
Il popolo rossonero è in fermento. La netta maggioranza dei tifosi non vede l’ora di liberarsi di un allenatore mai capito né tantomeno amato. Il motivo principale di questo amore mai sbocciato tra Giampaolo e la tifoseria non va ricercato solo nei risultati negativi ma anche nel rifiuto da parte di molti nell’accettare pienamente il nuovo stato di cose. Il Milan di oggi non si può paragonare a quello di un tempo: il fatto che nei quadri dirigenziali siano entrati due mostri sacri come Maldini e Boban forse ha contribuito ad alimentare certe aspettative.
La realtà è che la rosa è composta da giocatori giovani, l’età media dei rossoneri è di circa 23 anni, ai quali va dato tempo di potersi esprimere in un progetto di lungo respiro. Una strategia del genere richiede un certo tipo di allenatore e la società ha pensato che il tecnico ex Sampdoria fosse adatto.
Del resto, Paolo Di Canio, che in genere non è uno che le manda a dire, dopo un sconfitta come quella contro la Fiorentina lo ha definito un “maestro di calcio”. E ai giovani servono maestri.
Tuttavia, insegnare calcio all’Empoli o alla Sampdoria, chiudere il campionato al decimo posto tra la soddisfazione di tutti per il bel gioco espresso è una cosa diversa rispetto al compito cui Giampaolo è stato chiamato. Al Milan, che sia giustificato dalla qualità del gruppo a disposizione o meno, non si può pretendere che le aspettative siano pari a zero. Anche perché, pensa la base rossonera, lo scorso anno con Gattuso in panchina la squadra ha sfiorato una una clamorosa qualificazione in Champions League. Un argomento che non si può accantonare alla leggera.
Genoa-Milan, sfida drammatica
Non crediamo che Maldini abbia difeso a il suo allenatore solo perché crede in lui e non è sfiorato dal dubbio di non aver fatto la scelta giusta. La prossima partita è di quelle da non sbagliare, giusto prima della sosta. Probabilmente quindi è solo una questione contingente ad aver momentaneamente salvato la panchina di Giampaolo. La partita di Marassi potrà dire molte cose. Anche Romagnoli ha detto che il gruppo è stretto attorno al suo allenatore. Ma fra sei giorni non è detto che sarà ancora così.
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Ecco le quote dei bookmaker: come vede sono molto vicine. Con una sconfitta i rossoneri sarebbero in piena zona retrocessione. Molto probabilmente non è un rischio reale, e poi manca una vita alla fine della stagione. Ma il solo pensiero fa tremare i polsi al popolo rossonero.







