Addio a Emiliano Mondonico, gentleman della panchina

Il calcio italiano perde anche Emiliano Mondonico, sconfitto da un tumore a 71 anni, simbolo del calcio di provincia degli anni ottanta e novanta

Il calcio italiano è di nuovo in lutto. Dopo la tragedia di Davide Astori, un tumore si è portato via Emiliano Mondonico, 71 anni, simbolo di una certa idea di calcio e di stare in panchina tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. La battaglia contro il cancro era durata a lungo, sette anni nei quali aveva subito quattro interventi chirurgici, l’asportazione di una massa tumorale di sei chili, un rene e una parte di intestino. Aveva di recente parlato della propria determinazione nel combattere la malattia e della possibilità, stimata intorno al 30%, che una nuova forma tumorale si ripresentasse. E’ successo e Mondonico non è riuscito a vincere questa ulteriore battaglia.

Chi non è più giovanissimo, ma nemmeno stagionato, lo ricorda con i suoi baffi neri come un simbolo del calcio di provincia in grado di togliersi tante soddisfazioni. Come all’Atalanta, che aveva allenato due volte. La prima tra il 1987 e il 1990, portandola a una storica semifinale di Coppa delle Coppe arrendendosi solo allo strepitoso Malines di quei tempi. La seconda tra il 1994 e il 1998. In mezzo l’esperienza al Torino, con cui raggiunse la finale di coppa Uefa nel 1991-92, dopo avere battuto il Real Madrid in semifinale, sconfitto dall’Ajax dopo il 2-2 dell’andata al Delle Alpi e dallo 0-0 di Amsterdam reso per sempre celebre dalla sedia alzata in segno di protesta contro le decisioni dell’arbitro Petrovic.

Tante altre esperienze in panchina dalla Cremonese al Como passando per Napoli, Cosenza e Fiorentina. Le ultime esperienze tra il 2009 e il 2012 all’Albinoleffe e al Novara, quando il male aveva già iniziato a condizionare la sua vita professionale e privata.

By . The original uploader was Ago76 at Italian Wikipedia (Transferred from it.wikipedia to Commons by Ago76.) [Public domain], via Wikimedia Commons