
La F1 alla scoperta dell’Azerbaigian. Quello di Baku sarà infatti un esordio assoluto per le quattro ruote, e rappresenta di per sé un fattore nevralgico nell’analisi della prossima tappa del mondiale.
Circuito cittadino – Esordio assoluto quindi, e di enorme fascino. Si è ricavato un tracciato cittadino ad opera di Hermann Tilke, l’architetto di molti (e tra i più noiosi, va aggiunto) circuiti dell’odierna F1. Quello di Baku però è particolarissimo e suggestivo. Lungo, lunghissimo (6 km, soltanto Spa lo supera), con una parte centrale guidata ricca di sali scendi per la città antica (si sfiora anche il muro di cinta di un castello) ma anche un rettilineo di partenza di oltre 2 km che sarà teatro privilegiato per i sorpassi (anche perché lo spazio nel resto del tracciato è ridottissimo). E quando si esordisce su un nuovo percorso, favoriti sono quelli che si adattano più rapidamente. Perciò, anche se non per la vittoria, buttate un occhio ai piazzamenti di gente come Verstappen e Sainz. Generazione di piloti cresciuti col simulatore, in grado di adattarsi più velocemente di chiunque altro a circuiti sui quali non hanno mai girato con le ruote in pista, ma che conoscono perfettamente per averci speso ore di sessioni virtuali.
Hamilton contro Rosberg – Perché qui i nodi vengono al pettine. Prima di Montecarlo, il tedesco pareva avviato al suo primo titolo mondiale con la pipa in bocca. Ma dal botto fratricida di Barcellona non è più stato lo stesso, confuso e lento nelle fasi nevralgiche del fine settimana, proprio dove Hamiton ha ritrovato fiuto e traiettorie da campione in carica. La Mercedes non vuole altri colpi proibiti, ma Baku è stretta e alla prima curva si passa uno per volta. Se sono di nuovo insieme in prima fila, ci vuole un patto di non belligeranza firmato nel motorhome. In ogni caso è guerra aperta: perché il distacco è di soli 9 punti e perché Rosberg pare perdere il bandolo della matassa quando il compagno di squadra mostra i denti affilati dello squalo (e per i bookmakers è il nuovo favorito al titolo, 1.50 contro 3.25 nonostante il divario in classifica).
Vettel e la rossa – A Montreal si è parlato di vittoria buttata per la Ferrari. Vero in parte, ma tange meno di un’altra considerazione. Che dopo Montecarlo si temeva che la Red Bull fosse diventata la seconda forza del mondiale e prima di Baku c’è una rossa che costringe la Mercedes a stare oltre il limite fino al traguardo. Oltre agli aggiornamenti, la buona notizia è che ora le Pirelli funzionano anche col freddo, mentre prima la finestra di utilizzo ottimale era limitata a sporadiche congiunzioni meterologiche. La cattiva notizia è che, in zona soft con le sue varianti, la Mercedes continua a farle durare di più (ed era stato il lavoro principale dei tedeschi nei test precampionato). Per questo il muretto Ferrari ogni tanto prova a scombinare lo scenario con scelte azzardate (la doppia sosta di Montreal) che poi si rivelano essere più prudenti della concorrenza (perché farsi 46 giri sulle stesse tele è molto più rischioso). A Baku ci si attende un upgrade dal punto di vista della strategia, che corrisponde a una più calibrata consapevolezza della propria forza.
Red Bull e Raikkonen – Pareva che i bibitari avessero di nuovo messo le ali. Montreal è stata brusca battuta d’arresto ma il meteo insolito può avere zavorrato anche l’ottima aerodinamica di Newey. A Baku il menù è gustoso per chi cerca il riscatto: Ricciardo va in pista per dimostrare che farsi battere da un diciottene compagno di squadra è anomalia anziché prassi, Raikkonen per convincere gli scettici che non è ancora ora della pensione. Mescolate questi elementi e avrete probabilmente i nomi dalla terza alla sesta posizione della griglia di partenza.
Gomme – Se volete scommettere sulla F1, dovete farvi una cultura sulle Pirelli. Non tanto per comprendere le denominazioni e funzionalità delle varie mescole (e ci vuole già un pomeriggio dedicato), quanto perché comprenderne la finestra di utilizzo può valere un podio anche dentro una gara anonima (Bottas, terzo a Montreal, ha semplicemente copiato la strategia Mercedes e poi si è messo a sperare che non succedesse niente fino alla bandiera a scacchi). A Baku non ci sono precedenti, né riscontri. Perciò la strategia delle soste, che già decide i gran premi, sarà la chiave principale per i piazzamenti.
Secondo Bwin il favorito alla vittoria è Hamilton a 2.00, seguito da Rosberg a 3.50 e Vettel a 6.00 (e potrebbe essere la giornata del pilota Ferrari).






