
De Rossi espulsioni, 15 in carriera. E la Roma perde due punti preziosi
C’è cascato ancora, Daniele De Rossi. Anche ora che è il capitano della Roma dopo il ritiro di Francesco Totti, anche ora che la sua carriera è in parabola discendente, anche quest’anno che Eusebio Di Francesco l’aveva ufficialmente designato come l’anima della Roma, la sua coscienza. “Deve essere di esempio per tutti con i suoi comportamenti, in campo e fuori”, ebbe a dire il tecnico giallorosso nei primi giorni di raduno.
Ma DDR c’è cascato di nuovo, pagando con l’espulsione lo schiaffo a Lapadula e soprattutto impedendo alla Roma di tenere il passo con Napoli, Inter e Juventus. Un gesto plateale e reso ancora più incomprensibile perché compiuto nonostante il capitano giallorosso fosse a conoscenza della presenza del VAR.
Ma la follia di Marassi non è la prima di una carriera comunque fantastica, l’auspicio è che sia l’ultima. La gomitata allo statunitense Brian McBride nel corso del Mondiale 2006 la ricordano tutti, De Rossi pagò con 4 giornate di squalifica rientrando poi per la finale con la Francia e per segnare uno dei rigori che valsero il titolo.
Lo scorso anno altro gravissimo black-out per DDR, in occasione del preliminare col Porto. Dopo l’1-1 in trasferta, la Roma cadde in casa e la partita si incartò definitivamente dopo l’espulsione di Daniele, reo di un fallo inspiegabile commesso su Maxi Pereira a 70 metri dalla porta giallorossa. Spalletti salutò così la Champions League.
Nel 2004 Capitan Futuro fu cacciato nel corso della partita col Bayer Leverkusen. Nel 2011 altra gomitata, a palla lontana a Srna, e altra espulsione contro lo Shakhtar. L’arbitro non vide, poi la prova tv portò una squalifica di 3 giornate.
Nel derby del 2012 De Rossi diede un pugno in faccia al laziale Mauri a palla lontana. Anche lì decise la prova tv, che non servì per il fallaccio su Chiellini nel 2014. Con la Nazionale oltre a McBride, anche il bulgaro Mitsanski fu colpito a Palermo nel settembre 2015 da De Rossi che aveva appena segnato un rigore. Nove espulsioni in Serie A, 15 in carriera. Troppe, per un uomo e un giocatore così intelligente.
Dovute, a fine gara, sono arrivate le scuse del capitano romanista. “Le immagini sono brutte e l’episodio mi lascia dispiaciuto. Contro la Lazio ce le eravamo date di santa ragione con Parolo e Bastos e mi ero ripromesso di stare più attento. Chiedo scusa a compagni, mister e tifosi. Ripartiremo“.









