Euro 2016: Ungheria, esordio vincente

L'Ungheria si prende il derby del Danubio contro l'Austria con le reti di Szalai e Stieber nel secondo tempo, festeggiando con una vittoria il ritorno agli Europei

Il derby del Danubio va a chi non ti aspetti: l’Ungheria piega la più quotata Austria 2-0 e festeggia nel migliore dei modi il ritorno agli Europei dopo 44 anni di assenza. E’ una vittoria targata Storck: il ct tedesco dell’Ungheria azzecca tutte le mosse. Tiene in campo Szalai, oscuro attaccante che nell’ultima stagione in Bundesliga non ha lasciato traccia (all’asciutto, nemmeno un gol), che trova lo spunto vincente proprio prima di uscire. E azzecca i cambi nel finale, Priskin e Stieber, che confezionano il 2-0 con l’Austria sbilanciata in avanti. Ed è proprio la squadra di Koller a deludere: inizia forte, regala il centrocampo ai magiari col passare dei minuti, va sotto di un gol e di un uomo con l’espulsione di Dragovic (dove è anche sfortunata, nella stessa azione Hinteregger aveva trovato il pareggio) e dimostra limiti nell’organizzazione di gioco. Arnautovic somiglia a Ibrahimovic solo quando si tratta di protestare e il 4-2-3-1 speculare delle due squadre non aiuta la partita a decollare. Più emozioni nella ripresa, con l’Ungheria che è più squadra e vede tutto girare per il verso giusto. Può così festeggiare anche il portiere Kiraly: diventa il giocatore più anziano in una fase finale degli Europei, superando Lothar Matthaus, e il suo pigiama grigio fa già tendenza nel continente.

Neanche si comincia che l’Austria scuote i legni: sinistro di Alaba, Kiraly battuto ma Ungheria salvata dal palo dopo 30 secondi. Squadre speculari, con il 4-2-3-1, e dopo una prima pressione austriaca sono i magiari a guadagnare campo anche senza essere mai davvero pericolosi nei pressi di Almer. Al 35′ è Yunuzovic a chiamare per la prima volta in causa di destro il decano di Euro 2016, Kiraly, che salva alla grande la porta ungherese. Arnautovic accende un pigro primo tempo con un paio di giocate di classe, al 40′ sfoggia un assist al bacio per Harnik che ci arriva in ritardo e a porta sguarnita si accartoccia su sé stesso mandando a lato. Dall’altra parte è Dzsudzsak che grazia l’Austria, spedendo sul fondo un diagonale davanti ad Almer su passaggio illuminante di Kleinheisler. Prima frazione di gioco che si chiude in un sostanziale equilibrio.

Nella ripresa ancora squadre bloccate, al 55′ l’Ungheria si affaccia dalle parti di Almer, che è bravo a deviare in angolo una gran botta di Dzsudzsak. Esce Junuzovic per un problema al ginocchio e al 62′ i magiari passano: pregevole giocata a due tra Kleinheisler e Szalai ed è proprio l’attaccante, che stava per lasciare il campo, a trovare la rete del vantaggio. Gli animi si accendono, l’Austria reagisce e due minuti dopo Hinteregger troverebbe il pareggio di sinistro da fuori area. Ma l’arbitro interrompe per un fallo di Dragovic, probabilmente fortuito, che gli costa il secondo giallo e l’espulsione. L’Austria si trova così sotto di un gol e di un uomo, reagisce in maniera scomposta e lascia praterie in contropiede che l’Ungheria sfrutta. Koller modifica il centrocampo con Sabitzer e Okotie. Al 70′ un preciso destro a giro di Nemeth viene tolto dall’angolino da Almer e in campo, per dare profondità e sponda alla manovra ungherese è entrato Priskin. L’Ungheria continua a gestire il pallone e il cronometro scorre. La partita la chiude all’86’ Stieber, appena entrato: palla recuperata da Priskin, contropiede e Almer è freddato da un preciso pallonetto. Ungheria in testa al girone, Austria rimandata.

AUSTRIA – UNGHERIA 0-2

AUSTRIA (4-2-3-1): Almer; Fuchs, Hinteregger, Dragovic, Klein; Alaba, Baumgartlinger; Arnautovic, Junuzovic (59’ Sabitzer), Harnik (77’ Schopf); Janko (65’ Okotie). All. Koller.

UNGHERIA (4-1-4-1): Kiraly; Fiola, Guzmics, Lang, Kadar; Gera; Nemeth (89’ Pinter), A. Nagy, Kleinheisler (79’ Stieber), Dzsudzsák; Szalai (68’ Priskin). All. Storck.

Arbitro: Clément Turpin (FRA)

Gol: 62’ Szalai (U), 87’ Stieber (U)