
10 – Il lavoro di Conte – Alle prese con la prima esperienza in un campionato estero, Antonio Conte, dopo una partenza fatta anche di critiche, ha dominato la Premier League. Per due anni di fila un italiano vince la Premier, ma se l’impresa di Claudio Ranieri è stata evento raro, la maestria dell’ex Juventus sta proprio nell’aver ridato linfa ad un modulo inedito per i Blues, oltre che aver valorizzato giocatori ai margini della rosa, come Victor Moses, e aver messo a loro agio elementi spesso criticati, come David Luiz al centro della difesa. L’assenza di competizioni europee ed un ultimo KO nel derby contro l’Arsenal in finale di FA Cup, macchiano un poco l’annata del Chelsea, che però ha gestito in maniera impeccabile il suo campionato.
9 – La punta di diamante – Harry Kane ha chiuso la sua migliore stagione in carriera, con ben 38 reti, delle quali 29 in campionato, che gli hanno fatto vincere la classifica cannonieri 2016-17. L’elemento chiave e di spicco del Tottenham si è dimostrato l’attaccante moderno della Premier League (e della nazionale inglese) battendo altri due bomber come Diego Costa e Romelu Lukaku. La sua evoluzione è stata molto simile al resto della squadra, come si evince dai risultati e dalle prestazioni visti in campo. Adesso l’obiettivo numero uno suo e del Tottenham, sarà quello di costruire possibilmente una squadra competitiva e andare a giocare partite importanti dalla prossima stagione.
8 – Un Tottenham….maturo? – Sulla falsariga del punto precedente, Mauricio Pochettino ha creato in pochi anni una squadra capace di divertire e di arrivare fino in fondo……quasi. Per gli Spurs si tratta di due secondi posti consecutivi, dopo il 2015-16, e l’incubo “Arsenal” è dietro l’angolo. A tutti i costi il Tottenham deve evitare il percorso intrapreso dalla squadra di Wenger, superando l’ostacolo immaginario della competitività e cercare quantomeno di giocarsi per davvero un titolo inglese. Anche in Europa gli scivoloni sono arrivati, come l’eliminazione dalla Champions League e la conseguente sconfitta contro il modesto Gent, squadra belga, in Europa League.
7 – L’operato di Klopp – Il Liverpool torna in Champions League, ed una delle chiavi fondamentali della stagione dei Reds è sicuramente stata l’influenza positiva di Jurgen Klopp. Una finale di Europa League persa, e qualche calo brusco di prestazioni, stavano facendo rivivere ai supporters del Liverpool la non positiva esperienza di Brendan Rodgers, oggi alla guida del Celtic. Il quarto posto ottenuto può far solamente migliorare un ambiente che, per la stagione ventura, potrà investire sul mercato per potersi rinforzare adeguatamente. Resta da vedere quando e se Klopp riuscirà ad elevare ancora il livello della squadra, portandola a competere per quel titolo che manca da ormai troppo tempo.
6 – Il triplete alternativo – In campionato, il Manchester United è incappato in diversi problemi, ma la stagione di Mourinho è tutt’altro che deludente. Tre trofei conquistati, iniziando con il Community Shield, proseguendo con la League Cup, e chiudendo in bellezza con l’Europa League, vinta contro l’Ajax. Dopo i tanti milioni spesi in estate, finalmente dalle parti di Old Trafford la bacheca viene rimpinguata, e nonostante uno stile di gioco non bellissimo da vedere, alle volte quasi noioso, lo United è riuscito ad ottenere anche la qualificazione alla Champions League, ma quel sesto posto in campionato non si avrà da ripetere.
5 – Same old Arsenal – Come una doccia fredda è arrivato il rinnovo per Arsene Wenger, e parecchi tifosi dei Gunners non l’hanno presa benissimo, visto che l’Arsenal non solo ha toppato l’ennesima stagione, ma è stata esclusa perfino dalla Champions League dell’anno prossimo, in favore del Liverpool. La vittoria della FA Cup è solo una magra consolazione che permette a Wenger di salvare un minimo le apparenze; l’Arsenal è una squadra inconcludente da anni, che gioca bene, ma che ottiene poco o nulla. Anche i big della squadra, come Alexis Sanchez, iniziano a tentennare, segno che il club a nord di Londra sta lentamente sprofondando nella mediocrità.
4 – I rischi di Mazzarri – Terminata con l’esonero del tecnico livornese, la stagione del Watford è stata fino all’ultimo in bilico; il quart’ultimo posto ottenuto ha fatto tremare non poco i suoi sostenitori, e per fortuna che questa stagione in Premier League, hanno militato squadre davvero non all’altezza, altrimenti il discorso salvezza avrebbe potuto coinvolgere a pieno anche la squadra vicino a Londra. Prendere gli esuberi della Serie A come Niang e Zarate paga fino ad un certo punto, ma non è sufficiente, se la permanenza in Premier è vista come un obiettivo a lungo termine per i calabroni.
3 – Inadeguati – Parliamo di Sunderland e Middlesbrough. Undici vittorie in due (6 Sunderland, 5 Middlesbrough) le due retrocesse quasi annunciate (dopo pochi mesi di gioco) non hanno fatto niente per tentare di invertire la tendenza. Il ‘Boro, che aveva perfino ingaggiato veterani internazionali come Negredo e giovani promettenti come De Roon, si è ritrovato un filotto di sconfitte al quale non ha saputo porre rimedio. Il Sunderland invece, ha ripetuto di pari passo la stagione 15/16, riuscendo nell’impresa, questa volta, di scendere di categoria. E pensare che i rivali del Newcastle sono tornati in massima serie, tutto per non giocare, quella che per loro, è la gara più importante dell’anno.
2 – Le difese colabrodo – Se la Serie A ha avuto parecchi problemi in fatto di gol concessi, in Inghilterra non sono da meno. Al di fuori del Chelsea e del Tottenham, nessuna delle presunte big ha una componente difensiva di livello. Si pensi al Manchester City, capace di spendere più di 100 milioni di euro per Otamendi e Stones, entrambi difensori con enormi lacune, emerse specialmente nei confronti di Champions League. Non si salva lo United, che eccetto Bailly è costretto a schierare Blind in mezzo alla difesa, oppure l’Arsenal, che si affida ancora al macchinoso Mertesacker e l’inesperto quanto irruento Gabriel.
1 – Pep lo sgonfio – Per un paio di mesi sembrava dovesse conquistare il mondo, poi Pep Guardiola ha ceduto ai ritmi del british football. Surclassato tatticamente e tecnicamente, il fallimento del catalano è sotto gli occhi di tutti. Il suo City doveva competere con le altre squadre candidate per la vittoria finale, ed invece tutto quel che ha ottenuto è stato un misero terzo posto. Fuori da tutte le coppe, compresa la Champions, nella quale il Monaco ha fatto come voleva dalla metà campo avversaria in avanti, il City deve cercare di cambiare la sua idea di gioco, ma, dati i primi botti di mercato (Bernardo Silva a 80 milioni di euro) la situazione sembra la stessa..
0 – La pugnalata del Leicester – Verrà ricordata ancora per molto tempo, la furbata organizzata dai giocatori di spicco del Leicester. Giocare contro il proprio allenatore, al fine di farlo cacciare, quando meno di 12 mesi fa lo stesso li aveva condotti alla gloria eterna, è da veri criminali degni dei fumetti di supereroi. La salvezza è infatti stata ottenuta praticamente subito dopo l’esonero di Claudio Ranieri, come a far evincere ancora di più la differenza che i giocatori delle Foxes potevano far vedere in campo. Non c’era nessuna crisi, solo ed unicamente non desideravano avere più Ranieri come allenatore. Ma si sa che prima o poi, il conto i responsabili lo pagano…




