Serie A, studio sulle statistiche individuali

Basket serie A dati statistici individuali, uno studio per capire come al contrario dei numeri di squadra i giocatori con le cifre migliori spesso non appartengono ai club di vertice

Basket serie A dati statistici individuali – La scorsa settimana abbiamo analizzato come in questo momento nel nostro basket siano le squadre più prolifiche offensivamente ad avere i risultati migliori in campo e in classifica. Aggiorniamo il raggio di azione statistico alle cifre individuali per completare l’esame.

Basket serie A dati statistici individuali, miglior marcatore – Finora l’attaccante più prolifico della serie A è Amath M’Baye di Brindisi, unico a segnare oltre venti di media a partita, 20.7. E’ seguito da Marcus Landry di Brescia a 19.4 e DJ White di Torino, che è stato il migliore marcatore nella fase iniziale del girone di andata, con 18.9. Per trovare un giocatore di una delle prime cinque squadre del campionato bisogna scendere al quinto posto con Pietro Aradori a 17.7. Tra i primi dieci ce ne sono solo tre di squadre di vertice. All’ottavo posto Della Valle a 16.7 e al nono Joe Ragland di Avellino con 16.6. La Grissin Bon è l’unica ad averne due nella top ten. Per trovarne altri due della stessa squadra bisogna scendere al dodicesimo e tredicesimo posto con Watt e Sosa di Caserta a 16 e 15.8. Le squadre che comandano la classifica non portano in questo momento i loro giocatori ad avere le cifre migliori nella produzione offensiva.

Basket serie A dati statistici individuali, percentuali da due – Quando entriamo nell’ambito delle percentuali il discorso cambia, anche se non completamente. Un’organizzazione di squadra più efficiente può togliere tiri e punti agli attaccanti più prolifici, ma migliorare le percentuali degli specialisti. Per esempio Jamel McLean di Milano sta tirando con il 68.9% da due dietro a Norvel Pelle di Varese che è al 75.6%. Ma sono anche gli unici due ad avere tirato meno di 50 volte dentro l’area. Al terzo posto c’è Fesenko di Avellino al 66.7% e quarto Cervi di Reggio Emilia con il 65.2%. Lo stesso Watt di Caserta è ottavo con il 60.9%. Anche qui, sei giocatori tra i primi dieci di questa classifica non appartengono alle prime cinque squadre del campionato.

Basket serie A dati statistici individuali, percentuali da tre – I primi due specialisti dell’arco, Cinciarini di Caserta e Adonis Thomas di Avellino, tirano con il 62.1%  e il 53.1% e appartengono effettivamente a squadre di vertice. La Sidigas, che dall’arco costruisce parte delle sue fortune, nei primi dieci porta anche Marques Green con il 47.2% e Levi Randolph con il 45.8%. Reggio Emilia, altra squadra i cui esterni tirano molto da lontano, ha Amedeo Della Valle che tira con il 46.2%. Per percentuali è settimo, ma è anche l’unico ad averne tentate più di 60 e l’unico ad averne mandate a bersaglio 30 tra i primi trenta della classifica. Più ci si allontana dal canestro e più le spaziature e l’organizzazione offensiva costruisce buoni tiri.

Basket serie A dati statistici individuali, percentuali ai liberi – E’ una statistica che non dipende dal tipo di squadra in cui giochi, anche se l’aspetto emotivo è fondamentale quando vai sulla linea. Però avere delle mani educate aiuta. Reggio Emilia ha Aradori che sta viaggiando a un incredibile 39/40 e Della Valle che è quarto con 30/32. E’ una delle chiavi della Grissin Bon che vince (ad eccezione di quella di Brescia) le partite in volata. Avellino ha Ragland sesto con il 90.9% e Milano Raduljica all’ottavo con l’87.5%. In questa classifica trovate anche alcuni dei migliori marcatori, come Landry (settimo) e M’Baye (nono), e non è un caso.

Basket serie A dati statistici individuali, rimbalzi – Dove non conta la capacità di fare canestro ma il posizionarsi vicino canestro, ecco sparire ancora dai primi dieci nomi che appartengono a squadre di primissima fascia. Il migliore rimbalzista del campionato è Jarrod Jones di Pesaro, unico in doppia cifra a 10 di media. Torino ha due giocatori nei primi cinque, Washington e White, Varese due, Anosike e Pelle. Si tratta in larga parte di specialisti o di giocatori che stanno in squadre con una spiccata tendenza difensiva (Jefferson di Trento al quinto posto) o a giocare un alto numero di possessi e quindi aumenta la quantità di cuoio che rimbalza sui ferri, come la Fiat.