
Saint Denis per l’Italia era teatro di tabù da infrangere: non solo la Spagna, ma anche l’eliminazione ai quarti del Mondiale ’98 contro la Francia. Missione compiuta con una partita impeccabile per atteggiamento ed esecuzione tattica. Italia ai quarti, Spagna annichilita. Ed ennesima vittoria tattica di Conte, che stavolta batte Del Bosque piazzando Giaccherini a pressare su Piquè e comandando un pressing feroce che impedisce ai palleggiatori iberici di innescarsi, proprio come era successo con quelli belgi. Il Ct degli ormai ex campioni in carica le prova tutte: sposta Silva e Fabregas da una parte all’altra della linea mediana, rinuncia a Morata, cerca risposte a destra con Vazquez. Niente. Di fronte si è trovato un’Italia perfetta. Con gli azzurri nel 2008 era iniziato il ciclo d’oro iberico, contro gli azzurri nel 2016 probabilmente si conclude.
Il primo tempo è di gran lunga il migliore della gestione Conte, che fa fruttare ogni sua scommessa. Funziona tutto: De Rossi che ricicla palloni sulla mediana ed è efficace anche come organizzatore di gioco, De Sciglio e Parolo attenti in copertura, Giaccherini che spacca in due la corsia sinistra, Pellè è prezioso ed enorme nel gioco di sponda e nel segnare ancora durante il recupero, rebus per Ramos e Jordi Alba che non riescono a contenerlo fisicamente. Con i ‘bastardi’ della linea difensiva che riducono Iniesta, Silva e Fabregas a bambini che danno calci al pallone per la prima volta, è dominio azzurro. Se la Spagna non va sotto di un paio di gol lo deve solo a un gigantesco De Gea: sintomatico che il migliore in campo tra gli iberici sia lui. E’ un’Italia padrona del campo, nei tempi e nelle ripartenze. E se il punteggio rimane in bilico fino al novantesimo (e Buffon con un miracolo evita i supplementari) è solo perché manca un cannoniere di ruolo. Sintomatico che il gol iniziale sia di un difensore, ma questa squadra sta dimostrando che l’interpretazione tattica e mentale conta più dell’esecuzione finale. Unica cattiva notizia l’infortunio al ginocchio di De Rossi, che rischia di decimare un centrocampo già privo di Candreva e Thiago Motta, ammonito e squalificato per i quarti. Che saranno contro la Germania, altro tabù storico. Ma stavolta al contrario.
Conte va con De Sciglio a sinistra e Florenzi che sostituisce Candreva, mentre Del Bosque non cambia gli undici mandati in campo contro la Croazia, c’è Nolito nel tridente accanto a Silva e Morata. L’Italia inizia forte con De Rossi che lavora bene da regista e ha una prima grande occasione all’8′: punizione di Florenzi dalla tre quarti, stacco imponente di Pellè e miracolo di De Gea che la toglie dalla porta. Subito dopo Giaccherini in rovesciata coglie il palo ma è gioco pericoloso su Busquets. La Spagna, che inizialmente fatica a trovare spazi, mantiene il possesso palla e De Sciglio al 23′ è il primo cartellino giallo della partita. Al 28′ Sergio Ramos rischia l’autogol per spazzare una palla filtrante dalla sinistra, da dove partono sempre le azioni più pericolose dell’Italia. Che al 33′ passa: punizione velenosa di Eder, De Gea respinge, subentra Giaccherini che la tocca, Chiellini è il più rapido e la spinge dentro. Gli azzurri disinnescano Iniesta e Fabregas, la Spagna nel primo tempo non è mai pericolosa e il primo tempo si chiude con meritato vantaggio. Ed è ancora De Gea a salvare la Spagna su un destro di Giaccherini che al 44′ converge in area e batte a rientrare.
Aduriz è il primo cambio di Del Bosque al posto di un inutile Nolito. L’Italia continua a pressare alto ma la Spagna è più incisiva. Al 54′ staffetta tra Thiago Motta e De Rossi, problemi al ginocchio sinistro per il romanista. L’Italia potrebbe chiuderla subito dopo con Eder che brucia in velocità Piquè, si presenta davanti a De Gea e incredibilmente gliela spara addosso. Gli azzurri dilagano negli spazi che la Spagna concede a sinistra ma non sono precisi in fase di rifinitura e non chiudono la partita. Gli iberici producono la prima vera palla gol al 69′, tacco geniale di Iniesta per Aduriz che di sinistro spedisce a lato. Qui finisce la partita di Morata e a sorpresa entra Lucas Vazquez. L’Italia perde lucidità nella gestione del pallone in fase difensiva, Iniesta e Piquè da fuori area impegnano Buffon al 76′. Entra Pedro al posto di Aduriz, infortunato in un contrasto con Chiellini, va dentro Insigne a rilevare uno spossato Eder. L’assalto finale degli spagnoli produce Piquè che si ritrova davanti alla porta: è brivido all’89’, ma Buffon salva da campione. E subito dopo è ko: Pellè segna ancora in contropiede sfruttando un rimpallo su cross di Darmian. Italia ai quarti con enorme merito, il tabù Spagna è sfatato.
ITALIA – SPAGNA 2-0
Italia (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Florenzi (84′ Darmian), Parolo, De Rossi (54′ Motta), Giaccherini, De Sciglio; Éder (82′ Insigne), Pellè Allenatore: Conte
Spagna (4-3-3): de Gea; Juanfran, Piqué, Sergio Ramos, Alba; Fàbregas, Busquets, Iniesta; David Silva, Morata (70′ Lucas Vazquez), Nolito (46′ Aduriz; 81′ Pedro) Allenatore: Del Bosque
Arbitro: Cakir (Turchia)
Gol: 33′ Chiellini, 91′ Pellè









