
Le triple di Venezia contro la zona – Dopo i 3 falli precoci che sembravano averne condizionato la partita, è la scarica di triple di Haynes a decidere gara 2 nel terzo periodo. Il particolare è rilevante perché se Venezia ritrova mira dall’arco non è costretta a sudare contro la zona e le difese alternate di Buscaglia. La Reyer è una squadra completamente diversa quando allunga la metà campo offensiva con le triple e trova un uomo in grado di trascinare, per la partita o per un singolo periodo, i compagni. Per la prima volta in stagione ci è riuscita contro Trento. La chiave della serie è capire quanto e come ci riuscirà adesso che ci si sposta sul campo della Dolomiti.
Gli alti e bassi di Venezia e Trento – Anche all’interno della stessa partita. Per Venezia era stato decisivo in negativo il secondo quarto di gara 1 con 14 punti segnati finendo sotto 47-30 all’intervallo. Per Trento sorte analoga nel terzo periodo di gara 2 con 11 punti segnati e chiuso 24-11 per la Reyer che ha dato il 65-52 per pareggiare i conti. Con questa intensità agonistica e fisica con l’avanzare della serie e ulteriori aggiustamenti sarà sempre più una sfida decisa dai parziali. E naturalmente da chi avrà più energie da mettere in campo.
L’infortunio di Sutton e la rotazione ridotta all’osso – Da questo punto di vista Venezia sta meglio di Trento. Che con l’infortunio Sutton non solo ha dovuto rinunciare dopo 12 minuti di gara 2 a un punto di riferimento su due lati del campo che aveva prodotto 16 punti e 7 recuperi in gara 1, forse il giocatore migliore della sua stagione, ma ha costretto Buscaglia ad accorciare una rotazione già ridotta ai minimi termini. Si sapeva che questo era il limite più grande della Dolomiti, ma la differenza in gara 2 è stata impressionante. Trento ha giocato con sei uomini effettivi spremendo Gomes e Craft oltre i 30 minuti e costringendo Lechthaler a giocarne 12. De Raffaele ha potuto ruotare nove giocatori dando a ognuno almeno dieci minuti, nessuno ha giocato meno dei 9 di McGee e nessuno più dei 29 di Peric. Se la serie si allunga avere giocatori più riposati nei momenti decisivi fa la differenza. Anche in lunetta. Sutton non ci sarà in gara 3 per uno stiramento al bicipite femorale della coscia destra. Si proverà a recuperarlo per gara 4.
L’intensità di Venezia sulle palle vaganti – Per la prima volta i veneti sono entrati sotto la pelle di Trento utilizzando le sue stesse armi, soffocante intensità difensiva, durezza a rimbalzo, reattività sulle palle vaganti o nell’aiutare in difesa sull’uomo battuto dal palleggio. Il simbolo da questo punto di vista è Ejim che ha prodotto 4 rimbalzi e 3 recuperi mettendo le mani su ogni pallone dal dubbio possesso e impedendo agli esterni di Trento di accendersi.
La produzione offensiva di Trento – Se Craft deve fare tutto da solo in attacco questa serie non ha un senso logico, perlomeno quando si gioca al Taliercio. L’assenza di Sutton ha modificato le geometrie offensive ma da Gomes e Hogue, 1/7 dal campo il primo e 2/8 ai liberi il secondo, è lecito attendersi più responsabilità offensive quando le necessità del momento lo richiedono. La fiammata di Flaccadori nel secondo periodo ha riportato in parità la serata ma anche l’azzurro nel secondo tempo è sparito. La difesa è rimasta sotto gli 80 punti subiti per la nona volta in dieci partite di playoff ma lo scudetto si vince anche con la palla in mano. E i 64 punti segnati in gara 2 sono stati la seconda peggiore prestazione offensiva ai playoff dopo i 65 segnati in gara 1 dei quarti contro Sassari.
Le statistiche di gara 2
| Playoff | Punti | % da due | % da tre | % ai liberi | Rimbalzi | Recuperi | Palle perse | Valutazione |
| Trento | 64 | 44.4% | 27.8% | 65.4% | 33 | 3 | 16 | 53 |
| Venezia | 79 | 40.5% | 34.5% | 78.9% | 46 | 8 | 16 | 81 |
Venezia ha vinto gara 2 con l’intensità e la voglia rendendo decisivo il parziale del terzo periodo anche se numeri alla mano non riesce a essere costante in area e dall’arco contro la difesa di Trento. E’ proprio l’arco il problema principale della Dolomiti, che per la quinta volta in questi playoff, la quarta nelle ultime cinque partite giocate, è rimasta al di sotto del 30%. Shields, Gomes e Forray devono ritrovare subito la mano e Hogue deve essere più preciso in lunetta, in una notte più equilibrata il 17/26 ai liberi sarebbe stato difficile da sostenere. Gara 3 è uno snodo decisivo della serie e Venezia ci arriva nelle stesse condizioni della semifinale contro Avellino, 1-1 con la necessità di recuperare il fattore campo. Le condizioni di Sutton sono una variabile decisiva, senza di lui Trento perde buona parte del suo potenziale offensivo. Non sarà decisiva, ma chi si prende il terzo episodio della serie avrà un vantaggio emotivo notevole da sfruttare nel resto della serie.
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