
Probabilmente, alla lunga, l’ordine delle cose sarà ristabilito e Milano e Venezia si riapproprieranno del fattore campo finendo per avere la meglio rispettivamente su Brescia e Trento. Probabilmente. Stasera intanto gara2 al Forum.
Certo è che i verdetti delle prime due (bellissime) partite di semifinale hanno lasciato interdetti molti addetti ai lavori. La Germani è passata al Forum col piglio della grande squadra, rimanendo avanti 35 minuti su 40 e contenendo nel finale la riscossa dell’EA7. Stessa autorità esibita 24 ore più tardi dalla Dolomiti Energia, che non si è fatta spaventare dal calore del Taliercio e dai fantasmi dell’ultima finale scudetto e ha battuto la Reyer a domicilio. Gara2 domani sera, sempre a Mestre.
Vittorie per certi versi inattese e che sovvertono il fattore campo ma occhio a parlare di miracoli o di imprese, perché qui si rischia di falsificare la realtà. Comunque vadano queste semifinali, Trento e Brescia rappresentano la faccia bella e fresca della nostra pallacanestro. Realtà imprenditoriali solide al servizio di club moderni, giovani, in crescita, che non hanno paura di innovare ma non fanno mai il passo più lungo della gamba. Squadre capaci di assorbire le delusioni e di ripartire, con lo spirito di chi sa che il lavoro in palestra alla fine paga e che non sarà certo un episodio negativo ad arrestare un processo di crescita programmato nel tempo con coscienza.
Così Brescia lo scorso anno ha conosciuto un avvio di stagione complicatissimo ma ha confermato squadra e staff tecnico e poi ha sfiorato i playoff, da matricola, cedendo all’ultima giornata a Pistoia anche per colpa dei tanti problemi fisici. L’avvio di questo campionato è stato sensazionale, nove vittorie di fila e largo primato in classifica. Il sogno della Germani si è interrotto negli ultimi minuti della finale di Coppa Italia, persa al fotofinish con Torino ma mentre la Fiat paradossalmente si è spenta quel giorno a Firenze, la Germani è ripartita dal Mandela Forum più consapevole e incazzata, chiudendo al terzo posto la regular season. Poi, il tutt’altro che semplice 3-0 a Varese e il colpaccio del Forum.
La storia di Trento non è tanto diversa. Realtà che in Serie A si è consolidata stagione dopo stagione, fino allo scudetto accarezzato e poi svanito al termine della scorsa stagione. Ridimensionamento? Smobilitazione? Sfascio? Cavallette? Peste bubbonica? Macché, si riparte, per un’altra avventura, con qualche interprete nuovo ma funzionale al sistema della Dolomiti Energia. Che ha sofferto un avvio di campionato negativo, tanto che la Final Eight di Coppa Italia l’ha vista in televisione, ma che ora è reduce da 15 vittorie nelle ultime 18 uscite, un ruolino di marcia spaventoso soprattutto per chi Trento la deve affrontare. Avellino ha già pagato, Venezia è sotto 0-1 contro una squadra che impressiona per coraggio, faccia tosta e organizzazione di gioco.
Andrea Diana e Maurizio Buscaglia, tra gli artefici principali di due realtà che al momento illuminano la pallacanestro italiana. Persone “normali” e preparate, che non lesinano un sorriso e sanno gestire ambiente e squadra senza psicodrammi. Professionisti che conoscono la pallacanestro e che sanno stare al mondo.
Vinca il migliore, certo. Ma lunga vita a Trento e Brescia…









