Umiliati e offesi

Ai tifosi dell'Inter la Cina sembra troppo lontana e disinteressata ai destini della loro squadra del cuore

Il popolo nerazzurro è sul piede di guerra. Un primo deciso attacco è stato sferrato al profilo Instagram di Steven Zhang. Riportare il link è la cosa più utile in questi casi. Alcuni di voi presumo che saranno tentati di fondersi alla marea montante, riversando la propria goccia di soda caustica sul rampollo del patron nerazzurro; forse nella speranza di corrodere la dura scorza di questa famiglia cinese che sembra senza cuore.

A me sinceramente questa voglia non viene. Anzi, ammetto di aver sottovalutato il fenomeno. Come tutti sono deluso perché, pur non avendo grandi aspettative, non pensavo a un mosciume del genere. Ma nemmeno alla rivolta.

La rosa di Spalletti in effetti potrebbe essersi addirittura indebolita dopo la sessione invernale di mercato. Eppure i tifosi l’hanno attesa a lungo, sopportando quasi due mesi di risultati deludenti, e mai facendo mancare il loro apporto alla squadra.

Nagatomo, il pupillo dello Zio Bergomi, non stava più giocando e Joao Mario lo stava facendo poco e male. Dei due innesti però, uno non giocherà, si spera, mai, e l’altro è un punto di domanda. Se Rafinha non si rivelasse utile, ecco che l’Inter sarebbe riuscita nell’impresa quasi impossibile di indebolirsi.

Per noi lo Jiangsu Suning è una caccola priva di storia e significato. Ma per loro, i padroni cinesi, no. Per noi è scontato pensare che il club minore dia a quello maggiore uno come Ramires (anche se è tutto da dimostrare che sarebbe stato all’altezza) mentre magari da quelle parti si chiedono come mai, visto che il grano lo mettono loro, l’Inter non manda Perisic a Nanchino.

Lo so che è difficile. Credetemi. Ma è la realtà. Non è questo infatti che mi stupisce.

Mi stupisce che un colosso del genere, guidato da uno che si è fatto da solo, quindi uno che non è mica un pirla, non abbia compreso fino in fondo la realtà che si trova a gestire. I risultati avrebbero anche potuto essere gli stessi ma la comunicazione andava gestita: per il bene di Suning oltreché dell’Inter.

Così non va. Ripeto, capisco tutto: il FPP, i problemi di politica interna. Ma se si investe così tanto le modalità di gestione non possono essere queste. II fatturato in crescita è un fatto molto positivo (anche se, dicono gli esperti, che nel 2018 potrebbe calare), ma l’Inter è una squadra con una grande storia e milioni di tifosi. Non si può pretendere che siano tutti abbonati al Sole 24 Ore.

Il momento è quello che è: la squadra non vince più, il Milan, dopo le gioie che ci ha concesso a Benevento, sembra di nuovo in carreggiata e non più così stupendamente distante. Il Corriere della Sera parla di una possibile cessione di Mauro Icardi in estate.

Un mercato del genere non può passare senza colpo ferire.

L’altro giorno mi era bastato poco per vedere il bicchiere mezzo pieno. Oggi per provare le stesse sensazioni ce ne vorrebbe uno pieno fino all’orlo, e di roba pesante. Gamma Glutamil Transferasi permettendo.

Faccio un appello affinché almeno Spalletti, che è l’unico che ci può salvare, venga risparmiato dalla contestazione. E dimostriamo, almeno noi tifosi, di essere da Inter.

Amala.