Invenduta la maglia di Geoff Hurst, la 10 dei mondiali del 1966

La mitica maglia numero 10 indossata da Geoff Hurst durante la storica finale dei mondiali del 1966 è rimasta invenduta in un'asta tenuta da Sotheby’s.

Nessuno ha voluto comprare la maglia di Geoff Hurst. Di Sir Geoff Hurst, per la precisione.

Nemmeno Sotheby’s è riuscita a vendere quella che dovrebbe essere un’icona del calcio inglese: la maglia numero 10 indossata da Geoff Hurst nella storica finale dei mondali del 1966 vinta dall’Inghilterra per 4-2 contro la Germania Ovest.

 

Unico successo inglese, mai più ripetuto.

Sarà la distanza dall’ultima vittoria in un mondiale, sarà che uscire da EURO 2016 per mano dell’Islanda non fa venire voglia di mettere in bacheca una maglia della nazionale, sta di fatto che il prezzo di riserva non è stato raggiunto.

Il valore stimato da Sotheby’s oscillava tra le 300.000 e le 500.000 sterline.

Nel 2000 un collezionista privato si era assicurato il prezioso cimelio 91.750 sterline.

Nel 2008 la maglia di Hurst era passata a Andrew Leslau per un importo mai reso noto pagato da un investitore internazionale.

Leslau la assicurò per un milione di sterline, definendola la maglia più importante del calcio inglese.

In effetti, lo è. E’ stata indossata durante l’unica partita decisiva vinta dagli inglesi nella storia del calcio moderno, da quando cioè, non giocano da soli.

Gli inglesi non parteciparono alle prime tre edizioni dei mondiali, si limitavano a sfidare non tanto i campioni in carica, ma le squadre ritenute degne. All’Italia toccò due volte, nel 1932 a Londra e nel 1938 a Milano.

Ma non basta, c’è molto di più. Non è una maglia qualsiasi quella numero 10. Gli inglesi vinsero 4-2 dopo i tempi supplementari resi necessari dal 2-2 maturato al novantesimo.

Geoff Hurst segnò tre volte ma la rete decisiva, al 101′, è anche uno dei primi gol fantasma documentati della storia: il tiro dell’attaccante del West Ham colpì la traversa e rimbalzò vicino linea, per la precisione sei centimetri più all’esterno, quindi non la varcò.

Il gol fantasma di Geoff Hurst

Gottfried Dienst, all’epoca considerato il miglior arbitro del mondo, e l’assistente sovietico di etnia azera Tofik Bakhramov però non potevano comunicare se non a gesti, dato che nessuno parlava una lingua conosciuta dall’altro. E il gol fu convalidato.

Nella ricchissima Londra di oggi non si trova un milionario disposto a spendere 400-500.000 sterline per tutto questo? Incredibile. Finirà in Cina forse: chi paga Pellè più di Neymar non può badare a spese!