
I risultati della notte NBA.
Cleveland-New Orleans 107-102
Lo aveva affiancato mercoledì notte, lo sorpassa nella preziosa vittoria casalinga sui Pelicans. I Cavs tengono a distanza Sixers e Pacers e LeBron James supera Michael Jordan nella più lunga striscia di sempre di partite in doppia cifra, adesso 867. Il sovrano deve impegnarsi perché a metà del terzo periodo Cleveland è sotto di dodici, ma i Pelicans pagano gli sforzi degli ultimi due mesi e perdono costanza offensiva, oltre che la terza partita consecutiva. Nel finale la rotazione dei Cavs è preziosa ma sono sei punti di LBJ a fare la differenza (27 punti, 9 rimbalzi e 11 assist) e portarsi a casa il pallone della partita. Con Love che non è ancora al meglio (8 punti, 3/11 dal campo e 0/6 dall’arco) è Clarkson dalla panchina a rivelarsi prezioso (23 punti e 4/4 dall’arco) mentre New Orleans per una volta ha un contributo appena normale da Davis (16 punti e 8 rimbalzi con 6/19 dal campo). Holiday e Mirotic mettono insieme 45 punti e 13 rimbalzi ma il finale è targato Cavs. I Pelicans sono adesso ottavi nella Western Conference e conservano due partite di vantaggio sui Clippers.
OKC-Denver 125-126 OT
I Thunder non vanno d’accordo con i finali in volata questa settimana. Dopo avere perso la notte precedente a San Antonio si ripetono alla Cheesapeake Arena, rimontando senza fortuna tredici punti nel quarto periodo con un parziale di 35-22 ma arrendendosi nella continuazione a un Millsap in serata illuminata e al suo massimo stagionale (36 punti, 9 rimbalzi e 13/18 dal campo). I Nuggets dominano in area, a rimbalzo 58 a 50 e hanno anche Jokic ispirato (23 punti, 16 rimbalzi e 6 assist), tirando con il 52.1% dal campo con i padroni di casa che pagano la notte di poco impatto di Adams (7 punti e 10 rimbalzi ma 1/4 ai liberi) con Westbrook (33 punti e 13 assist) che esagera nelle scelte di tiro e finisce con 12/32 dal campo. Per OKC terzo sconfitta consecutiva e 44-33 di bilancio che vale al momento il sesto posto nella Western Conference.
Portland-LA Clippers 105-96
I Blazers mettono in cassaforte il terzo posto nella Western Conference e con le spalle al muro ai Clippers, che adesso devono recuperare tre gare a Jazz e Pelicans se vogliono andare ai playoff e mancano solo sei partite da giocare. I padroni di casa segnano 38 punti nel secondo periodo e Los Angeles va in eclissi a cavallo dell’intervallo, subendo un parziale di 61-43 che chiude la partita. L’ispirazione ce la mette Nurkic (21 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate) in una notte nella quale Lillard (17 punti e 11 assist) e McCollum (13 punti e 3 rimbalzi) hanno poca mira e si accontentano di fare il secondo e terzo violino. La difesa di Portland funziona e i Clippers si fermano al 40.4% dal campo con il rientro di Gallinari in quintetto che vale 11 punti e 2 rimbalzi in 25 minuti, la squadra di Rivers non è presente emotivamente nella serata e lo dimostra anche il 20/35 ai liberi, dato rarissimo a questi livelli.
LA Lakers-Milwaukee 122-124 OT
Supplementare anche allo Staples Center con i Bucks che vincono la seconda partita consecutiva e adesso, a 41-35 e sei gare di vantaggio sui Pistons, hanno bisogno di una sola vittoria per andare matematicamente ai playoff. I Lakers nell’ultimo periodo rimontano 21 punti di svantaggio accumulati dopo l’intervallo con un parziale di 29-15 ed è Randle a completare la rimonta e generare il supplementare. Qui completa l’opera Eric Bledsoe, che segna nell’overtime 11 dei suoi 39 punti e la chiude dalla lunetta dopo che Antetokounmpo (27 punti, 16 rimbalzi e 4 assist) aveva segnato i liberi del 122-120 a 16.4 secondi dalla sirena. I padroni di casa mandano in quintetto Kuzma e ne hanno in cambio una notte prolifica (27 punti e 12 rimbalzi) ma perdono 18 palloni e Milwaukee si prende una vittoria di cui aveva estremo bisogno.
I Rockets hanno il migliore record della Nba ma continuano a vincere, decimo tassello consecutivo 104-103 con il brivido sui Suns. Sembra una serata di vacanza per Houston che va sotto di ventuno nel terzo periodo ma la reazione è furiosa e la rimonta è completata sulla sirena da Gerald Green che con tre decimi sul cronometro, servito da Ariza, inventa la tripla della vittoria. La sua serata di grazia (15 punti e 4/11 dal’arco) compensa la mira storta di Harden e Ariza che insieme tirano 2/14 dall’arco. I Rockets vanno in lunetta 29 volte, i Suns solo 13 e il dato fa la differenza nel secondo tempo, non bastano i 50 punti messi insieme dalla coppia di esterni Daniels e Jackson.
Vittoria in apnea anche per i Wolves che vincono 93-92 sul parquet dei Mavs emergendo nel secondo tempo ma rischiando di farsi rimontare nel finale. Towns è ancora caldissimo (21 punti e 20 rimbalzi) e al suo fianco trova un Crawford ispirato (24 punti e 11/18 dal campo) in una panchina ridotta a tre uomini. Si segna poco e con basse percentuali, Dallas va vicina a ribaltarla ma non ha la capacità di generare fischi a proprio favore e perde la seconda partita consecutiva.
I Sixers sono la squadra più in forma della Eastern Conference e nonostante l’assenza di Embiid che rischia di saltare l’inizio dei playoff si impongono 101-91 sugli Hawks in un secondo tempo senza storia nel quale il vantaggio lievita fino a sedici punti. Senza il loro riferimento in area i padroni di casa si affidano alle magie di Simmons che risponde con una tripla doppia (13 punti, 12 rimbalzi e 11 assist) e vincono la nona partita consecutiva con Belinelli che nonostante la scarsa mira (11 punti ma 5/14 dal campo con 1/8 dall’arco) è come al solito prezioso dalla panchina.
Vincono anche i Jazz che si avvicinano ai playoff con il 107-97 casalingo sui Grizzlies. I padroni di casa allungano nel quarto periodo mettendo il pallone nelle mani di Mitchell (22 punti e 4 assist) e Exum (21 punti e 8/10 dal campo) che uscendo dalla panchina gioca la sua migliore partita stagionale. I Jazz tirano con il 54.1% e arginano il migliore Gasol degli ultimi mesi (28 punti e 11/12 al tiro) portandosi 43-33, stesso record dei Pelicans e una sola partita di distanza da Wolves e Thunder.
I Bulls battono 90-82 i Magic e chiudono la striscia di sette sconfitte consecutive in una serata di contenuti modesti. Sono Markkanen e Kilpatrick, entrambi con 13 punti, a risolvere una serata nella quale Chicago si impone tirando con il 35.7% e Orlando fa addirittura peggio chiudendo con 31/94 dal campo.







