
Gp Australia 2017 pagelle, le prime della stagione – Per la F1 down under prima gara, primi verdetti, primo inno di Mameli cantato sul podio ed è già una macedonia di promossi e bocciati.
PROMOSSI
- Vettel e la Ferrari SF70H(a vinto bene) – La notizia pare essere che la rossa prende e vince all’esordio mondiale. Non succedeva dal 2010, la guidava Alonso. Vabbè. Non vinceva in Australia dal 2007, la guidava Raikkonen, che la guida ancora. O almeno pare. Vabbè. L’ultima volta che aveva vinto a Melbourne aveva vinto pure il mondiale. Contro Alonso e Hamilton. Vabbè. Ma la notizia è che Vettel parla in italiano meglio che in inglese e in tedesco. Lo dimostra nella comunicazione radio dopo avere tagliato il traguardo, pare Mazzini che fa l’Italia: ‘Questa è per noi, avanti, con calma’. Però la Ferrari cammina, e pure forte. I test stavolta non erano un bluff. Magari a fine stagione non vinciamo, però quasi sicuramente quest’anno ci divertiamo.
- Marchionne – Maglione per ora ci ha preso. L’anno scorso a marzo già aveva prenotato lo champagne per festeggiare il titolo e poi ha preso svariati tram in faccia. Quest’anno ha ordinato a tutti il silenzio stampa dell’Italia ai Mondiali dell’82 e Arrivabene è talmente calato nella parte che quando lo intervistano a fine gara fa qualcosa tipo: ‘Eh ma il fine settimana perfetto è quando abbiamo due macchine sul podio’ con l’entusiasmo di chi arriva il lunedì mattina in ufficio. E’ vero che la storia si farà in primavera, quando di solito gli altri sviluppano la macchina e i rossi la regrediscono, ma oggi può andare in giro a fare lo splendido dicendo: ‘Visto? Ve l’avevo detto io che bastava fare una struttura orizzontale per tornare a vincere’.
- Giovinazzi – Ah tra l’altro il presidente è anche artefice occulto del ritorno di un pilota italiano sull’asfalto dopo oltre un lustro di assenza. Lo ha ingaggiato come terzo pilota Ferrari e ha brigato nell’ombra per tutto l’inverno per farle entrare in orbita Sauber. Quello poi pare avere anche il c…uore dei predestinati, visto che il titolare Wehrlein si è schiacciato una vertebra giocando coi tricicli in inverno e al sabato mattina lo avvisano per SMS che c’è la monoposto libera e tocca a lui. Ancora intriso di jet lag si cala in macchina senza saperne quasi nulla e per poco non va in Q2, poi la domenica chiude dodicesimo e dimostra che ha manico vero. Il capello è quello giusto, la barbetta incolta fa molto Freddo di Romanzo Criminale, ecco un pilota di cui sentiremo a lungo parlare.
- Bottas – Arriva terzo e nel finale recupera pure su Hamilton, nei confronti del quale ha il sacro terrore del secchione al cospetto del bullo in terza media. Preciso e senza sbavature, meglio la domenica che il sabato, come gli è stato chiesto di fare nel suo primo giorno di scuola. E’ una specie di Rosberg finnico, non gli vedrete mai fare numeri da circo ma vedrete che starà quasi sempre sul podio, magari a destra e sinistra del vincitore, ma quasi sempre. E mentre beve champagne ha la faccia di Pierino contro tutti.
BOCCIATI
- Hamilton – Hai presente quando alle medie hai fatto il comodo che volevi per tre anni e il primo giorno di liceo scopri che c’è qualcuno grande e grosso come te che te le suona alla prima campanella? Uguale. Perciò viene fuori il lato isterico del bullo, che si mette a frignare via radio due volte. Gli chiedono se riesce a stare sul 28 basso e dice di no. Si lamenta delle gomme ed è talmente convincente che i meccanici lo prendono sul serio e gli anticipano la sosta pensando a un degrado eccessivo. Poi arriva Mario Isola della Pirelli che spiega che queste gomme non si sgretolano nemmeno col martello pneumatico. Torna in mezzo al traffico mentre Vettel ha campo libero e la strategia costa la gara a lui e la bile a Toto Wolff, che sbaracca un tavolo a forza di pugni. Ecco un altro abituato a comandare che adesso si trova col dubbio che altri abbiano studiato meglio di lui. Poi sul podio sorridono tutti, ma intanto la stagione inizia con varie spezie sul tavolo e chi non è abituato a mangiare piccante rischia di rimetterci la digestione nelle prime gare.
- Ricciardo e la Red Bull – Gli assenti ingiustificati. Le lattine ci sono ma è come se non ci fossero. Anzi, ce n’è una sola. Quella di Ricciardo, la più attesa perché padrone di casa, sta più che altro parcheggiata fuori dalla curva tre, quella dello stadio, dove si stampa il sabato e dove si ferma in gara perché la vettura gli va fuori uso. Resta lì un quarto d’ora perché i commissari del posto decidono di lasciarla sotto lo sguardo dei tifosi e lui cerca invano di mettere le monete nel parchimetro. Avevano passato i due giri iniziali, lui e i meccanici, parcheggiati in garage a provare a metterla in moto. Intanto Verstappen è quinto e ha già capito che quest’anno, con le macchine che la scia non la prendono nemmeno per sbaglio, non può più fare come gli pare. Li rivedrete in primavera avanzata perché si inventano sempre qualcosa, ma intanto parcheggiatori abusivi.
- Raikkonen – Funziona così. Se la vettura non piace a Vettel, lui ci si trova a meraviglia. Cfr. il 2016. Se è fatta su misura per il tedesco, potete stare sicuri che a lui non va a genio. Inizia quarto e ci finisce, senza un guizzo, senza mai nemmeno avvicinare il suo connazionale su Mercedes, a 22 secondi dal compagno di squadra che trionfa. Non lo stimola nemmeno la possibilità di avvicinare il podio per bere champagne e dare un senso al suo fine settimana. Sgasato e potrebbe essere l’inizio di una lunga serie.
- Alonso e la McLaren – Con loro non ti annoi mai. Team radio definitivo del fine settimana dello spagnolo in mezzo al traffico esposto ai sorpassi: ‘C’è qualcosa che non va, credo la sospensione – Pausa – Ma tranquilli, non è il motore’. Boullier ai box già scuoteva la testa ieri quando in Q2 l’asturiano si faceva aruspice: ‘Adesso per andare avanti ci serve l’uragano’. Insomma si ritira di nuovo e non può più nemmeno dire che se n’è andato dalla Ferrari perché tanto quattordicesimo o secondo comunque non si vince.
- Stroll – Il pischello si impasta su qualsiasi superficie solida che è un piacere. A Barcellona aveva sbriciolata un’ala prima che fosse pronta quella di riserva, a Melbourne ha pomiciato per tre giorni con muretti e guard rail e nella F1 dei giovani rampanti lui pare quello con meno qualità, però porta il pallone e decide chi gioca visto che il papà è quello con più soldi di tutti e per farlo guidare ha comprato mezza Williams. La figura è brutta, il tempo c’è.
- La nuova F1 – Questione soggettiva, però c’è un però. Se vuoi più velocità di base, più aerodinamica, più lotta al sabato perché viene fuori il pelo sullo stomaco del pilota, hai anche gare in cui si vedono due sorpassi due in 57 giri. Pare la F1 di dieci anni fa, con le gare decise alla partenza e dalla strategia ai box, solo che con le gomme indistruttibili quasi sempre ci sarà al massimo una sola sosta. Fate che in Cina al posto di Vettel davanti ci sia una Mercedes per tutta la gara e vediamo quanto passa prima di addormentarsi fino alla premiazione. All’epoca il DRS fu introdotto perché tutti volevano i sorpassi e adesso avremo gare completamente prive di sorpassi. Ma una via di mezzo, mai?
Mondiale F1 2017 quote aggiornate
E a conferma del fatto che c’è sostanza sotto la Rossa, Bwin dopo la gara ha già aggiornato le quote per il vincitore del mondiale. E adesso Vettel è appaiato a Hamilton, entrambi a 2.10, mentre Bottas è a 9.00 e Raikkonen a 17.00, i due Red Bull nemmeno si vedono all’orizzonte. La Ferrari è scesa pure nelle quote per il mondiale costruttori, a 2.60 contro 1.55 della Mercedes. Sarà anche presto, ma è pure indicativo.









