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Inter, primo non prenderli

Primo non prenderli. Non per tutti, c’è chi pensa che cercare di farli dovrebbe venire prima di preoccuparsi di non prenderli. Questione di mentalità, di indole, di caratteristiche tecniche.

Un super classico quando si parla di calcio, ma con riferimento ai gol fatti e subiti.

 

Questione avvolta da un alone misterioso invece quando ci si riferisce ai terzini, o esterni bassi come si chiamano oggi.

A mercato chiuso, ecco la lista acquisti/cessioni dell’Inter, considerando anche i ritorni da prestiti (f.p.).

– acquisti: Gabriel Barbosa ‘Gabigol’ (a, Santos), Joao Mario (c, Sporting Lisbona), Candreva (c, Lazio), Banega (c, Siviglia), Ansaldi (d, Genoa), Ranocchia (d, Sampdoria, f.p.), Andreolli (d, Siviglia, f.p.), Bessa (c, Como, f.p.), Yao (d, Crotone, f.p.), Erkin (d, Fenerbahçe), Awua (c, Spezia).

– cessioni: Erkin (d, Besiktas), Dodò (d, Sampdoria), Ljajic (a, Roma, f.p.), Telles (d, Galatasaray, f.p.), Manaj (a, Pescara), Juan Jesus (d, Roma).

L’unico vero acquisto in difesa è Ansaldi.

Andreolli torna dal prestito e comunque è reduce da un grave infortunio al tendine d’Achille. Anche Yao (classe 1996) torna da un prestito avendo giocato nel Crotone. Su Ranocchia stendiamo un velo pietoso: bravo ragazzo ma non può giocare nell’Inter. Spiace ma è così, questo è pur sempre il massimo livello del calcio professionistico.

Erkin è entrato da una porta girevole. Subito rispedito in Turchia, anche se vestirà un’altra maglia.

Telles non è stato riscattato e Juan Jesus è andato alla Roma. Pur non essendo certo un fenomeno probabilmente era uno dei meno peggio, sicuramente tra i più duttili. Dodò? Deo gratias.

La nuova proprietà cinese ha dimostrato con i fatti di essere interessata ad investire. Bene. Ma solo in attacco, o in ruoli comunque offensivi. Anche senza poterli schierare in Europa League. Nel reparto più avanzato le opzioni sono tante, oltre ai nuovi arrivati ci sono anche quelli che non sono partiti. Icardi su tutti.

La situazione della difesa dell’Inter

Miranda è una sicurezza ma se gli viene un raffreddore è un disastro. Murillo deve confermare quanto di buono ha fatto vedere lo scorso anno, crescendo però in continuità. L’Inter ha una buona coppia di centrali. Dietro però c’è il vuoto o quasi. Andreolli e Ranocchia non offrono garanzie. C’è Yao, ma è giovane e va verificato, e poi l’opzione di arretrare Medel.

Poche alternative, ma almeno c’è una coppia di titolari affidabile.

E i terzini? Sulle fasce chi gioca? Ansaldi, forse l’unico adatto al gioco del nuovo allenatore, al momento è indisponibile. De Boer vuole che i terzini salgano, partecipando alla manovra sin da subito, per offrire ai centrali più opzioni. Chiede loro di andare sul fondo: contro il Palermo ci ha provato più volte a convincere D’Ambrosio, con gesti eloquenti, proprio sotto la tribuna, durante il time-out. Danilo però pare sempre troppo timido: è un discreto giocatore ma, tecnicamente, non è dello stesso livello dei colleghi del reparto avanzato.

Santon hanno cercato di venderlo in tutti i modi ma il ragazzo non ha passato le visite mediche più volte. Comunque tende ad accentrarsi troppo e i cross dalla trequarti servono a poco. Nagatomo l’è un brav fioeu, come dicono i milanesi, ma ha limiti tecnici ormai noti.

Col mercato chiuso, si spera negli svincolati. Caceres su tutti, oppure Maicon. Opzioni che non offrono garanzie, per vari motivi. Poi non si costruisce un progetto con le vecchie glorie. Grande giocatore Maicon, ma ha 35 anni.

Tutti allora a sperare nel giovane Senna Miangue, diciannovenne di buone prospettive. Nei venti minuti disputati nel match contro il  Palermo qualcosa ha fatto vedere. Viene dal settore giovanile però, quindi non è un nuovo acquisto.

Gli esterni di difesa sono ancora una volta il punto debole della squadra. La mancanza di un vero regista, di uno abituato a farlo davvero, forse è un problema risolvibile. Quello dei terzini, molto meno.

L’Inter ha speso tanto (saldo -103 milioni), ma forse poteva farlo meglio. Rischia ancora un volta di aver costruito una squadra zoppa. Saprà Frank de Boer essere l’uomo giusto per farla correre?

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