Serie A, le ipotesi per concludere la stagione

Serie A, le tre ipotesi per la conclusione della stagione con regular season e playoff che potrebbero lasciare spazio alle Final Eight

Anche il basket italiano sta cercando strade più o meno tortuose per salvare la stagione o, per dirla più correttamente, portarla a termine per evitare che le società rischino di sparire. Alcune fonti come la Gazzetta dello Sport avevano riportato che la Lega si era data come ultimo termine il 16 maggio per la ripresa degli allenamenti e possibilità di ripartire dopo due settimane, oltrepassato il quale si sarebbe presa in considerazione l’ipotesi di cancellare il resto della stagione. Sono successivamente emerse tre ipotesi che andranno studiate a seconda dell’evolversi degli eventi. Il tutto è naturalmente anche legato alle coppe europee, che probabilmente dal punto di vista dell’organizzazione e della logistica rappresentano difficoltà ulteriori e non aggirabili visto che si fatica a immaginare come possano circolare da un paese all’altro atleti, arbitri e addetti ai lavori nei prossimi mesi.

Ripartenza il 18 aprile

Si conclude la regular season con il campionato programmato ogni tre giorni con scadenza il 2 giugno. I playoff inizierebbero il 4 giugno con la formula dei quarti in 3 partite e finale al meglio delle 5, per concludere la stagione il 30 giugno.

Ripartenza a fine aprile

Se dovesse slittare la ripartenza, si cercherà comunque di completare la regular season e comprimere i playoff. In questo scenario si ipotizza che la fase a eliminazione diretta abbia lo stesso formato delle Final Eight di coppa Italia, anche se non è stato specificato se in gara secca o al meglio delle 3.

Ripartenza il 16 maggio

Se si dovesse ripartire più tardi, come è probabile, la regular season verrebbe congelata al termine del girone di andata in modo da creare uniformità per creare un tabellone playoff a 16 squadre, primo turno da giocare il 13 maggio al meglio delle 3 partite e formula delle Final Eight con partita secca dal 19 al 22 giugno.

Giocatori e palazzetti

Esiste la consapevolezza da parte della Lega che se si ricominciasse a giocare i roster delle squadre sarebbero molto diversi da quelli che si vedevano al momento della sospensione, perché ad alcuni giocatori sono stati rescissi i contratti ed altri sarebbero impossibilitati a rientrare in Italia. Allo stesso modo esistono due correnti di pensiero contrapposte per quanto riguarda la ripresa. Alcune società vorrebbero evitare di giocare a porte chiuse per non perdere una parte importante dei propri ricavi che sono legati al botteghino, altre ritengono che l’unico modo per ricominciare a giocare il prima possibile sia rinunciare ai tifosi per restituire intrattenimento al pubblico e contribuire a riportare un clima di normalità.

Coppe europee e retrocessioni

Il formato potrebbe variare ulteriormente nel caso in cui le coppe europee dovessero riprendere e in base al cammino di Milano, Virtus Bologna e Venezia che sono ancora impegnate. Non è stato specificato se e con quale criterio verrebbero stabilite le retrocessioni.