
La Reyer a un passo dal sogno – Dopo due semifinali consecutive perse con Reggio Emilia e Milano, sarà Venezia a contendere lo scudetto a Trento. Della Dolomiti e della sua incredibile impresa abbiamo parlato ieri, la Reyer raccoglie i frutti di una stagione nella quale è stata la più costante e credibile alternativa a Milano. E’ arrivata seconda in regular season, è approdata alle Final Four di Champions League perdendo soltanto contro Tenerife, ha eliminato in quattro partite Pistoia ai quarti e in sei gare Avellino nella sfida tra le squadre che avevano sempre perso in semifinale. De Raffaele ha ottenuto questo risultato con il collettivo dentro un roster nel quale non c’è una stella conclamata ma tanti giocatori utili su due lati del campo che a turno diventano protagonisti. Poteva essere un limite contro la Sidigas delle individualità eccellenti come Logan e Ragland, è diventato il punto di forza di una squadra che ha vinto sette partite consecutive nel girone di andate e che tra fine della regular season e quarti contro Pistoia ha vinto dieci gare su undici. Venezia come Trento spezza i ritmi degli attacchi, trova modo di vincere le partite ad alto o a basso punteggio ma soprattutto tende a impedire lo sviluppo della fase offensiva avversaria. Avrà il vantaggio del fattore campo, che in una serie potenzialmente lunga potrebbe fare la differenza.
Le statistiche – In questi playoff l’attacco di De Raffaele è stato un metronomo. In dieci partite non ha mai segnato meno di 72 punti e mai più di 92 per 80.4 di media. In cinque partite ha segnato più di 80 punti e non ha mai tirato con meno del 44.4% da due. L’arco, che era stato un problema intermittente nel corso della stagione, ha prodotto almeno dieci triple in nove delle dieci partite giocate con l’unica eccezione di gara 2 contro Pistoia, 7/27 che è stata la peggiore prestazione balistica in questi playoff. Dove ancora deve migliorare è nella percentuale ai liberi, il 63.8% ha creato più di un problema nella serie contro Avellino e soltanto in una partita è andata in lunetta più di dieci volte, mentre il numero delle palle perse è sceso progressivamente nel corso della semifinale ed è tornato a essere un problema solo negli ultimi minuti di gara 6 nella furiosa rimonta della Sidigas. Nelle due vittorie fondamentali in gara 4 e 5 la Reyer ha replicato sé stessa a specchio. Ha segnato 75 e 78 punti, tirato con il 50% e il 51.2% da due, il 35.5% e il 37% da tre, perso 10 e 6 palloni ovvero i due minimi in questi playoff. Venezia tende a salire di tono nelle partite decisive.
I protagonisti – Il capolavoro di De Raffaele soprattutto nella serie contro Avellino è stato quello di avere recuperato l’inerzia dopo essere andato sotto 2-1 estremizzando i quintetti e scegliendo sempre con saggezza la rotazione e gli uomini da escludere, vincendo una semifinale che si è trasformata in una battaglia con tanti piccoli episodi gestiti in maniera impeccabile a parte il finale di gara 6 che però è stato un’anomalia per ciò che rappresentava, il primo accesso in finale nella storia della società. Come anche Trento, a Venezia non c’è un vero leader offensivo ma tanti giocatori a turno decisivi, di cui tre in doppia cifra e due, Bramos e McGee, che ci viaggiano vicini. Peric è il chirurgo di questa squadra, 14.1 punti e 4.6 rimbalzi a partita con il 42.1% da tre e la mano in ogni possesso decisivo. Haynes viaggia a 13.4 punti a serata con il 52.2% da due e 3.3 assist. Batista è stato un fattore in area in almeno tre partite di questi playoff e risponde con 10 punti e 5.5 rimbalzi anche se continua a perdere troppi palloni. Bramos è più che uno specialista del tiro da tre e McGee si è fatto trovare pronto con il 63.2% da due e il 61.1% da tre nelle sette partite in cui èstato coinvolto. Dietro di loro merita una citazione Stefano Tonut, tornato dopo l’infortunio a dare un impatto evidente anche uscendo dalla panchina con 7.8 punti, il 68.8% da due e 2 rimbalzi. Ejim sta migliorando nella gestione dei tiri anche se finora ha litigato con l’arco ed è Filloy il nome che merita di finire in copertina per come incide nei momenti chiave della partita su due lati del campo senza finire sul tabellino.









