
Fabio Fognini squalifica multa, la condanna di Malagò
Dopo la decisione da parte della Federtennis di aprire un’indagine a carico di Fabio Fognini per gli insulti al Giudice Arbitro durante il match perso agli US Open con Stefano Travaglia, il presidente del CONI Giovanni Malagò ha deciso di prendere posizione: “Mi auguro che una volta per tutte serva da lezione a Fabio. Non si possono tollerare certi episodi. L’ho sentito, era amareggiato. Ha riconosciuto di aver sbagliato ma chiesto di non essere colpevolizzato. A volte capita di perdere la testa, dire e fare cose che nella vita normale non farebbe mai, ma spero che questa situazione gli serva da lezione”.
Dopo la squalifica dagli US Open, il ligure può andare incontro a una multa fino a 250.000 dollari e alla sospensione da uno o più tornei del Grande Slam. Una punizione durissima, per non dire esemplare, ora quasi auspicata da mostri sacri del tennis mondiale. Così Jim Courier: “Si tratta di una multa alta per un giocatore che però ha una storia di comportamenti di questo tipo, spero che anche l’ATP valuti il caso e prenda provvedimenti data la gravità della situazione. Mi dispiace per le coppie di doppio che sono state eliminate da Fognini. Ci sono voluti 4 giorni per arrivare alla squalifica, troppi per un episodio di questa gravità”.
Martina Navratilova ha rincarato la dose: “Se dovesse venire squalificato dai tornei dello Slam perderebbe parecchi soldi: se anche l’ATP dovesse entrare in gioco, come credo sia. giusto, i problemi per Fognini potrebbero essere ancora più gravi”.
Fognini ha provato a scusarsi sui propri canali Social ma il suo chiarimento è piaciuto fino a un certo punto, non fosse altro che per quella frase finale. “E’ solo una partita di tennis”. Anche perché non è solo una partita di tennis, ora sono diventate tante le partite nel corso delle quali il tennista italiano ha perso testa e faccia inanellando brutte figure in giro per il pianeta.
Un’altra multa Fognini l’aveva rimediata a Wimbledon nel 2014, durante il match contro Kuznetsov. L’intervento immediato del supervisor invece di calmare gli animi fece infuriare il ligure, che lo minacciò di “spaccargli la racchetta in testa”: piovvero 27.500 dollari di multa.
Nel 2013, ottavi di finale del Master 1000 di Shanghai, Fognini se la prese con l’arbitro, reo di non aver dato un warning a Djokovic per la racchetta rotta scagliandola a terra. Il warning alla fine lo prese lui, la partita la vinse il serbo con un rapido e indolore 6-3 6-3.
Anche a Madrid quest’anno Fognini ha perso la testa nel momento più delicato della partita persa poi con Nadal, uno con cui Fabio ha avuto diverse storie tese anche in passato. Come nel corso della finale di Amburgo nel 2015, quando il ligure se la prese con lo spagnolo incrociandolo a un cambio campo. Set buttato via (7-5), insieme alla partita e al titolo.
Sempre ad Amburgo, ma nel 2014, Fognini insultò il suo avversario Krajinovic definendolo “zingaro di merda”. Partita ovviamente persa contro un illustre sconosciuto, anche in quella occasione seguirono le scuse. Tardive. Poco convinte. Insufficienti.
Possibile che il nostro miglior talento tennistico non riesca a trovare un equilibrio che gli consenta di non perdere la faccia e la credibilità a intervalli regolari? Ormai gli episodi eclatanti, per non dire imbarazzanti, iniziano a essere troppi e di rara gravità.
Urge fermarsi e riflettere, Fabio.









