
Nel titolo manca un ‘soprattutto’ o qualcosa del genere. Ma non sapevo dove metterlo, così invece mi piace.
Ci sforziamo di trovare un senso anche in quella parte della nostra vita che riguarda il tifo. Questa necessità di trovare concretezza in qualcosa che per sua natura è pura evanescenza è paradossale. Irrinunciabilmente insostenibile.
Specialmente per gli interisti.
Domani a San Siro si gioca Inter – Torino. La beneamata ci arriva malissimo, al contrario del Toro. E’ una sfida delicata e molto difficile.
Servirebbe una prova di nervi, come ama dire Beppe Bergomi. Qualcosa che l’Inter è riuscita a fare molte volte ma non è certo una soluzione a problemi strutturali. Al massimo è una pezza, quando va bene.
Una vittoria, anche conseguita in Southampton style, sarebbe vitale. Per non sprofondare in un baratro dal quale sarebbe molto difficile uscire. Qualcosa su cui puntare con tutte le forze, tutti insieme. Dalla Cina alla Pinetina.
Invece, scrive oggi la Gazzetta dello Sport, i nerazzurri ci arrivano con un Frank de Boer già delegittimato: “All’olandese potrebbe non bastare la vittoria domani sera contro il Torino. La società sta lavorando già a un futuro oltre l’allenatore: il ventaglio dei sostituti è ampio”.
Sarà vero? Importa che lo sia?
Dopo la conquista del quarto posto (miglior risultato degli ultimi cinque anni), il ritorno in Europa, l’entrata in scena di Suning e il conseguente mercato milionario sentir parlare di traghettatore in ottobre … è insostenibile. Con la Juve in testa e soprattutto il Milan secondo!
Tutto è nato in estate, quando per sostituire lo scontento Mancini si è puntato su un allenatore senza esperienza nel campionato italiano. Una scelta difficile da coniugare con gli investimenti fatti per allestire una squadra competitiva.
Puntare su un tecnico di prospettiva ci può anche stare. Personalmente la ritengo una scelta più sensata dell’usato sicuro ma perdente nato, o abituato a piazze di provincia. Però con 100 milioni a disposizione per il mercato, e pare che sia solo l’inizio, forse c’erano anche opzioni più sicure, di alto profilo, anche per la panchina.
Il tulipano non convince, e non da oggi. Non si evocano dolci natalizi ad agosto se non si hanno dubbi. Ma anche la strategia societaria non convince. Mi aspettavo qualcosa di meglio, anche considerando la gestione del caso Icardi.
Esonerare Frank de Boer sembra l’unica soluzione, anche se non sono convinto che sia la migliore. Ma il traghettatore non è una risposta seria. Anzi, il traghettatore del traghettatore. Nel contratto pare che sia prevista, da parte della società, la possibilità di terminare l’accordo dopo un solo anno.
L’ombra di Simeone. La stessa che ha contribuito a far venire il mal di pancia a Mancini.
Che senso ha prendere un nuovo allenatore adesso senza puntarci sul serio? E’ necessario sgombrare il campo da tutte le ombre possibili. Fare scelte chiare e programmare. Se ingaggi un allenatore per guidare una squadra non costruita per lui, che non conosce il calcio italiano, che non conosce la lingua, perché non si è pronti ad accettare le possibili complicazioni come parte di un percorso?
Forse perché la scelta è stata avventata. “Proviamo e vediamo”.
Non penso che l’ex Ajax sia un cattivo allenatore, anche se l’eventualità di un esonero così precoce potrebbe compromettere la sua immagine di potenziale tecnico di alto profilo. Penso che probabilmente sia bravo ma che sia stato catapultato in una realtà sconosciuta e quasi abbandonato al suo destino.
La società ha dichiarato di puntare sui giovani. Bene, ma ci sono dei rischi, bisogna armarsi di santa pazienza e insistere. Avrebbe senso applicare il concetto a tutto campo, se ci si crede davvero. La situazione però è peggiorata così velocemente che sarà difficile fermare il carrozzone di quelli che vogliono la testa di Frank.
Due anni fa, più o meno di questi tempi, Mazzarri fu cacciato a furor di popolo. Arrivò Mancini e la squadra concluse il campionato all’ottavo posto. Per non dimenticare.









