
Trento implacabile in trasferta – Tre partite al più incredibile scudetto nella storia della serie A. Sono quelle che mancano a Trento, squadra che in questi playoff in trasferta non ha mai perso. Ha vinto una volta a Sassari, tre a Milano, una a Venezia. Cinque partite lontano dai propri tifosi e cinque vittorie. La squadra di Buscaglia conferma di essere più efficace in trasferta, come confermano gli stessi protagonisti. Ha già portato il fattore campo dalla sua parte come aveva fatto con Milano. E gara 2 potrebbe avere dinamiche simili.
De Raffaele contro le difese di Buscaglia – L’assenza di un leader offensivo conclamato diventa un problema per Venezia quando deve affrontare le difese alternate di Trento. In gara 1 la Reyer ha segnato 74 punti, tentando con la forza della disperazione la rimonta dopo averne segnati 30 nel primo tempo. In regular season ne aveva segnati 59 e 57. Tre indizi per confermare che Venezia, come tutte le altre squadre nella seconda parte di stagione, soffre tremendamente contro la difesa della Dolomiti. Ed è un problema che finora nessuno è riuscito a risolvere.
Le differenze dall’arco – Un attacco che funziona, quello di Trento, tira 6/13 dall’arco, praticamente usa le triple il minimo indispensabile. Un attacco che fatica, quello di Venezia, spara 8/36 da tre e tira da fuori lo stesso numero di volte che tira da due. La difesa della Dolomiti ti costringe a scegliere la soluzione più facile ed è una tentazione nella quale sono caduti principalmente Bramos, Filloy e Viggiano, 1/14 in tre. Anche Haynes non è piaciuto nella scelta dei tiri. La selezione dei tiri è un aspetto sul quale De Raffaele dovrà lavorare.
I protagonisti – Prendete Craft, 5 punti con 2/8 dal campo. Ma un play che porta 7 assist con 4 recuperi contro solo 1 palla persa è un protagonista. Come Sutton, 16 punti ma soprattutto 7 recuperi. O Gomes, 15 punti con 6/8 dal campo e 4 rimbalzi. Venezia ha avuto sostanza solo da Peric, 19 punti e 4 rimbalzi, con intermittenza diffusa tra Tonut, Batista che in area non ha inciso, Ejim che continua a non essere un fattore offensivo in questi playoff. A Venezia sono chieste risposte a cominciare da gara 2 nella quale la risposta emotiva, che finora è sempre arrivata dopo ogni momento difficile nella seconda partita di stagione, è la chiave principale della serata.
Le statistiche di gara 1
| Playoff | Punti | % da due | % da tre | % ai liberi | Rimbalzi | Recuperi | Palle perse | Valutazione |
| Trento | 83 | 52.9% | 46.2% | 68.8% | 32 | 15 | 13 | 104 |
| Venezia | 74 | 52.8% | 22.2% | 66.7% | 46 | 7 | 19 | 69 |
La discrepanza a rimbalzo è un dato statistico che balza all’occhio ma sono i 15 recuperi della difesa di Trento, messi accanto alle 19 palle perse di Venezia, che fanno la vera differenza di gara 1. I 19 rimbalzi offensivi della Reyer sono frutto dei tanti errori dall’arco e la valutazione complessiva è il vero termometro della distanza tra due squadre nelle quali il collettivo funziona come un motore, tanti pezzi che uniti tra loro fanno girare l’insieme. Quello della Dolomiti ha funzionato al massimo dei giri, e finora ha avuto una sola battuta di arresto in questi playoff, quello di Venezia ha girato a vuoto. In gara 2 il vento deve cambiare, ma con tre sconfitte su tre partite giocate in stagione la squadra di De Raffaele sa che questa è una partita decisiva sul piano emotivo oltre che per non andare sotto 2-0 e giocarsi il resto dello scudetto in trasferta.
| Venezia | Trento |
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| 1.38 Matchpoint | 3.15 Snai |
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