
Nella notte NBA LeBron James ha eguagliato un altro record di Michael Jordan. A metà secondo quarto, nel corso della partita vinta dai Cavs a Charlotte, LBJ ha inchiodato a canestro un alley oop alzato da J.R. Smith e toccato dieci punti. Una soglia toccata per 866 partite di fila, proprio come MJ, e come si dice in America il tassametro corre. Curioso che l’aggancio a Jordan sia arrivato nella serata in cui LeBron affrontava la squadra di cui l’ex fuoriclasse dei Bulls è presidente.
“Ogni volta che il mio nome viene menzionato insieme a quelli dei migliori – ha commentato a fine partite l’asso dei Cavs – per me è un altro traguardo nella mia carriera che mi permette di apprezzare appieno quello che sono stato capace fin qui di fare. Non riesco neppure a spiegare come ci sia riuscito. Non scendo in campo ogni sera con l’obiettivo di fare almeno 10 punti: è qualcosa che viene da sé, è funzionale al mio gioco”.
Il podio dei giocatori con più doppie cifre consecutive nella storia NBA vede il nome di Kareem Abdul-Jabbar (787) al terzo posto, dietro a James e Jordan: tra i giocatori in attività ci sono anche James Harden a 257 e DeMarcus Cousins a 162. Un risultato che LeBron James ha conseguito nel 99.3% delle gare giocate nel corso della sua carriera mentre la sua media punti (27.4) rimane inferiore a quella di MJ (31.7). “Ho scelto il 23 per via di Michael, penso di essermi innamorato della pallacanestro grazie a quello che è stato capace di fare. Quando lo vedevo giocare, era come vedere un dio. Non pensavo che un giorno sarei potuto essere come lui”.
Il pubblico di Charlotte ha salutato col coro “MVP, MVP” l’uscita dal campo di LeBron, autore di 41 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, 14/26 dal campo e 5/10 da tre: “Quei cori sono stati incredibili. Quando avrò chiuso la mia carriera, questi sono i momenti che vorrei rivivere e che non potrò più fare, per cui non voglio assolutamente darli per scontati, soprattutto per il fatto che accadono in trasferta”.
La chiosa è arrivata da Larry Drew, coach ad interim dei Cavs in attesa che torni Tyronn Lue. “MJ aveva più talento ma la combinazione di fisico, velocità e potenza di LeBron non si è mai vista prima. È qualcosa di diverso da tutto, ma se c’è qualcosa in comune tra questi due campioni è il loro desiderio di giocare sempre al massimo”.







