
Della partita è stato già detto tutto e poi non me la sento di scriverne non essendo potuto esserci. Per sentirmi a posto mi sarei dovuto trovare lì, anch’io sotto la pioggia a soffrire per quasi novanta minuti. Invece son rimasto qui, sull’isoletta, dove a meno di due ore di volo da San Siro a novembre inoltrato si fa ancora il bagno.
Per questa volta anziché raccontare cercherò di analizzare gli scenari futuri. L’Inter si qualifica se…
Partiamo dalla classifica e dal calendario del gruppo B
| Barcellona | 10 | 11-3, +8 |
| Inter | 7 | 5-5, = |
| Tottenham | 4 | 7-9, -2 |
| PSV | 1 | 4-10, -6 |
28.11.2018 (quote al 7.11)
Tottenham-Inter 2.00 3.68 3.60
PSV- Barcellona 5.63 4.75 1.51
11.12.2018
Barcellona-Tottenham
Inter-PSV
Cosa succede in caso di arrivo a pari punti?
- Risultati negli scontri diretti
- Differenza reti negli scontri diretti
- Gol segnati negli scontri diretti
- Gol segnati fuori casa negli scontri diretti
- Differenza reti generale
- Gol segnati totali
Scenari
La prima cosa da dire è che se a Londra finisse X2 la squadra di Spalletti avrebbe matematicamente accesso agli ottavi di finale, quasi certamente come seconda classificata (a meno di improbabili crolli dei catalani). Se perdesse, ci sono tre scenari possibili:
A) l’Inter mantiene il vantaggio nello scontro diretto contro il Tottenham se perde con un solo gol di scarto ma ne segna almeno due (3-2, 4-3): in questo caso si qualifica matematicamente se batte il PSV, a prescindere dal risultato del Camp Nou. Si qualifica sempre se, nell’ultima giornata, consegue lo stesso risultato degli Spurs o migliore.
Ricordo che in stagione la squadra di Pochettino ha mantenuto la propria porta inviolata in casa solo una volta su sette, contro il modesto Cardiff.
B) l’Inter non mantiene il vantaggio nello scontro diretto contro il Tottenham se perde con due gol di scarto oppure 1-0. In questo caso nel suo match contro il PSV deve fare almeno un punto in più del Tottenham a Barcellona.
C) l’Inter perde esattamente per 2-1, risultato molto gettonato in questo gruppo. In questo caso la differenza reti prima dell’ultima giornata sarebbe pari ma gli Spurs avrebbero segnato tre gol in più. Ne consegue che l’Inter, per sopravanzare il Tottenham, dovrebbe riuscire a fare meglio dei londinesi o come esito finale o, nel caso fosse lo stesso, come numero di gol segnati in modo tale da superarli nel calcolo della differenza reti. Ad esempio battendo il PSV con uno scarto maggiore di quello con cui la squadra di Pochettino batterebbe eventualmente il Barça.
A livello statistico giova ricordate che il Barcellona è la squadra con più primi posti nella fase a gironi, 19, di cui 11 volte da imbattuta. In Champions League non perde in casa dal 01.05.2013 (0-3 col Bayern) e prima ancora dal 20.10.2009 (storico 1-2 col Rubin Kazan).
E’ molto remota ovviamente ma c’è anche la possibilità di una classifica finale con la squadra di Valverde prima a quota 13 e tre seconde a quota 7 tra le quali andrebbe calcolata la classifica avulsa (Tottenham in Champions e Inter in Europa League). Un arrivo in parità a sette punti con il solo PSV potrebbe verificarsi solo al terzo posto.
Le quote
Per il momento sono usciti solo pochi bookmaker: Inter 1.20 Tottenham 4.50 (Bet365 ore 10:32). Leggermente più vicine di ieri mattina quando i nerazzurri erano a 1.14.
Il PSV non può più qualificarsi agli ottavi di Champions League perché anche come eventuale seconda classificata a pari merito con soli 7 punti, il massimo raggiungibile dal club di Eindhoven, soccomberebbe nella classifica avulsa.
Il gol di Mauro Icardi
Se i nerazzurri avessero perso ora avrebbero solo sei punti. Cosa sarebbe cambiato? Non ci sarebbe stata nessuna eventuale sconfitta a Wembley con mantenimento del vantaggio perché in ogni caso avrebbe avuto un punto in meno del Tottenham. Le quote dei risultati esatti (benché l’aggio qui sia consistente) 2-1 (8.50), 3-2 (21.00), 4-3 (67.00) danno un’idea approssimativa dello spostamento in percentuale determinato dal risultato finale di 1-1 rispetto a quello di 1-0, senza il gol del centravanti argentino.
Una sconfitta per 3-2 a Londra con doppio pareggio nelle due sfide del turno conclusivo avrebbe condannato l’Inter mentre ora non è così.
Inoltre, il pareggio a Londra non avrebbe significato qualificazione matematica ma solo molto probabile. Una doppia vittoria del Tottenham al Cam Nou e del PSV a San Siro sarebbe stata fatale.
Oltre ai calcoli numerici, che comunque hanno un peso non trascurabile, c’è da considerare l’aspetto psicologico. Se è vero che il doppio scontro coi maestri catalani ha dato chiare indicazioni su quale sia il livello attuale dell’Inter, è pur vero che la squadra ha sempre lottato e mai sbracato. Kane e compagni ne hanno presi ben quattro in casa dallo stesso avversario anche se va specificato che quella sera Leo Messi era in campo.
Essere messi sotto dal Barcellona non deve è essere considerato un disonore e il fatto che non sia arrivata una doppia sconfitta aiuta a crederci. Si può essere una squadra forte, ma non una top. Guardate un po’ cosa è successo al Manchester United contro la Juventus ad esempio, con i Red Devils considerati sfavoriti (e poi sconfitti) a Old Traffiord. Anche le quote del match di ritorno aiutano a capire. Ci sono sempre quelle due-tre squadre top, contro cui non basta essere semplicemente forti per giocarsela alla pari. E’ una cosa normalissima.
Da queste sfide si esce rafforzati e si capisce ancor meglio cosa serve per migliorare, sia a livello di lavoro sul campo che di calciomercato. La base è buona.
A Londra andrà un’Inter più forte di quella che vinse, un po’ fortunosamente, a San Siro qualche settimana fa. Saprà di incontrare un avversario più o meno dello stesso livello. Una sfida molto difficile ma che si può giocare ad armi pari.







