
La Western Conference rischia di essere la più ricca di talento ed esplosiva del nuovo millennio. Se è difficile immaginare che qualcuno possa impensierire in una serie a sette partite i Warriors, che hanno confermato il nucleo vincente della passato stagione, dietro tante squadre si sono rinforzate. Da Est sono arrivati Paul George, Carmelo Anthony, Jimmy Butler a rafforzare una Conference che era già dominante. Con il cambio di maglia di Chris Paul il quadro è completo con Rockets, Thunder e Spurs che provano a proporsi come alternativa al dominio di Golden State. Il nostro ranking e le quote per la vittoria di Conference e titolo.
| 1 | Golden State Warriors | Inutile anche solo approfondire. Curry, Durant, Thompson, Green, Kerr in panchina insieme a Iguodala, Livingston, West, McGee. Con uno tra Looney, Jones e Ball che potrebbe ritagliarsi spazio nella rotazione come giovane interessanti. Rispetto alla concorrenza sono rodati, giocano per la dinastia, sono contenti di giocare insieme e la scorsa stagione ha dimostrato che la loro strategia funziona. La stagione è lunga, gli infortuni dietro l’angolo ai playoff (nel 2016 con Curry pagarono dazio in finale, lo scorso maggio con Durant no), ma se non ci sono incognite che modificano gli equilibri sono la squadra da battere. Non quest’anno, anche i prossimi tre. |
| 2 | Houston Rockets | All in da parte dei Rockets che con l’aggiunta di Chris Paul hanno dato a James Harden quell’alternativa offensiva di cui aveva bisogno per non arrivare svuotato ai playoff. Hanno qualcosa in meno sul perimetro e in panchina ma un quintetto con Ariza, Anderson e Capela è accreditato almeno del secondo migliore record della Lega. Se l’innesto di CP3 funziona, per D’Antoni è la squadra più competitiva da quando allena nella Nba. Non basterà per vincere il titolo, ma per andare in finale di Conference sì. Il coach dovrà dimostrare di sapere allungare la rotazione per non arrivare a corto di fiato alle partite senza futuro. |
| 3 | Oklahoma City Thunder | Sembravano solo macerie dopo la partenza di Durant, invece Westbrook ha giocato la scorsa stagione in tripla doppia di media e il Gm Sam Presti lo ha ricompensato mettendo al suo fianco due pezzi da novanta che mancavano al quadro. Paul George sposta gli equilibri, Carmelo Anthony non è detto, ma se siete nei panni di una squadra avversaria come pensate di difendere sul perimetro? Se trovano fiducia per giocare insieme come i Warriors, rinunciando a qualche pallone e alle statistiche individuali per le vittorie, possono anche essere un’alternativa ai Rockets. Hanno ancora poco vicino al canestro con il solo Adams, ma anche Golden State non ha un vero centro offensivo in rotazione. Dopo Harden, Durant e Westbrook, nuova epoca con i Big Three a OKC. La scommessa più rischiosa ma anche la più suggestiva della Western Conference. |
| 4 | San Antonio Spurs | Per il credito che si deve a Popovich e all’organizzazione degli Spurs, da venti anni in grado di rinnovarsi anche quando le previsioni sono contrarie. Quarta forza, forse anche quinta se i Wolves ingranano, ma la storia si farà in primavera. Con il solito Leonard Mvp su due lati del campo, con Murray che è il play del futuro e Parker che tornerà prima del previsto in regular season potrebbero ottenere uno dei primi quattro record della Western Conference. Poi arrivano i playoff e si sentiranno l’età di Ginobili e Gasol, l’inconsistenza di Aldridge quando deve fare la prima alternativa offensiva. Cultura vincente ma rotazione limitata. Non si scommette contro di loro, ma ai nastri di partenza sembrano indietro. |
| 5 | Minnesota Timberwolves | Alle spalle delle grandi ma, potenzialmente, in grado di scalare le gerarchie già da questa stagione. I Wolves sono il progetto più intrigante del West con l’aggiunta di Jimmy Butler, superstar che stavolta non deve fare tutto da solo perché ha intorno il talento abbagliante di Towns e quello di Wiggins. Sono arrivati anche Teague e Gibson, interpreti perfetti della concezione agonistica del basket che ha in mente coach Thibodeau, in panchina Crawford è uno dei sesti uomini migliori della Lega. Se i caratteri esuberanti dello spogliatoio vanno d’accordo anche fuori dal campo, in futuro si parlerà molto di loro. Forse già nei prossimi mesi. |
| 6 | Los Angeles Clippers | I Clippers puntano tutto sulla potenza di fuoco vicino al canestro, unica alternativa possibile dopo la partenza di Paul. E’ arrivato Gallinari ad affiancare Griffin e Jordan. Se stanno bene, nella Western Conference non c’è un pacchetto di lunghi così competitivo e bilanciato. Ma l’incognita fisica è enorme per tre giocatori abituati a frequentare a lungo il lettino del fisioterapista ogni stagione. Beverley completa un reparto lungo e profondo ma affidare la squadra a un rookie in regia, pure se si chiama Teodosic, è un’altra scommessa rischiosa visto che Rivers figlio non è un play da quintetto. Playoff facilmente alla portata, ma il seguito rischia di essere la solita tradizione della parte rossa di Los Angeles, fuori appena aumenta il livello di difficoltà. |
| 7 | Portland Trail Blazers | Squadra che parte senza riflettori puntati addosso ma molto interessante se il terzetto composto da Lillard, McCollum e Nurkic conferma il potenziale messo in mostra nel finale della passata stagione. Quintetto pregiato con Harkless e Aminu anche nell’opulenza della Western Conference, ma la panchina non offre garanzie e ha poco talento. Rischia di andare in onda la solita splendida recita firmata dai due esterni più il lungo, che farà vincere molte partite in regular season e potrebbe garantire i playoff. A quel punto ci sono squadre troppo superiori per pensare di andare avanti. |
| 8 | New Orleans Pelicans | Anni di indugi e incertezze e adesso c’è il potenziale, almeno in quintetto, per andare ai playoff. La coppia Davis e Cousins non ha brillato nella seconda parte della scorsa stagione ma adesso avrà tempo per affinare l’intesa, Holiday e Rondo sul perimetro hanno esperienza per alimentarli. Clark e Hill possono essere preziosi ma c’è un buco in ala piccola che il solo Miller non può coprire e giocano in una Conference feroce. Devono tutto alla produzione vicino al canestro e non hanno tiratori pericolosi. Se non entrano tra le prime otto gli scenari sono imprevedibili. |
| 9 | Utah Jazz | Nessuno li considerava per i playoff la scorsa stagione e invece furono la sorpresa della Conference. Replicare dopo la partenza di Hayward e Hill sarà più difficile e la concorrenza è aumentata ma i Jazz hanno un brillante interprete della panchina come Snyder e un gruppo solido composto da Hood, Favors, Gobert, Johnson. Rubio in regia non sembra l’uomo ideale per una squadra prettamente difensiva e dai ritmi più bassi della media, la panchina ha poco tra i lunghi e le prospettive sono legate alla crescita di Exum che non è scontata. Stagione in apnea che può diventare esaltante o opaca. |
| 10 | Denver Nuggets | Altra squadra che punta sull’impatto dei propri lunghi con Millsap preso da Atlanta per completare la maturazione di Jokic, potenziale superstar già da questa stagione. Con Chandler in ala piccola il problema rimane la composizione del pacchetto degli esterni, il vecchio Nelson è niente più che un play affidabile, Mudiay più rischio che certezza, Murray dovrà svezzarsi velocemente in una Conference che non attende il rodaggio di nessuno, figurarsi uno al secondo anno. Tanti giovani, carenza nel ruolo di tre, molte incognite. Con le tessere al posto giusto vanno ai playoff, obiettivo realistico ma difficile da realizzare. |
| 11 | Memphis Grizzlies | Sette anni consecutivi di playoff ma anche una squadra smantellata nei suoi pezzi più riconoscibili sul piano dell’identità. I Grizzlies ripartono da Conley e Gasol ma non hanno più Randolph, Allen e Carter. Il play è tra i giocatori più costanti e sottovalutati della Lega, Parsons avrebbe talento ma ha giocato solo 34 partite la scorsa stagione ai Mavs, una certezza è la grinta di coach Fizdale ma i playoff rischiano di essere lontani. In mezzo al guado e potrebbero rimanerci a lungo. |
| 12 | Los Angeles Lakers | Magic Johnson ha (ri)preso possesso della franchigia e le idee sono chiare. Stagione di transizione per fare crescere i giovani e buttarsi sul mercato dei free agent nel 2018 per portare a Los Angeles nomi che cambiano la storia, da LeBron James in giù. Intanto si fa con Lonzo Ball, papabile di miglior rookie della stagione nel ruolo di play e prodotto della città, e Brandon Ingram. Con l’asse centrale promettente aggiungete Randle e Caldwell-Pope in quintetto, il resto è poco dalla panchina per pensare ai playoff ma sarà una regular season che servirà a fare maturare anche Walton in panchina. Se arrivano 30 vittorie e bagliori di talento dai giovani, dalla prossima estate i Lakers possono ricominciare a divertirsi. |
| 13 | Sacramento Kings | I Kings ripartono dalle fondamenta ma non neghiamo che li troviamo intriganti. Fox arrivato dal Draft sembra avere personalità per guidare la risalita, Hill tra gli esterni è una garanzia su due lati del campo ed è un acquisto sottovalutato, Hield, Richardson, Skal e Cauley Stein sono nomi futuribili. In più a garantire esperienza immediata sono arrivati Randolph e Carter dai Grizzlies. Il lungo è accusato di spaccio di droga, se la caverà ma non è un inizio incoraggiante dopo anni trascorsi ad assorbire le bizze di Cousins. Non faranno i playoff ma se i giovani crescono senza deragliare possono diventare una squadra competitiva in un paio di stagioni. |
| 14 | Dallas Mavericks | Potrebbe essere l’ultima stagione di Nowitzki ma nel frattempo coach Carlisle mette in piedi il futuro puntando in play su Dennis Smith Jr. e tra le guardie c’è ampia scelta con Matthews, Curry e Harris. Con Barnes gli esterni sono solidi, Noel è uno che sa giocare ma anche pieno di acciacchi. Non ha ambizioni da playoff e nemmeno lunghi prelibati ma una stagione da almeno 25 vittorie potrebbe rendere più dolce la chiusura dell’epoca del tedesco dalle mani d’oro. |
| 15 | Phoenix Suns | Booker è uomo capace di segnare 70 punti in una partita e avrà le chiavi di una squadra che probabilmente avrà di nuovo il peggiore record della Western Conference. Il solo Josh Jackson, quarta scelta del Draft, è poco per cambiare la direzione dei Suns che non sono cambiati dalla scorsa stagione. Bledsoe e Chandler in quintetto sono buoni ma la panchina è quasi impalpabile, Bender e Chriss hanno deluso nella prima stagione e Knight salterà l’intera regular season. L’obiettivo è fare crescere i giovani. |
Nba Western Conference quote
| Bwin | Eurobet | Bet365 | |
| Warriors | 1.35 | 1.30 | 1.33 |
| Rockets | 6.00 | 7.00 | 7.50 |
| Spurs | 8.00 | 7.00 | 8.00 |
| Thunder | 13.00 | 15.00 | 12.00 |
| Wolves | 21.00 | 21.00 | 26.00 |
Nba titolo 2017-18 quote
| Bwin | William Hill | Bet365 | |
| Warriors | 1.62 | 1.57 | 1.55 |
| Cavs | 5.50 | 5.00 | 6.00 |
| Rockets | 9.00 | 13.00 | 9.00 |
| Celtics | 9.00 | 9.00 | 9.00 |
| Spurs | 13.00 | 13.00 | 13.00 |
| Thunder | 21.00 | 21.00 | 19.00 |







