
Che tipi siete? Di quelli che dopo una sconfitta dell’Inter, ma vale anche per altre squadre, contro la Juve, si catapultano sui social per unirsi al coro “ladri, ladri”? O forse invece preferite insultare l’allenatore di turno reo di non aver fatto le stesse mirabolanti mosse che la vostra mente geniale avrebbe certamente partorito?
Qui non troverete nulla di tutto questo, quindi spero che apparteniate a qualche altra categoria antropologica.
Ci speravo, e così fa ancora più male. Il taxi che ho preso per andare a San Siro si chiamava ‘Toro76’. Un bel nome se stai andando a vedere la tua squadra che gioca contro la Juve. Molto meglio di ‘Roma96’, anche se non evocativo come ‘Atene83’ o ‘Madrid18’.
Poco più avanti rispetto a me, dentro la lunga coda che si snodava dai tornelli del cancello 7 fin quasi alla Limousine della Salamella, c’era un signore di chiarissime origini partenopee che brandiva un documento svizzero per giustificare il tuo tifo contro natura per Madama.
Di questi tempi fatico ad immaginare un napoletano che tifa per la Juve. Non è solo calcio per loro, è molto di più, anche se qualcuno prova a negare.
Un altro caso particolare era seduto proprio di fianco a me, con moglie al seguito. Lei stordita dalla noia mentre il marito tentava di spiegarle che il VAR serve a decidere sulle ‘palle dubbie’, lui incontenibile. Al 3-2 è scattato in piedi sul seggiolino saltando come un pazzo. Ho quasi temuto che mi franasse addosso. Di sottecchi l’ho colto più volte in flagranza di sguardo, mentre, sul 2-1, scuro in volto, mi fissava.
Dall’altro lato invece tutti interisti. In particolare uno, che per tutta la partita aveva dispensato perle di saggezza tipo “dalla lunga” o “tira”, alla fine non sapeva darsi pace per i cambi di Spalletti. “Adesso che non andiamo in Champions, speriamo che se ne vada. Ma metti Ranocchia no?”. Grazie di esistere.
Veniamo alla notizia positiva. L’uomo che manovra le leve del Canter, il ristorante di fronte allo stadio, non è un tifoso rossonero. Ero più che convinto che lo fosse.
Non so se ci siete mai stati. Per il post gara è molto comodo.
Praticamente di fronte, c’è un edificio particolare, nella cui ultima destinazione d’uso è stato il lounge bar Innvillà, che ora sembra chiuso.
In passato, per anni, era stato il ristorante di Cipollino. Ricordo le partite a subbuteo giocate ad inizio anni 80 in un piccolo spazio coperto posto sulla destra della palazzina. Ovviamente a soldi. Oltre al figlio dei proprietari ricordo anche suo fratello Archimede, Alan, Gufetto …
Passandoci davanti, mi sono avvicinato alla recinzione in cerca di qualche improbabile indizio. Chissà se gli operai che hanno lavorato alla ristrutturazione hanno trovato qualche pallina, o un lembo di panno verde. Per un attimo mi è quasi parso di rivederci lì, a ridere e giocare.
A volte basta poco per scacciare i cattivi pensieri. Inter-Juve è già solo un ricordo, certo non uno dei migliori, ma ne abbiamo passate di peggio.
Amala.







