Milano spalle al muro, contro Trento non può più sbagliare

Milano sotto 3-1 contro Trento paga statistiche negative in attacco e un atteggiamento emotivo che la mette con le spalle al muro

Che succede all’Olimpia? Il 3-1 inaspettato che la costringe a inseguire senza margini di errore contro Trento è frutto di una stagione contraddittoria nella quale gli uomini di Repesa hanno faticato in Euroleague ma raramente in campionato. L’intera serie A ha sofferto contro la Dolomiti, soprattutto nel girone di ritorno, ma il dominio degli uomini di Buscaglia lo si vede non solo nei numeri, ma anche in ciò che nelle statistiche non si vede.

Il limite emotivo di Milano – Trento ha la migliore difesa del campionato e l’ha confermato in questi playoff. Sta concedendo 68.6 punti a partita e solo una volta, in sette gare giocate tra Sassari e Milano, ha subito più di 80 punti, in gara 3 della semifinale che coincide anche con l’unica sconfitta della post season. Ma l’EA7 sta mancando proprio dove fino al termine della regular season era stata padrona. Sul piano dell’intensità emotiva, nervosa, oltre che atletica. E’ un problema che nasce inizialmente dall’atteggiamento remissivo, scoraggiato, per certi versi sconcertante di un gruppo che ha lo scudetto sul petto, ha dominato la regular season e non ha avuto nessun cenno di reazione nelle due partite perse al Forum che le hanno strappato il fattore campo.

Ma l’atteggiamento è conseguenza di una confusione tattica di cui società e Repesa sono i primi responsabili. Milano non ha gerarchie definite perché l’ampio minutaggio con la quale è stato gestito il roster sembrava abbastanza, abbinato a una superiorità tecnica e fisica spaventosa in territorio italiano, per garantirsi un’altra vittoria a fine stagione. Nel momento in cui ha incontrato un meccanismo perfetto in difesa e gente con più voglia di combattere e di mettere il corpo a rimbalzo, sulle palle vaganti, nei contatti sul lato debole, l’Olimpia si è sciolta. Gara 4, finita 88-64 e peggiore sconfitta stagionale per Milano, è stata emblematica. Trento ha avuto Gomes e Hogue che hanno giocato 37 e 31 minuti, Shields ne ha giocati 30. Primo, secondo e quarto marcatore della partita per i padroni di casa. Milano non ha avuto nessuno oltre i 30 e ne ha avuti quattro, Abass, Macvan, Kalnietis e Hickman, esattamente a 26. Chi è il leader di questa squadra? A chi va in mano il pallone nei momenti di difficoltà? Non c’è una risposta, si potrebbe dire che in questo momento il più deludente è Sanders perché sta perdendo la battaglia in area, ma la verità è che i campioni in questo momento sembrano scarichi, senza voglia, con la pancia piena dopo una stagione piena di ombre. E quando vai sotto emotivamente, anche il divario tecnico si accorcia enormemente.

La differenza statistica – Questa difficoltà di trovare punti di riferimento che va avanti da inizio stagione viene amplificata dal giocare contro la migliore difesa del campionato e si vede anche a livello statistico. Guardate Milano contro Capo d’Orlando:

Punti % da due % da tre Palle perse
Gara 1 80 59% 26.7% 23
Gara 2 95 53.7% 42.9% 11
Gara 3 94 69.4% 47.8% 10
Gara 4 77 64.9% 28.6% 12

 

Contro i siciliani solo una volta ha segnato meno di 80 punti, due volte ha tirato oltre il 40% da tre, solo una volta ha perso più di 12 palloni in gara 1, non casualmente unica sconfitta nella serie. Adesso guardatela contro Trento:

Punti % da due % da tre Palle perse
Gara 1 66 50% 29.2% 21
Gara 2 71 56.3% 19.2% 23
Gara 3 87 63.2% 34.6% 15
Gara 4 64 38.2% 33.3% 20

 

L’unica vittoria in gara 3, nella quale Trento ha tirato il fiato dal punto di vista dell’intensità, coincide con l’unica partita nella quale ha segnato più di 80 punti, tirato con più del 33% da tre e perso meno di 20 palloni. Il dato delle palle perse è il più eclatante, il più preoccupante e il più sintomatico per valutare l’atteggiamento emotivo e il modo di stare sul parquet di una squadra con la testa. Milano in questi playoff ha già perso tre partite delle quattro giocate in casa e solo due volte ha tirato con oltre il 40% dall’arco. Solo una, in gara 2 contro Capo d’Orlando, al Forum. Significa che quando il piano partita salta la soluzione più veloce è quella di affidarsi alle triple e contro una difesa come quella di Trento è spesso non solo la prima ma anche l’unica soluzione. Adesso l’EA7 non può più sbagliare. In casa in gara 5 e nelle eventuali due partite successive.

Quote gara 5

Milano Trento
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