
L’Argentina fa sul serio e non perde tempo per dimostrare che anche quest’anno bisognerà fare i conti con lei. Era la sfida più succulenta della fase a gironi quella che metteva di fronte l’Albiceleste al Cile che l’anno scorso sollevava al cielo il trofeo alzato in finale proprio contro Messi e compagni. Il ct Martino decide di non rischiare Messi, ma ha tale qualità che dopo un primo tempo equilibrato, nel quale è il Cile a sfiorare il vantaggio con Alexi Sanchez, sfonda la resistenza cilena con un micidiale uno-due. Sono Banega e Di Maria a firmarlo, gol e assist per entrambi, tra il 51′ e il 58′. Trovato il vantaggio, l’Argentina amministra e soltanto un’uscita bislacca di Romero nel recupero permette al Cile di accorciare con Fuenzalida. L’Argentina vola in testa al girone e vendica la finale persa nell’edizione 2015.
Ma è Panama a regalarsi un sogno e un pezzo di storia. A Orlando, all’esordio assoluto nella Copa America allargata, fa non solo una gran bella figura ma anche risultato pieno. Lo firma, con una doppietta, Blas Perez, trentacinquenne giramondo (attualmente a Vancouver nella MLS) che prima porta in vantaggio i suoi dopo 11 minuti, infine trova lo storico gol della vittoria a tre minuti dal fischio finale. La Bolivia continua a litigare con la fase a gironi della Copa, trova il pareggio al 54′ con Arce che coincide col suo momento migliore, ma i suoi sogni di qualificazione rischiano di naufragare subito nel diluvio del Camping World Stadium.
Nella notte sarà già tempo di bilanci: per gli Stati Uniti vietato sbagliare contro Costa Rica, mentre la Colombia cerca già la qualificazione contro il Paraguay.
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