Fenomenologia di De Laurentiis: tra pazzia e genialità

De Laurentiis Higuain Juve, parla il presidente – Come si interpreta la figura di Aurelio De Laurentiis nel mondo del calcio contemporaneo? Un proprietario che trascina in dodici anni il Napoli dal fallimento a seconda forza del calcio italiano deve avere per forza in sé un pizzico di genialità imprenditoriale. E allo stesso tempo è sulla bocca degli appassionati per le sue critiche costanti, le sue uscite irruente, la sua apparente vulcanicità e la sua conduzione a carattere familiare delle aziende. Quella del cinema e quella del calcio. Lo ha fatto di nuovo, parlando del futuro del calcio europeo, in Inghilterra. Ed è partito da lontano, o meglio da vicino, tornando su Higuain.

De Laurentiis Higuain Juve, la ferita – ‘Higuain è un grande giocatore, ma non puoi trattenere un giocatore contro la sua volontà se nel suo contratto esiste una clausola rescissoria. Non mi aspettavo che fosse la Juventus a offrire quella cifra. E’ stata una novità e non è stata elegante dal nostro punto di vista.’ E’ evidente che la ferita è aperta. E che De Laurentiis parla da padre ferito dall’abbandono di un figlio che non si aspettava di vedere partire da casa. E’ sport, è business e lui stesso dice che è inevitabile, se arriva qualcuno con una vagonata di milioni e non puntandoti una pistola alla tempia. Si potrebbe discutere sul fatto che non sia stato elegante e ricorderete le polemiche con il fratello Nicolas, procuratore del Pipita. Ma vale più la pena ricordare che dopo una cessione in attacco, De Laurentiis ha sempre reagito e lo ha fatto bene: ceduto Cavani al Psg, dentro Higuain. Via Higuain, dentro Milik. Azione e reazione. Non basta per vincere quando davanti hai chi ha più soldi e più giocatori, ma basta per rendere Napoli la seconda forza in Italia.

De Laurentiis Higuain Juve, i procuratori – In questa visione paternalistica e accentratistica del calcio, è fisiologico che l’attacco successivo sia contro i procuratori. ‘Sono il male del calcio. Nel cinema sono gli attori a pagare i loro agenti per fargli trovare lavoro’. Chiaro il riferimento a Raiola, che aveva dichiarato che De Laurentiis avrebbe dovuto fare un regalo a Pogba con il quale la Juve si è finanziata Higuain. Per il presidente del Napoli anche i colossi dell’abbigliamento sportivo sono causa di malessere, visto che monopolizzano i diritti d’immagine dei giocatori. ‘Se io pago un calciatore anche solo 80 euro, poi voglio gestire tutte le sue prestazioni’. E’ una visione d’insieme che stride con la realtà, con un modo moderno e liquido di fare calcio nel quale comunque De Laurentiis è immerso. Con il quale viene a patti, con profitto.

De Laurentiis Higuain Juve, stadio – Curiosamente però, il tasto batte verso un ritorno al calcio che fu, senza multinazionali, senza procuratori, con giocatori fedeli e attaccati alla maglia, solo su certi versanti. Su altri l’apertura è totale. Come per esempio il discorso dello stadio. Che De Laurentiis non a caso vede come un grande cinema all’aperto. ‘Vorrei un impinanto da 20000 posti. Un gioiello all’interno del quale regalare 5000 biglietti gratis ai tifosi che non possono permettersi il biglietto. Ma il Comune di tasca sua sullo stadio non vuole investire’. Ora c’è un’evidente stortura, sia pure nell’intento nobile, nel concetto di regalare biglietti a chi non può permetterselo. Immaginate se Ferrero (en passant presidente Sampdoria) regalasse biglietti a chi non può permettersi di andare nei suoi cinema per un film prodotto da De Laurentiis. Non è che il presidente del Napoli la prenderebbe proprio bene.

De Laurentiis Higuain Juve, Champions – Ed ecco un’altra stortura, riguardo a come gli piacerebbe la Champions League. ‘Servirebbe un vero e proprio campionato europeo per club, con tutte le squadre migliori di Italia, Germania, Spagna, Francia e Inghilterra. Oggi dipende tutto dal sorteggio: se sei fortunato vai avanti, altrimenti fuori. Un torneo più strutturato svelerebbe qual è la squadra più forte‘. Vero. Come è vero che creerebbe, e creerà, una frattura tra chi ha più soldi e ne guadagnerebbe ancora di più, e chi ne ha meno. Esattamente tornando al punto iniziale, ovvero che Higuain va via da Napoli perché la Juve gli offre più soldi e più prospettive di vittoria. Ora qui il punto della storia è che il Napoli è una società che non genera perdite, tra le poche a posto con il bilancio. Quindi dal punto di vista di un imprenditore è un modello da seguire. Ma la percezione interna può andare a braccetto con quella esterna, ovvero di tifosi e addetti ai lavori? Vediamo.

De Laurentiis Higuain Juve, prospettive – De Laurentiis ama parlare a briglia sciolta, come si fa al bar. E fa di testa sua, quando può. E’ vero che ha portato il Napoli dalla posizione 550 del ranking europeo alla sedicesima. E che è diventato la seconda forza della serie A. E lo ha fatto con questo modo di fare, più che di interpretare, il calcio. Ma è anche vero che è arrivato a una pericolosa soglia nella quale non può più andare avanti senza immergersi nelle dinamiche che contesta apertamente. E il bivio è ancora più pericoloso: perché tifosi e opinione pubblica apprezzano i risultati quando ne condividono il progresso (dai dilettanti al secondo posto in campionato), ma vivono come una sconfitta anche il semplice mantenersi sugli standard di eccellenza (perché non è più ‘diventare secondi’, si trasforma in ‘non riuscire a vincere’). E infatti è andato incontro a contestazioni da parte dei tifosi che non riesce a capire, perché il suo punto di vista si scolla da quello degli altri. E’ il risultato implicito di un’inflazione della serie A nella quale chi domina diventa sempre più forte e le altre sempre meno competitive. E non a caso il Napoli si è inserito in una posizione che si è resa libera con l’eclissi delle squadre milanesi e gli alti e bassi della Roma. Vedremo se sarà De Laurentiis a cambiare il calcio (difficile) o se sarà il calcio moderno a mitigare certe idee di De Laurentiis (probabile).