Occhio non vede …

La storia di un altro derby atipico, vissuto lontano da Milano

Cuore non duole! Eh no, duole il doppio. Forse di più. Mi appresto a vivere un altro derby sull’isola. Impossibile venire a Milano, non dico a San Siro, sarei stato comunque molto attento a non ripetere l’errore del derby di Coppa Italia. Mi abbeverai alla loro fonte, mangiai il loro cibo e sapete tutti come è andata a finire.

Cercherò di esserci per le prossime di campionato ma intanto devo fare i conti con quest’aria sfuggente, con questa sensazione di doppia lontananza.

Gozo, così come Malta, è terra di gobbi. I cuori locali sono in ansia per le sorti dei bianconeri impegnati questa sera contro il Real Madrid. Il derby per loro è come se non ci fosse.

In attesa della conferenza stampa di Spalletti ho pensato si scendere giù alla Ramla per fare due passi sulla sabbia già calda. In inverno è un posto bellissimo, tranquillo. Vecchi gozitani giocano a carte su un tavolaccio di legno mentre spinazzano le sporadiche turiste nordiche togliersi i sandali prima di addentrarsi nella sabbia rossa. Sperano che alla vista del sole le vichinge sbiottino.

In ogni caso, è sempre un bel colpo d’occhio. La pace regna sovrana.

Ma non oggi. Ho quasi faticato a trovare parcheggio. Lunghe file di auto affittate, con la scritta GOLDCAR in bella vista, lasciate in sosta sui due lati della strada. Non dico come in estate, ma quasi. Mancava solo la gente in acqua, che è ancora troppo fredda.

Accento prevalente tipo West Yorkshire, più o meno. Sono loro, tra i gruppi maggioritari, fra i primi a calare da nord. Si inizia in bassissima stagione, aprile-maggio. Signore dai capelli blu sfoggiano audaci tatuaggi che sembrano galleggiare sulle tante pinte di birra passate nelle vene sottostanti nel corso degli anni. Cose che hanno il loro fascino, in un certo senso.

Spalletti mi è parso sereno, speriamo sia un buon segno. In ogni caso, per non sbagliare, domani ho in programma gli ultimi riti propiziatori. Gli stessi del derby di andata.