Duello stellare tra Harden e Durant, i Warriors si prendono gara 1

Harden segna 41 punti ma Durant risponde con 37 e i Warriors si prendono gara 1 e il fattore campo scappando nel secondo tempo e chiudendo 119-106

I risultati della notte NBA.

Houston-Golden State 106-119 (0-1)

La finale anticipata non tradisce le attese nel primo episodio, spettacolo sublime e trama che non cambia binario rispetto alla direzione presa negli ultimi tre anni. I Warriors giocano per la prima volta una gara 1 in trasferta dal 2014 ma si prendono il fattore campo e l’inerzia della serie giocando semplicemente un basket meraviglioso su due lati del campo. E’ un incontro a viso aperto tra due potenze che si scambiano in equilibrio colpi nel primo tempo, Durant da una parte e Harden dall’altra a recitare da protagonisti assoluti, ma i campioni allungano nel terzo periodo e scappano definitivamente con un parziale di 13-4 all’inizio del quarto che i padroni di casa non riescono più a ricucire. C’è un dato rilevante ed è quello relativo alle palle perse che finora i Rockets avevano dominato nei playoff. Nel primo episodio invece Houston perde 13 palloni generando la transizione offensiva dei Warriors, gli uomini della baia si limitano a 9 perse e il resto lo fa la difesa di D’Antoni che concede troppi tiri aperti agli attaccanti di Kerr, che puntualmente puniscono. L’uomo che non sbaglia mai è Kevin Durant (37 punti, 14/27 dal campo, 3 rimbalzi e 1 assist) al quale viene chiesto di attaccare in isolamento dal lato destro come visto anche contro i Pelicans e non ci sono antidoti. Segna 13 punti nel primo periodo e altrettanti nel terzo e il rebus difensivo per i Rockets sembra insolvibile al momento perché da qualche parte il campo si allarga e nell’occasione è Thompson (28 punti, 6/15 dall’arco, 4 rimbalzi e 2 recuperi e i primi otto punti nel parziale decisivo del quarto periodo) a punire gli aggiustamenti. Con Iguodala (11 punti, 4 rimbalzi e 2 recuperi) prezioso e Green sapiente (5 punti, 9 rimbalzi, 9 assist, 2 recuperi e 3 stoppate) in ogni aspetto del gioco che non sia segnare, i Rockets possono anche permettersi di avere un Curry poco efficace in attacco (18 punti con 6 rimbalzi e 8 assist) ma strepitoso nel mettersi al servizio dei compagni. Statistiche di squadra che arrivano di conseguenza, i Warriors tirano con il 52.5% dal campo, 22/25 ai liberi, 24 assist su 42 canestri di squadra. I Rockets si fermano al 45.9% al tiro senza la possibilità di decidere il ritmo nel secondo tempo, continuano a segnare meno del loro potenziale in un trend già intravisto contro i Jazz e non basta un monumentale Harden (41 punti, 4 rimbalzi e 7 assist, primo giocatore della storia Nba a segnare almeno 40 punti in ogni gara 1 delle prime tre serie playoff) per risolvere la serata. Paul inizia forte (23 punti, 11 rimbalzi e 3 assist) ma non trova identità in regia, Capela non ha spazio (12 punti e 6 rimbalzi) per incidere e Tucker e Ariza fanno da comparse, 1/7 dall’arco in coppia. La panchina si limita a Gordon (15 punti, 5 rimbalzi e 3 assist) con D’Antoni che riduce il minutaggio di Green e Mbah a Moute e i Rockets dopo il prologo sono già pieni di dubbi. Il coach dei Rockets parlerà di passaggi a vuoto mentali, troppe palle perse e troppi errori banali, sintetizzando ‘dobbiamo fare un lavoro migliore nel rimanere concentrati emotivamente’. Kerr riassume così la chiave della serie: ‘E’ per questo che tutti vorrebbero Durant nella loro squadra, non sai come difendere e intanto si prende tutti i tiri che vuole’.