Maglie Nba, è rivoluzione: sponsor presenti nella nuova stagione

Per la prima volta nella storia delle principali leghe sportive americane le maglie delle squadre potranno esibire una sponsorizzazione

Gli americani sono amanti delle statistiche e le applicano dappertutto. Nello sport principalmente. Ma sono anche dei venditori straordinari, sovrani del capitalismo sfrenato, e a livello di sport professionistico hanno applicato il concetto di sponsorizzazione a quasi tutti gli elementi di corredo all’evento. Nomi di stadi e arene, pacchetti di abbonamento, canali televisivi. Al tempo stesso, in uno sforzo di tradizionalismo nel quale sono altrettanto maestri, quel quasi è rappresentato dal candore delle maglie indossate dalle squadre delle principali leghe americane. Nba, Nfl, Nhl, Mlb, addosso ai giocatori finora si erano viste esclusivamente e rigorosamente due scritte. Il nome della squadra davanti e il cognome dietro. Oltre al numero. Basta.

Ma dal 2017-18, ovvero dal 17 ottobre data di inizio della nuova stagione Nba, questa storica barriera salterà nel basket. Sulle canotte sarà possibile applicare uno sponsor di dimensioni ridotte, un quadrato o un rettangolo largo circa 6,3 centimetri, all’altezza del cuore. La Nba aveva iniziato con cautela a percorrere questa direzione negli ultimi anni, si era visto la Kia sponsorizzare le maglie delle due squadre dell’All Star Game, e dal prossimo autunno la rivoluzione sarà completata. E’ una precisa scelta commerciale che ha ovviamente effetti sulla cultura sportiva e sulla tradizione degli sport americani, che è sacra per gli americani stessi.

E’ però anche un affare da almeno 200 milioni a stagione per le franchigie Nba, e una Lega attenta all’espansione ai nuovi mercati, principalmente quelli asiatici, non si lascia sfuggire la possibilità di aumentare gli introiti in una fase in cui grazie ai diritti Tv non si è mai guadagnato così tanto ma non si è mai neanche spesso così tanto come dimostra il folle mercato estivo che ha visto cambiamenti radicali nei roster, da Chris Paul a Houston fino a Gallinari a Los Angeles. Ogni franchigia potrà sponsorizzare la propria maglia con tre vincoli. Non possono essere conclusi accordi con marchi legati ad alcolici, sigarette, scommesse o movimenti politici.

Al momento solo 11 delle 30 franchigie hanno siglato un accordo di sponsorizzazione per la propria canotta. Vediamo la tabella più in basso. E’ effettivamente un esperimento destinato ad allargarsi ma che è ancora visto con diffidenza da una buona parte degli appassionati e dagli addetti ai lavori, che lo ritengono effettivamente un oltraggio a una tradizione consolidata da più di un secolo. Dal punto di vista della pulizia estetica è indubbiamente un passo indietro, oltre che un passo che avvicina la cultura sportiva americana a quella europea, da decenni abituata a vedere abbinati marchi che sponsorizzano le magliette delle squadre delle principali discipline sportive.

Il tema è talmente delicato che alcune squadre, Pistons, Wolves e Magic, non hanno voluto comunicare le cifre esatte della sponsorizzazione. Finora l’accordo più alto è quello raggiunto dai Cavs con la GoodYear che vale 10 milioni a stagione. Altre squadre, come i Golden State Warriors, sono in attesa di offerte dopo avere specificato che un quadrato di sponsorizzazione sulla loro maglia vale intorno ai 15 milioni.

Maglie Nba sponsor, le squadre griffate nel 2017-18

Squadra Sponsor Valore commerciale
Cleveland Cavs GoodYear 10 milioni
Boston Celtics General Electric 7 milioni
Brooklyn Nets Infor 8 milioni
Detroit Pistons Flagstar Bank Non comunicato
Minnesota Timberwolves Fitbit Non comunicato
Orlando Magic Disney Non comunicato
Toronto Raptors Sun Life 5 milioni
Philadelphia 76ers StubHub 5 milioni
Utah Jazz Qualtricks 4 milioni
Sacramento Kings Blue Diamonds A. 5 milioni
Denver Nuggets Western Union 7 milioni