Ci vogliono competenze. Bisogna sapere. Provate ad entrare in un bar per il primo caffè mattutino, o anche per il primo bianchino, si vous aimez, e cominciate a parlare di chi prenderà l’Inter. Troverete una sorta di tribunale inquisitorio che con ogni probabilità vi costringerà all’abiura. Persino la sciura cunt i bei tèt vi ammonirà ricordandovi che non c’è più Moratti, e che si deve rispettare il FPP.
Siamo ormai tutti pronti a snocciolare dati di bilancio senza probabilmente averne mai visto uno. E quando ci hanno detto che la cessione di Coutinho al Barcellona da parte del Liverpool per una barca di milioni avrebbe fruttato anche ‘a noi’ una qualche percentuale abbiamo esultato quasi come per una parata decisiva di Handanovic. Non vi dico quando abbiamo saputo che avremmo ceduto Joao Mario al West Ham in prestito oneroso: oltre a pagargli i 2.5 mlioni di ingaggio (più la commissione di Kia Joorabchian), The Irons verseranno nelle casse nerazzurre ben 1.2 milioni per il prestito. Ma vieni! Non dico che la gioia sia paragonabile a quella provata per un gol del portoghese visto che lo sciabattatore dai piedi nobili non ci ha dato modo di abituarci. E solo il cielo sa quanto abbiamo sperato che lo facesse.
Insomma, con queste premesse, tipiche del sai ma non sai, questa sessione invernale di calciomercato è iniziata avvolta da un alone quasi mistico.
Noto invece con piacere che, nonostante il nostro tipico mugugnare (in pubblico spieghiamo dei FPP e del pareggio di bilancio ma in privato non smettiamo di domandarci ‘ma perché solo noi? E il PSG allora’), qualcosa si sta muovendo.
Il centrale che Spalletti voleva a tutti i costi alla fine è arrivato. E il fatto che una squadra del calibro del Barcellona abbia lottato per fissare l’ammontare che l’Inter dovrà sborsare per l’eventuale riscatto di Rafinha a una cifra ritenuta congrua (35+3 milioni) mi fa ben sperare. Certo, è tutto da verificare nei fatti, per ora non sappiamo nemmeno se giocherà esterno destro oppure dietro la punta.
La cessione, seppur in prestito come dicevo, di Joao Mario ci permette di sperare che qualche cosa di importante possa essere fatto negli ultimi giorni. Sfumato Mkhitaryan (cosa vi avevamo detto?) si continua però a parlare di Pastore. E poi c’è la pista Sturridge e non solo.
Attendiamo fiduciosi. Ieri sera si è avuta la conferma che la Lazio vola, per ora, ma la Roma no. Come avevo scritto qualche giorno fa, l’avversaria da battere non è la macchina infernale che forse potrebbe essere.
Certo, con qualche buon innesto l’impresa sarebbe più agevole. Tra poco sapremo.