
Ci avessero detto venti anni fa che i destini della tua squadra del cuore erano legati alla parola “plusvalenza”, avremmo fatto fatica. E invece buona parte delle nostre preoccupazioni estive, soprattutto entro la fatidica scadenza del 30 giugno, riguardano proprio la capacità di piazzare giocatori improbabili a prezzi incredibili, in modo da sistemare il bilancio e avere poi la possibilità di fare vero mercato.
Non a caso, le plusvalenze sono cresciute dell’85% in 12 mesi, da 376 a 693 milioni di euro, con vantaggi diffusi e favori scambiati. Poi c’è chi come la Roma si affretta a liberarsi di Salah e Rudiger per 80 milioni e chi saccheggia il proprio settore giovanile facendo anche affidamento sulla disponibilità di club compiacenti.
Così succede che la Juventus offra 20 milioni per la stella russa Golovin e sempre per 20 milioni piazzi Mandragora all’Udinese, con diritto di riacquisto già fissato a 24. Una comica, da qualunque lato si provi a osservare la questione, visto che il club di Pozzo non è esattamente il PSG e 20 milioni solitamente li spende per 5 giocatori, non per uno peraltro ancora sconosciuto ai più. Mentre Lorenzo Pellegrini venduto al Sassuolo a 1.5, aveva la recompra a 10. Cioè più di 5 volte. E quest’anno Tumminello (3 gol in Serie A ma pochissime apparizioni per la rottura del legamento), ceduto a 5 con recompra a 13. Una roba forse leggermente gonfiata ma dignitosa.
La moda dell’anno è comunque quella di scambiarsi giocatori della Primavera a cifre improponibili. Solo la scorsa stagione in Serie A sono stati venduti 16 Primavera per 45 milioni, giovani che poi hanno giocato in Serie A appena 353 minuti.
Uno di questi è Bettella, che l’Inter ha appena ceduto all’Atalanta per 7 milioni, più di quanto ad esempio la Roma abbia pagato Ante Coric. Percorso opposto dodici mesi fa per Bastoni, in nerazzurro per 10 milioni ma rimasto in prestito a Bergamo. In totale, Suning nel 2017 ha collezionato 33 milioni di plusvalenze. Non male.
Ma le anomalie sono diffuse nella Serie A: il Genoa che vende Perin a 12 e sempre per 12 stava comprando Radu ed Emmers, il primo una ventina di presenze in B, il secondo 0 (oltre a Odgaard venduto a 5.5).
E meno male che nelle nuove regole del FFP dell’1 giugno 2018 c’era anche specificato: “Stop anche ai trasferimenti ai club ”amici” per fare plusvalenze e ridurre il deficit: la cessione ”supervalutata” verrà comunque iscritta a bilancio col valore di mercato, in caso di cifre folli”.




