
I risultati della notte NBA.
Golden State-OKC 105-125
I Warriors sono decisamente stanchi e perdono la seconda gara consecutiva venendo ancora travolti, stavolta in casa, dagli enigmatici Thunder. E’ OKC a sembrare Golden State nel primo periodo segnando 42 punti e costruendo su quel vantaggio il resto della partita, che è a senso unico. Gli ospiti costruiscono la vittoria cavalcando Westbrook (34 punti, 9 rimbalzi e 9 assist) e uno strepitoso George (38 punti e 6 recuperi) con Carmelo Anthony che si ferma dopo 6 minuti senza che nessuno rimpianga la sua assenza visto che Grant dalla panchina è chirurgico. I campioni sono anche nervosi, Kerr si prende un tecnico, Green viene espulso nel quarto periodo, le 25 palle perse sono record negativo stagionale e stavolta l’arco non è di supporto. I padroni di casa tirano con il 28.6% da tre e Curry (21 punti e 5 asssit) e Durant (33 punti e 6 rimbalzi contro gli ex compagni di squadra) sono i migliori di un quintetto che vive anche l’eclissi di Thompson. Adesso i Rockets sono distanti solo due partite.
Toronto-Boston 111-91
Anche la lotta per la testa della Eastern Conference si accende e i Raptors hanno intenzioni bellicose. Vincono la terza partita consecutiva, si portano 37-16 e vedono i Celtics battuti nello scontro diretto distanti solo due partite. E’ il secondo periodo a essere decisivo, Toronto chiude un parziale di 36-19 e il divario toccherà anche i 29 punti in un secondo tempo che non ha storia. I canadesi tirano con il 50% dal campo e stanno imparando a usare armi alternative a DeRozan (15 punti e 6/17 al tiro), con Lowry faro in regia (23 punti, 8 rimbalzi e 4 assist) e Miles dinamo dalla panchina (20 punti e 5/7 dall’arco). Boston perde 17 palloni e il ritorno di Irving non sposta l’inerzia (17 punti e 3 assist), la panchina produce 51 punti con un ottimo Rozier ma la squadra di Stevens paga la serata negativa di Horford e Tatum, 6 punti e 3/14 dal campo in coppia. ‘Ci hanno presi a calci e sovrastati fisicamente’ la sintesi perfetta del coach.
Orlando-Cleveland 116-98
I Cavs ci stanno mettendo tutto l’impegno per complicare ulteriormente una stagione già ricca di grattacapi. A Orlando partono forte segnando 43 punti nel primo periodo, record stagionale, vanno avanti di 21 e poi smettono completamente di giocare mettendo in onda un secondo tempo da 31 punti, un quarto periodo nel quale subiscono un parziale di 24-9 e i Magic quasi increduli scappano senza resistenza. LeBron James (25 punti, 10 rimbalzi e 5 assist) a due giorni dalla scadenza del mercato mette a tacere le voci di una possibile trade ma gioca un secondo tempo trasparente e non ha supporto da Thomas (11 punti e 3/13 al tiro con 1/6 dall’arco). Cleveland tira male e i Magic vincono la seconda partita consecutiva portando l’intero quintetto in doppia cifra, con un Simmons illuminato (34 punti e 7 rimbalzi), tirando con il 52.9% dal campo e dominando 50 a 35 a rimbalzo. ‘A questo punto non si tratta più di dire cosa possiamo fare, ma di farlo effettivamente’ dirà LBJ a fine partita.
Brooklyn-Houston 113-123
Quinta vittoria consecutiva per i Rockets che mettono nel mirino i Warriors dopo una notte insidiosa al Barclays Center. I Nets combattono ma alla lunga devono arrendersi alla superiore qualità di Houston, che mette in piedi la solita cascata di triple, 16/33 alla fine, e festeggia Harden (36 punti, 4 rimbalzi e 5 assist) che raggiunge i 15000 punti in carriera. La squadra di D’Antoni tira con il 55.6% dal campo e ha il solito sostanzioso Capela (18 punti e 11 rimbalzi), mentre Brooklyn ha poco dagli esterni e si affida a Carroll (21 punti e 2 recuperi) e Dinwiddie (18 punti e 9 assist). I padroni di casa provano a giocarsela con un assetto basso e mandano loro pure a bersaglio 16 triple ma in questo momento i Rockets sono caldissimi e arriva la terza sconfitta consecutiva.
Philadelphia-Washington 115-102
A Philadelphia si festeggia da domenica sera con gli Eagles trionfanti nel Superbowl e un altro tassello di felicità lo aggiungono i Sixers che piegano i Wizards in una preziosa vittoria in chiave playoff. La partita va in discesa con un primo periodo da 37-20, la capitale si scrolla da uno dei suoi abituali blackout ma non riesce a rientrare in partita e non ha profondità in area, non basta un Beal sostanzioso in attacco (30 punti e 5 assist) a compensare il poco prodotto da Gortat e Satoransky. Poca mira per Washington, tanta per i padroni di casa che tirano con il 55.6% dal campo aggiungendo un tondo 14/28 dall’arco. E’ Embiid (27 punti e 12 rimbalzi) a trascinare i Sixers con l’intero quintetto in doppia cifra e i soliti abbaglianti momenti di talento di Simmons (15 punti, 8 assist e 3 recuperi) a illuminare la notte.
New York-Milwaukee 89-103
Dopo circa quattro minuti nel secondo periodo, una schiacciata come tante. Ma quando ricade a terra sulla caviglia di Antetokounmpo, Kristaps Porzingis scopre che qualcosa non va, si accascia a terra e la diagnosi è spaventosa come quella di DeMarcus Cousins. Legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto e stagione finita. Un’altra stella che lascia i parquet Nba prima dell’All Star Game e potrebbero volerci anche dieci mesi prima di rivederlo in campo. La quarta sconfitta consecutiva di New York passa addirittura in secondo piano e probabilmente fa scorrere i titoli di coda sulla stagione dei Knicks. Al Garden non c’era stata molta partita, i Bucks si prendono la terza vittoria di seguito sfruttando i numeri di Antetokoumpo (23 punti, 11 rimbalzi e 6 assist), Bledsoe (23 punti e 8 assist) e Middleton (20 punti e 4 rimbalzi). New York non ha niente dalla panchina e il solo Kanter (19 punti e 16 rimbalzi) è sostanzioso.
LA Lakers-Phoenix 112-93
Terza vittoria consecutiva per gli altalenanti Lakers che con il minimo indispensabile e un quarto periodo da 24-14 regalano un sorriso allo Staples Center. Ancora senza Ball, sono Ingram (26 punti e 4 assist) e Randle (21 punti e 8 rimbalzi) a prendere possesso dell’area con Kuzma tornato incisivo dalla panchina (16 punti e 4 rimbalzi) a regalare un’alternativa a coach Walton. I Suns tirano con il 38.3%, non c’è Booker e il solo Warren (24 punti e 4 recuperi) offre supporto a Jackson (16 punti e 10 rimbalzi), l’unico che sembra avere voglia di giocare su due metà campo.
Atlanta-Memphis 108-82
I Grizzlies e gli Hawks sono le due peggiori squadre in trasferta della Nba, entrambe ne hanno vinte solo 5 ed è fisiologico che alla Philips Arena la spuntino i padroni di casa. Partita senza storia nella quale Memphis conferma tutti i propri limiti offensivi e Atlanta per una volta ha un contributo dalla panchina più incisivo di quello del quintetto nonostante l’assenza di Belinelli in attesa di conoscere la sua nuova destinazione prima della trade deadline. La rotazione produce 56 punti dentro il 50% dal campo complessivo e il resto lo fa Schroder (22 punti e 5 assist) in una serata senza sussulti. I Grizzlies tirano con il 18.2% dall’arco e hanno solo Brooks (12 punti e 4 assist) in doppia cifra in un quintetto inguardabile. Partita che verrà dimenticata in fretta.









