
La pole di Hamilton è stata la numero 66 in carriera, esattamente in mezzo tra Schumacher, prossimo obiettivo da raggiungere, e Senna, raggiunto in Canada e superato a Baku. Ma il sabato è stato un dominio Mercedes dopo un venerdì che aveva confuso le idee a tutti. La prima fila completamente argentata si è vista solo in due occasioni quest’anno. Un distacco delle Ferrari di 1.100 con Raikkonen e 1.248 con Vettel in questa stagione non si era mai visto.
E’ vero che i problemi idraulici di Vettel hanno costretto i meccanici a montare la prima power unit della stagione, spompata e priva di cavalli, costringendo il tedesco a una squalifica di rincorsa. Ma è anche vero che anche nella migliore delle ipotesi e in condizioni ideali, probabilmente Vettel avrebbe staccato Raikkonen di tre o quattro decimi. Sarebbe comunque finito almeno a sette decimi dalla pole di Hamilton e lo stesso finlandese, che non ha avuto problemi alla monoposto, si è preso un distacco abissale. Questo dice due cose.
La prima è che, sul giro secco, il recupero della Mercedes da Monaco è stato enorme. Era ampiamente previsto, soprattutto nella gestione della temperatura delle gomme, ed è arrivato. Si era detto che in Canada la differenza l’aveva fatta Hamilton nella sua pista preferita, ed era vero, ma a Baku anche Bottas è andato fortissimo. I tedeschi sembrano avere di nuovo un margine consistente in qualifica, anche se le ultime tre piste per motivi diversi (Monaco, Montreal, Baku) sono anomale da questo punto di vista. La seconda è che il mondiale della Ferrari si gioca ora. Storicamente nell’ultimo decennio la difficoltà del cavallino è stata quella di adeguare l’evoluzione della propria monoposto a quella dei concorrenti. Tante stagioni iniziate in maniera promettente e naufragate in estate quando gli altri balzavano in avanti di tanto e la rossa avanzava di poco. Canada e Azerbaigian sono due campanelli d’allarme netti e la Red Bull scalzata di un soffio dalla seconda fila è un’altra indicazione precisa. Parlare di ritmo sul passo gara è un ritornello già sentito in passato e che ha senso quando il distacco si misura in centesimi, o in un paio di decimi. La gara di oggi pomeriggio dirà quanto e se è concreto il distacco tra le due scuderie anche in gara.
Quote massime dei piloti principali
Gara – La partenza è stretta, il rettilineo è lunghissimo ma dalla griglia di partenza alla prima curva ci sono solo 248 metri. Pochi per inventare un doppio sorpasso dalla seconda fila, soprattutto se i due Mercedes non fanno errori evidenti. Passare a Baku è quasi impossibile e, come a Monaco, tentare l’undercut e rischiare di ritrovarsi nel traffico può non pagare anche in caso di ritmo sul giro simile. Però è anche una specie di lotteria, tanti errori, muretti sfiorati, impatti di vario genere. Almeno una safety car è probabile. Questo per dire che se volete giocare un pilota come Verstappen, in grado di inventare un sorpasso dove gli altri non lo vedono e in caso di gara fuori dalle righe, è l’occasione giusta. In tutti gli altri casi è difficile immaginare come la gara possa sfuggire alle Mercedes.
La quota di Hamilton è bassissima, tra 1.33 e 1.35, davanti a Bottas che ha disputato finora un fine settimana solido e si gioca a 5.50. Più alte le quotazioni delle Ferrari con Vettel tra 9.00 e 13.00 e Raikkonen tra 11.00 e 19.00. Per Verstappen quotazione che oscilla tra 17.00 e 21.00.
| Pilota | Bwin | William Hill | Eurobet |
| Hamilton | 1.35 | 1.33 | 1.35 |
| Vettel | 11.00 | 13.00 | 9.00 |
| Bottas | 5.50 | 5.50 | 5.50 |
| Raikkonen | 15.00 | 19.00 | 11.00 |
| Verstappen | 17.00 | 21.00 | 21.00 |
| Ricciardo | 51.00 | 81.00 | 66.00 |









