Austria Vienna – Milan: la difesa a tre e gli anni 80

Vincenzo Montella dovrebbe proporre la difesa a tre come antidoto per smaltire le tossine accumulatesi dopo la batosta dell'Olimpico contro la Lazio

Ogni tanto sconfino in territorio rossonero, anche se con le dovute precauzioni. Austria Vienna-Milan immagino che non vi dica molto. Di certo, comunque vada, non entrerà nella storia del club, e poi è solo Europa League, più una seccatura che altro. Ma ci sono altre cose da dire.

Confesso infatti che lo sconfinamento ha più radici storiche che ‘tecnico-tattiche’. Son già partito male: la storia non c’entra in questa faccenda. C’entra invece la memoria, che per sua natura è selettiva, al contrario della storia appunto, quella seria almeno.

Inizierò dunque col ricordare un gelido giorno di fine novembre del 1983. Eravamo arrivati a Vienna con un treno notturno da Milano. Una Vienna gelida e ventosa, con stalattiti di ghiaccio a orlare qualsiasi cosa sporgesse da un tetto o da un cornicione. Una vendetta del Sig. Meteo contro le nostre maledizioni estive, nei confronti di quell’ondata di caldo epocale ricordata anche di recente, in occasione dei giorni più roventi di luglio e agosto.

Al Parter Stadion si giocava Austria Vienna-Inter, andata degli ottavi di finale di Coppa Uefa. Voi rossoneri non c’eravate, trovandovi nella condizione di neopromossa dopo aver vinto il campionato di Serie B 1982-83 e la Mitropa Cup. In Coppa dei Campioni per l’Italia giocava la Roma, poi sconfitta nella finale dell’Olimpico dal Liverpool ai calci di rigore, nella serata del ‘tradimento’ di Paulo Roberto Falcão.

Che anni! Ditemi voi se potevo sorvolare, e puntare dritto su Montella che pensa alla difesa a tre? Ci arrivo, ma tempo al tempo.

Sorretti da bustine di plastica piene di cordiale, assistemmo impavidi alla sconfitta della Beneamata per 2-1. Dopo aver gioito per il gol di Muraro al 53′, l’Inter andò in bambola nel quarto d’ora finale subendo due reti ad opera dell’ungherese Nyilasi (78′ e 83′). Su YouTube c’è il video.

Era la stessa Austria Vienna amata dal povero Gerard Wanninger, accoltellato all’addome in Via Capecelatro durante gli scontri tra opposte fazioni in occasione della partita di ritorno. Ci furono anche alcuni arresti. Il pareggio per 1-1 ci estromesse dall’Europa con molte recriminazioni. Bagni siglò il pareggio a 11′ dalla fine ma non so quanti ne sbagliò prima. Il portiere Koncilia fu il migliore in campo per gli austriaci.

Come vedete, anche se nella coppa meno prestigiosa, le partite contro l’Austria Vienna possono riservare grandi emozioni, nel bene o nel male.

Certo, oggi come oggi è una squadretta che non dovrebbe far paura ai rossoneri. Il 27 luglio scorso non è andata oltre lo 0-0 contro l’AEL Limassol ad esempio. Le quote dei bookmaker, che danno la vittoria del Milan non oltre 1.50, sembrano confermare questa valutazione.

Formazioni Austria Vienna-Milan

E’ forse la cosa più interessate del presente, almeno per chi tifa il Diavolo, ma non solo penso. Vincenzo Montella sembra intenzionato a schieare la difesa a tre, nella quale Bonucci dovrebbe tornare a far parlare di se per quello che vale, e non per gli sberleffi sui social.

Devo dire che è bella offensiva, e in fondo mi piace. Anche se nei vari siti di riferimento si trovano versioni discordanti. Qualcuno ipotizza anche l’impiego di Suso.

Milan (3-5-2): Donnarumma; Bonucci, Romagnoli, Musacchio; Conti, Locatelli (Kessie), Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Silva, Kalinic. All. Montella

La formazione dell’Austria Vienna qualcuno la pubblica ma non credo che interessi a nessuno.

Piuttosto, potrebbe essere interessante sapere se Quello Comodo sarà presente sugli spalti con il suo grande amico Maradona (non Diego Armando). Questo è uno che ballava sui tavoli dopo le partite di Champions League con Rui Costa (o era Ronaldinho?), non so se si abbasserà. Uno nato con la camicia con le iniziali Q.C. ricamate in filigrana, e che di Nyilasi nella vita ne ha trovati pochi.