
A me la Roma di Crotone non è piaciuta, scusate se vado controcorrente rispetto al fiume di buonismo che è tornato a ricoprire la Roma. Rispetto a qualche settimana fa, insomma, è solo cambiato il liquido: colore e l’olezzo.
Si attendevano risposte da chi il campo finora l’ha visto poco e male e queste risposte non sono arrivate: Brunetto Peres ha scorrazzato su e giù per la fascia destra senza costrutto ma anche senza amnesie clamorose. Gerson si è sbattuto come sempre ma con efficacia relativa: forse è il ruolo di esterno destro che non fa per il brasiliano, impreciso in alcune occasioni, approssimativo in altre. Infine, ultimo ma ultimo, Gonalons. La sosta per l’infortunio non l’ha migliorato: il suo ritmo rimane compassato, gli appoggi elementari o sbagliati, l’interdizione intermittente. Al punto che Danilo De Rossi è tornato, nell’immaginario collettivo, pedina insostituibile del centrocampo romanista del 2018.
Se poi qualcuno sperava di tornare da Crotone con qualche notizia confortante in arrivo da Silva e soprattutto da Schick, sarà rimasto deluso quanto Walter Zenga al 94’. Il terzino argentino non ha ancora messo piede in campo per dare un minuto di riposo a Kolarov, il ceco è tornato in fondo alle rotazioni di Di Francesco, che anche nel giorno dell’indisponibilità di Perotti, gli ha preferito Gerson prima e Under poi. E chissà se a disposizione ci fosse stato Defrel.
Quanto al campo, della Roma è stata elogiata la ritrovata impenetrabilità difensiva: in realtà io ho visto una squadra, soprattutto dietro, molle e distratta. Un’autorete sfiorata da Kolarov, il consueto disimpegno harakiri di Fazio, due o tre alleggerimenti poco convinti e che hanno aperto il campo al Crotone, che al minuto 83 ha tirato due volte a colpo sicuro a un metro dalla porta. Avesse segnato Simi, la Roma come avrebbe vissuto gli ultimi dieci minuti?
Il miracolo di Alisson su Trotta ha preservato la porta giallorossa ed evitato guai peggiori ma quando sento parlare di retroguardia accorta e difesa solidissima, mi viene in mente una squadra diversa da quella vista domenica. Da Crotone, in ogni caso, la Roma torna con 3 punti di incredibile importanza. Lazio e Inter ancora a distanza, terzo posto più vicino. E allora che importa se Fazio prova il dribbling da ultimo uomo? Occhio però.
Tra due settimane il rossoblu di Trotta e Stoian diventerà quello di Verdi e Palacio. Per non parlare dei rossoblu che attendono i giallorossi quattro giorni più tardi…







