende scivoloso e impraticabile il campo di gioco.







