
«Così non si va da nessuna parte, serve più personalità. In Italia le uniche due squadre che non si sono scansate ci hanno battuto. Altrimenti ci complicheremo la vita in campionato e soffriremo in Champions».
Lo avrebbe detto Gianluigi Buffon negli spogliatoi. Alla fine della partita col Lione, secondo pareggio interno consecutivo in Europa dopo quello col Siviglia. E il termine “scansarsi” è destinato a infarcire quotidiani, siti e social network nelle prossime settimane. Al pari di “zero tituli” e della “chiesa nel villaggio”.
La strigliata ai compagni è arrivata puntuale, analoga a quello che lo scorso anno nello spogliatoio del Mapei Stadium lanciò poi la Juve verso il quinto scudetto di fila.
A “scanso” (…) di equivoci in mattinata è arrivata puntuale la smentita bianconera. “Dopo verifiche interne si comunica che quanto scrive oggi la Gazzetta dello Sport nell’articolo dal titolo «E Buffon alza di nuovo la voce…» è falso e ha l’unico obiettivo di alimentare un pregiudizio denigratorio nei confronti della Juventus, dei suoi tesserati e dei suoi tifosi”.
Due ore dopo, la contro-smentita. “La Gazzetta dello Sport conferma in toto la veridicità dell’articolo pubblicato oggi a proposito del discorso pronunciato da Buffon nello spogliatoio della Juve. In quanto al verbo “scansarsi” che ha generato molte reazioni, era usato esclusivamente per fare riferimento alla scarsa convinzione di vittoria da parte di altre squadre quando queste affrontano la Juve, a causa di una superiorità dei bianconeri che spesso viene inconsciamente riconosciuta dagli avversari”.
Al di là della parola utilizzata dal portiere della Juventus e della Nazionale il concetto è chiaro, ormai sdoganato dagli stessi allenatori che si recano allo Stadium con la stessa effervescenza di chi sale sul patibolo.
«Loro sono di un’altra categoria, sotto tanti punti di vista: fisico, tecnico, esperienziale. Queste sono gare difficili, tra noi e loro c’è differenza. Avevo bisogno di forze fresche. Senza fare cambi avrei ammazzato fisicamente i miei giocatori. C’erano in campo tanti giovani, hanno vissuto un’esperienza importante, che servirà in futuro. Budimir e Schick avevano speso tanto, la Juve ti fa correre. Ho inserito Muriel e Quagliarella per tornare in partita».
Parola di Mister Giampaolo. Che con la Juventus ha lasciato in panchina Muriel e Quagliarella e Quaglia qualche giorno dopo è arrivato fresco all’impegno con l’Inter, segnandole un gol. E l’equità competitiva? E l’obbligo di schierare sempre la formazione migliore? Non è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della FIGC per quanto riportato sul libro di Maurito Icardi?
Non è il primo caso, in questi anni, di squadre che affrontano i bianconeri allo Stadium in “modalità rassegnata”. Merito dei numeri messi insieme dalla Vecchia Signora in casa, una tirannia che giocoforza induce gli avversari al risparmio energetico in vista degli impegni successivi.
Con buona pace degli avversari della Juventus, già sufficientemente frustrati dalla superiorità conclamata della squadra di Allegri e ora indispettiti anche dalla compiacenza di alcuni avversari.
Mutazione genetica della “sudditanza psicologica”. Come se perdere con i bianconeri facesse parte del copione, del sistema, della tradizione.
“Scansarsi” is the new “sudditanza psicologica”.
Atteggiamento che evidentemente è stato avvertito dallo stesso Gigi Buffon, uno che le partite della Juventus se le gode da una postazione privilegiata. Chi non si “scansa” può fare male alla Juventus. Questa è la notizia.
In Italia i bianconeri passeggiano. Diciannove successi consecutivi allo Stadium.
In Europa i bianconeri balbettano. Due pareggi consecutivi contro squadre “normali” come Siviglia e Lione.
Storia vecchia, questa. Come la Signora!







