
Oscar Sport 2016 Bolt Lebron Phelps.
Di solito su Infobetting.com amiamo stilare classifiche, valutazioni che vanno da zero a dieci. Ripensando però alle eccellenze sportive del 2016, stilare una scala di valori ci sembrava quantomeno ingeneroso. Eccoli dunque, i personaggi che ci hanno esaltato, che ci hanno fatto sognare ed entusiasmare. In ordine sparso, le gerarchie se volete sceglietele voi.
Atletico Nacional. La squadra colombiana ha chiesto di assegnare la Copa Sudamericana, l’equivalente della nostra Europa League, alla Chapecoense, il club brasiliano tragicamente scomparso a seguito di un incidente aereo. Gesto di una nobiltà superiore e scontato fino a un certo punto.
Oscar Sport 2016 Bolt Lebron Phelps.
Lebron James. Ha coronato la sua favola personale, vincendo l’Anello con i Cavaliers, la squadra della sua città. “Cleveland, this is for you”, l’urlo che ha scosso la Oracle Arena e gli Stati Uniti al termine di gara7. The King.
Gigio Donnarumma. Para il rigore che vale la Supercoppa del Milan ma più in generale parliamo di un predestinato dal talento sconcertante. Meno Gigi, più Gigio.
Nico Rosberg. Il figlio di Keke vince il Mondiale di Formula 1 tutt’altro che da favorito, incanta il mondo anche per i modi e poi saluta la compagnia. Pilota d’altri tempi.
Oscar Sport 2016 Bolt Lebron Phelps.
Martin del Potro. A febbraio era al numero 1045 del ranking ATP dopo due anni di inattività e una serie incredibile di infortuni. Ora in Argentina viene paragonato a Maradona, dopo aver trascinato la Nazionale albiceleste alla prima Coppa Davis della sua storia. In più un argento olimpico che non guasta.
Cristiano Ronaldo. Anno magico, per CR7. Vince la Champions League ai rigori e l’Europeo dalla barella. Protagonista anche quando non riesce a esserlo.
Usain Bolt. Oro nei 100, nei 200 e nella 4×100 per tre Olimpiadi di fila. Il 30 dicembre ha twittato: “Sono talmente veloce che sono già nel 2017”. Inarrivabile, anche nei Social.
Michael Phelps. Primatista assoluto di medaglie olimpiche (23 d’oro, di cui 5 a Rio), altre 26 mondiali. Il più forte di ogni tempo, di ogni disciplina, al di sopra di ogni immaginazione.
Claudio Ranieri. Il Leicester di quest’anno è tornata una squadra normale. Quella dell’anno scorso, però, ha completato un’impresa senza precedenti e probabilmente senza eredi. Col sorriso sornione del tecnico romano a fare da guida.
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Colin Kaepernick. Per protesta contro le violenze della Polizia su persone di colore, il quarterback dei San Francisco 49ers non si alza in piedi all’esecuzione dell’inno nazionale aprendo il solco poi per altri giocatori di football, basket e baseball. Gesto forte ma significativo, che gli ha creato non pochi problemi.
Beatrice Vio detta Bebe. Campionessa paralimpica e mondiale di fioretto. Una storia incredibile, motivo di orgoglio insieme ad Alex Zanardi per tutto lo sport italiano.
Le World Series dei Chicago Cubs. Un secolo e tante generazioni di tifosi dopo, per i Cubs la gioia più grande è arrivata. Possibilmente le World Series più emozionanti di sempre, che spezzano uno dei drammi sportivi più lunghi della storia.
Tania Cagnotto. Le due medaglie di Rio sono la conclusione più adeguata di una carriera fantastica.
Antonio Conte. E’ partito in sordina ma in pochi mesi ha già ribaltato la Premier League con 12 successi consecutivi. Può non stare simpatico, ma dimostrateci che non è il migliore.
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Vincenzo Nibali. Anno controverso ma il siciliano nonostante le difficoltà rimane in prima fila, non si rassegna a rimanere in gruppo. Vince il Giro in rimonta, è solo sfortunato nella prova olimpica a pochi chilometri dalla medaglia d’Oro.
Gregorio Paltrinieri. La faccia bella del nostro nuoto: a Rio domina i 1.500 metri con la semplicità che lo distingue anche fuori dalla vasca olimpica.




